
Il Veneto è la prima Regione di centrodestra a dotarsi di una legge sul fine vita
L'INDIPENDENTE - Thursday, September 3, 2026Con 32 voti a favore, 5 astenuti e 14 contrari, il Veneto è la quarta regione italiana ad approvare una legge sul suicidio medicalmente assistito. A trainarne l’approvazione è stata la linea dell’ex governatore leghista, oggi presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia, che da tempo si batte per l’introduzione di una disciplina sulla materia. La nuova norma nasce dalla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni e disciplina procedure e tempistiche per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito nei casi previsti dalla sentenza Cappato della Corte costituzionale. Nel corso dell’esame sono stati inoltre approvati emendamenti che rafforzano il ruolo delle cure palliative, volte ad alleviare le sofferenze e a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da patologie gravi e inguaribili. Il Veneto diventa così la prima regione a guida centrodestra a dotarsi di una norma sul fine vita: in fase di votazione, i partiti della maggioranza si sono divisi, con Fratelli d’Italia che ha votato compatta contro il provvedimento.
A votare contro la norma sono stati anche l’unico consigliere di Futuro Nazionale, il partito di Vannacci, e due consiglieri di Forza Italia; l’esponente dell’Unione di Centro, invece, si è astenuto. Con la votazione di ieri, il Veneto segue le analoghe iniziative promosse da Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, le altre tre regioni che hanno approvato leggi regionali volte a disciplinare le procedure di accesso alla pratica. A livello nazionale, una proposta di legge specificamente dedicata a disciplinare procedure e tempi dell’assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito è stata presentata alla Camera il 19 gennaio 2024; nel 2019 era stata invece presentata al Senato una proposta sul fine vita, rimasta ferma in Commissione. Il provvedimento approvato dal Veneto ricalca la proposta già avanzata in sede regionale nel 2024, quando fu bocciata per un solo voto. Anche quella proposta si basava sul testo avanzato dall’Associazione Luca Coscioni, che a sua volta ruotava attorno alla cosiddetta “sentenza Cappato”, emanata dalla Corte costituzionale nel 2019 in seguito al caso Cappato-Dj Fabo. La sentenza individua i requisiti e la procedura da seguire affinché l’aiuto al suicidio non costituisca reato, successivamente integrati da un’ulteriore pronuncia della Corte.
I requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito sono che la persona interessata sia pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli; sia affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ritiene intollerabili; e sia tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale. I quattro requisiti individuati dalla sentenza devono sussistere contemporaneamente. A valutarne la presenza è la Commissione medica multidisciplinare permanente, istituita dall’articolo 2, che nel caso della legge veneta prevede anche la presenza di un medico palliativista: «Nello specifico gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito», si legge nel comunicato regionale.
La legge veneta dà inoltre spazio all’intervento di psicologi e personale sanitario, chiamati a discutere con il paziente le possibili alternative al suicidio medicalmente assistito. Una volta accertata la sussistenza dei requisiti, la struttura sanitaria richiede il parere obbligatorio, ma non vincolante, del Comitato etico e definisce le modalità operative della procedura, compresi strumentazione, farmaco e modalità di autosomministrazione. La nuova norma stabilisce infine le tempistiche dell’intero procedimento; secondo la legge bocciata nel 2024 la procedura deve concludersi entro 20 giorni dalla richiesta del paziente. La Commissione medica multidisciplinare ha 10 giorni per completare le verifiche, mentre il Comitato etico dispone di 5 giorni per esprimere il proprio parere. In caso di esito positivo, la prestazione deve essere garantita entro i successivi 7 giorni. Non è noto se tali tempistiche siano state modificate. Infine, l’accesso alle prestazioni di verifica e assistenza è completamente gratuito.
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