Islanda: vince il No al referendum sul possibile ingresso nell’Unione Europea

L'INDIPENDENTE - Sunday, August 30, 2026

Niente Unione europea per l’Islanda. Il referendum che verteva sulla possibilità di riprendere i negoziati per l’adesione all’UE — fermi dal 2013 — si è concluso con la vittoria del no. È in corso lo spoglio delle ultime schede elettorali ma l’esito è ormai scritto: la maggioranza degli elettori ha respinto il processo di integrazione europea, preferendo l’autonomia nazionale nei diversi settori co-gestiti da Bruxelles. A partire dalla pesca, dove si è registrata l’opposizione più ferrea. Le circoscrizioni rurali e costiere, guidate dalle comunità dei pescatori, hanno trainato l’esito referendario, facendo trionfare il dissenso verso i vincoli europei.

Come riportato dall’emittente pubblico RVU, lo scrutinio del referendum è quasi completato, con oltre 190mila schede già consultate. A livello nazionale, il fronte del no avrebbe accumulato 99mila voti (pari al 52,5% del totale), staccando di circa 10mila preferenze il blocco europeista, fermatosi sulla soglia dei 90mila voti. Si è registrata un’alta affluenza, pari al 82,5%.

L’esito referendario ha confermato le sensazioni della vigilia, accompagnate da sondaggi e intenzioni di voto che rivelavano un serrato testa a testa tra i due schieramenti. L’idea di riprendere il processo di adesione all’Unione europea ha trionfato soltanto nella capitale Reykjavík. Nelle altre circoscrizioni, invece, circa il 60% dei consensi ha rimpinguato il fronte del no, toccando punte del 65% nelle comunità costiere, dove è forte la presenza dei pescatori, i primi a opporsi all’integrazione europea. Da queste parti le regole di Bruxelles nel settore, a partire dalla ripartizione tra i Paesi membri delle quote di pesca, sono duramente contestate.

Almeno per i prossimi due anni, fino cioè alla fine della legislatura prevista per il 2028, l’Islanda non riprenderà i negoziati per l’adesione all’UE. L’esito referendario non è vincolante, ma il governo guidato dalla socialdemocratica Kristrún Frostadóttir ha dichiarato che rispetterà la volontà popolare. Di fronte all’attuale fase di incertezza internazionale — tra guerre, crisi energetiche e mire espansionistiche di Donald Trump nella vicina Groenlandia — l’esecutivo aveva deciso di riportare nell’agenda politica il tema dell’avvicinamento all’UE, propendendo per il referendum.

L’Islanda resta comunque un partner di Bruxelles. Il Paese nordico fa infatti parte dello Spazio economico europeo, nato nel 1994 per estendere il mercato comunitario ai paesi dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA). L’Islanda ha sottoscritto anche l’accordo di Schengen sulla libera circolazione, abolendo i controlli di frontiera con 25 membri dell’UE, oltre che con Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

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