
Il debito pubblico italiano supera i 3.200 miliardi ed è sempre più in mano agli stranieri
L'INDIPENDENTE - Monday, August 17, 2026Oltre un terzo del debito pubblico italiano è in mano ai non residenti. È quanto emerge dagli ultimi dati forniti dalla Banca d’Italia, relativi al mese di giugno, che confermano la crescita del debito pubblico nazionale. Il debito ha infatti superato per la prima volta quota 3.200 miliardi di euro, aumentando di 26,2 miliardi rispetto a maggio e di circa 136 miliardi rispetto a un anno fa. Dall’inizio dell’anno, il ritmo di crescita è stato costante, con un aumento del debito di circa 20 miliardi al mese, con un’unica eccezione ad aprile. L’aumento è stato trainato dal fabbisogno delle amministrazioni pubbliche e, secondo i dati della Banca d’Italia, è prevalentemente imputabile alle amministrazioni centrali.
I dati di Bankitalia confermano la tendenza di crescita che caratterizza il debito italiano da inizio anno: dopo una battuta d’arresto a dicembre 2025, infatti, il debito pubblico del Belpaese ha iniziato a crescere in maniera pressoché costante. L’unica battuta d’arresto è stata registrata ad aprile, quando il debito è diminuito di 4 miliardi rispetto a marzo, pur registrando un aumento di 100 miliardi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Lo scorso giugno, il debito pubblico ha toccato quota 3.207,2 miliardi di euro, riflettendo il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, pari a 13,3 miliardi, l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, pari a 61,7 miliardi, 9,8 miliardi in più rispetto allo scorso maggio, e gli effetti delle operazioni di emissione e rimborso dei titoli, delle rivalutazioni e delle variazioni dei cambi, pari a 3,1 miliardi. Si tratta del nuovo record assoluto, trainato dal fabbisogno delle Amministrazioni centrali, pari a 26,9 miliardi.
I numeri di giugno confermano un’altra tendenza del debito pubblico italiano: la sua crescente concentrazione nelle mani degli investitori stranieri. La quota di debito detenuta dalla Banca d’Italia è infatti in continua diminuzione e a giugno è scesa al 16,7%, dal 17,2% di maggio. Analogamente, diminuisce la quota detenuta da famiglie e imprese, passata dal 14,7% di maggio al 14,5% di giugno, mentre restano invariate le percentuali detenute da banche e istituti finanziari nazionali, rispettivamente al 20,3% e al 12,1%. I portafogli degli investitori esteri detengono invece il 35,9% del debito, in aumento rispetto al 35,7% del mese precedente. A fine maggio, l’ammontare di debito detenuto dagli investitori esteri aveva raggiunto i 1.140 miliardi di euro, 922 miliardi dei quali sotto forma di titoli di Stato: si tratta di 77 miliardi in più rispetto alla fine del 2025. La situazione, osserva un’analisi del Sole 24 Ore, è la più alta mai rilevata dall’ottobre 2011, «il mese precedente la grande bufera che aveva interessato le finanze del nostro Paese, culminata con l’arrivo di Mario Monti alla guida del Governo».
The post Il debito pubblico italiano supera i 3.200 miliardi ed è sempre più in mano agli stranieri appeared first on L'INDIPENDENTE.