Il debito pubblico italiano supera i 3.200 miliardi ed è sempre più in mano agli stranieriOltre un terzo del debito pubblico italiano è in mano ai non residenti. È quanto
emerge dagli ultimi dati forniti dalla Banca d’Italia, relativi al mese di
giugno, che confermano la crescita del debito pubblico nazionale. Il debito ha
infatti superato per la prima volta quota 3.200 miliardi di euro, aumentando di
26,2 miliardi rispetto a maggio e di circa 136 miliardi rispetto a un anno fa.
Dall’inizio dell’anno, il ritmo di crescita è stato costante, con un aumento del
debito di circa 20 miliardi al mese, con un’unica eccezione ad aprile. L’aumento
è stato trainato dal fabbisogno delle amministrazioni pubbliche e, secondo i
dati della Banca d’Italia, è prevalentemente imputabile alle amministrazioni
centrali.
I dati di Bankitalia confermano la tendenza di crescita che caratterizza il
debito italiano da inizio anno: dopo una battuta d’arresto a dicembre 2025,
infatti, il debito pubblico del Belpaese ha iniziato a crescere in maniera
pressoché costante. L’unica battuta d’arresto è stata registrata ad aprile,
quando il debito è diminuito di 4 miliardi rispetto a marzo, pur registrando un
aumento di 100 miliardi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Lo
scorso giugno, il debito pubblico ha toccato quota 3.207,2 miliardi di euro,
riflettendo il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, pari a 13,3 miliardi,
l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, pari a 61,7 miliardi, 9,8
miliardi in più rispetto allo scorso maggio, e gli effetti delle operazioni di
emissione e rimborso dei titoli, delle rivalutazioni e delle variazioni dei
cambi, pari a 3,1 miliardi. Si tratta del nuovo record assoluto, trainato dal
fabbisogno delle Amministrazioni centrali, pari a 26,9 miliardi.
I numeri di giugno confermano un’altra tendenza del debito pubblico italiano: la
sua crescente concentrazione nelle mani degli investitori stranieri. La quota di
debito detenuta dalla Banca d’Italia è infatti in continua diminuzione e a
giugno è scesa al 16,7%, dal 17,2% di maggio. Analogamente, diminuisce la quota
detenuta da famiglie e imprese, passata dal 14,7% di maggio al 14,5% di giugno,
mentre restano invariate le percentuali detenute da banche e istituti finanziari
nazionali, rispettivamente al 20,3% e al 12,1%. I portafogli degli investitori
esteri detengono invece il 35,9% del debito, in aumento rispetto al 35,7% del
mese precedente. A fine maggio, l’ammontare di debito detenuto dagli investitori
esteri aveva raggiunto i 1.140 miliardi di euro, 922 miliardi dei quali sotto
forma di titoli di Stato: si tratta di 77 miliardi in più rispetto alla fine del
2025. La situazione, osserva un’analisi del Sole 24 Ore, è la più alta mai
rilevata dall’ottobre 2011, «il mese precedente la grande bufera che aveva
interessato le finanze del nostro Paese, culminata con l’arrivo di Mario Monti
alla guida del Governo».
The post Il debito pubblico italiano supera i 3.200 miliardi ed è sempre più in
mano agli stranieri appeared first on L'INDIPENDENTE.