A Colleferro è esplosa una fabbrica di proiettili e granate da guerra

L'INDIPENDENTE - Friday, August 14, 2026

Prima il fumo, poi le fiamme, infine l’esplosione. Nel pomeriggio di ieri, a Colleferro, comune situato nella Valle del Sacco, nella Città Metropolitana di Roma, una violenta deflagrazione ha colpito lo stabilimento KNDS Ammo Italy, ex Simmel Difesa, facendo tremare il terreno e provocando un vasto allarme nella zona. L’esplosione ha interessato il reparto di pressatura degli esplosivi dell’azienda, che produce, tra le altre cose, munizioni per l’artiglieria navale e terrestre. I lavoratori presenti sono stati evacuati prima dell’esplosione e nessuno risulta ferito. Sul posto sono intervenuti i mezzi di soccorso, i carabinieri e i vigili del fuoco, che hanno spento l’incendio. Le cause dell’incidente sono ancora ignote; c’è chi, tuttavia, scampato il peggio, ha iniziato a chiedere che vengano avviate riflessioni sulla destinazione del sito, già sede di un progetto per ampliare le attività produttive che è stato oggetto di un’inchiesta de L’Indipendente.

L’esplosione presso l’impianto dell’azienda franco-tedesca di armamenti KNDS Ammo di Colleferro è avvenuta attorno alle 14.30 di ieri. Non è ancora chiaro cosa abbia provocato l’incidente: «Le circostanze dell’incidente sono attualmente oggetto di indagine e valutazione da parte dei team presenti sul posto. Pertanto, in questa fase, non siamo in grado di fornire ulteriori dettagli confermati in merito alla causa o all’esatta sequenza degli eventi», fa sapere KNDS in una nota. Il procuratore di Velletri, Carlo Villani, ha aperto un fascicolo d’inchiesta per fare luce sull’accaduto; l’ipotesi di reato formulata è quella di incendio. Sembrano invece escluse, al momento, ipotesi di sabotaggio. Per ora, tutto ciò che si sa è che l’incidente si sarebbe verificato nel reparto di pressatura delle polveri e che potrebbe essere partito da una pressa esplosa durante la lavorazione.

L’incendio è durato ore ed è stato spento nel tardo pomeriggio. Secondo quanto ricostruito, il fumo avrebbe iniziato a propagarsi mentre l’impianto era ancora in attività, facendo scattare il sistema antincendio e permettendo così ai lavoratori di evacuare. Lo stabilimento di Colleferro conta 24 dipendenti e si occupa della produzione di munizioni di medio e grosso calibro per l’artiglieria terrestre e marittima, nonché della realizzazione di combustibili solidi per vettori aerospaziali. In questo periodo è al centro di un progetto volto ad ampliarne le attività produttive, che coinvolge anche lo stabilimento di Anagni, nella stessa Valle del Sacco. Presso quest’ultimo stabilimento, il piano prevede la produzione di una gelatina contenente il 60% di nitroglicerina, con una stima di produzione di 150 kg all’ora; tale materiale esplosivo verrebbe poi trasportato da Anagni a Colleferro, dove verrebbe integrato in missili e proiettili e «utilizzato quale materia prima per la produzione di propellenti a doppia e tripla base ad uso militare».

Dopo l’incidente, diverse associazioni della società civile si sono mobilitate per chiedere spiegazioni e sollevare interrogativi sulle attività produttive dello stabilimento. «Da tempo denunciamo i rischi legati alla sicurezza e alla presenza, in questo territorio, di impianti industriali connessi alla produzione bellica», scrive l’Associazione Libera. «Quello che è accaduto oggi conferma, ancora una volta, la necessità di non abbassare la guardia. Sicurezza, salute, ambiente e pace non possono essere considerati temi separati», aggiunge. «Quanto successo a Colleferro pone una domanda inevitabile: cosa sarebbe successo se un incidente di questa natura fosse avvenuto ad Anagni, nello stabilimento KNDS in località La Macchia, con la produzione di nitrogelatina?», fa eco il comitato Disarmiamoli – Valle del Sacco. «L’Assemblea No War Valle del Sacco ribadisce la propria contrarietà alla trasformazione della Valle del Sacco in un polo della produzione bellica e di materiali esplosivi. Non accetteremo che alla storica emergenza ambientale si aggiunga una nuova dimensione di rischio industriale e militare». Lo stabilimento di Colleferro era già stato teatro di un incidente simile nel 2007, quando, nella fabbrica allora di proprietà della Simmel Difesa, un’esplosione provocò un morto e 13 feriti.

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