
Il governo va avanti sul riconoscimento facciale nelle proteste: approvato in Commissione
L'INDIPENDENTE - Tuesday, August 4, 2026Va avanti l’iter del decreto legislativo con cui il governo Meloni punta a disciplinare «l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per l’attività di polizia». Si prevede cioè di integrare l’attuale sistema di videosorveglianza con tecnologia IA, da utilizzare sia prima che durante le manifestazioni. Il decreto dovrebbe dare attuazione all’AI Act, regolamento approvato nel 2024. Tuttavia, dopo il primo sì in Senato, è intervenuta proprio la Commissione Europea, sostenendo che il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili è vietato dall’AI Act. Nonostante il richiamo, la maggioranza ha tirato dritto e in Commissione Politiche dell’UE alla Camera ha approvato lo schema di decreto legislativo che ora passa al vaglio del Consiglio dei ministri.
Lo schema di decreto legislativo è stato presentato in Commissione la settimana scorsa. Per adeguare la normativa al regolamento europeo, Meloni ha fatto ricorso alla delega legislativa, ottenuta in Parlamento circa un anno fa. Tra le novità introdotte, vi sarebbe la memorizzazione, per sette giorni, dei dati biometrici di tutte le persone che accedono a luoghi sensibili, come ad esempio una piazza che ospiterà una manifestazione. All’art. 8 si autorizza «l’uso eccezionale di sistemi di IA per l’identificazione biometrica remota in tempo reale di persone fisiche in luoghi pubblici o aperti al pubblico, da parte delle forze di polizia» e per «la prevenzione di specifiche e gravi minacce gravi, relative ad un attacco terroristico ovvero alla vita o all’incolumità delle persone» — previsione, questa, molto ampia e discrezionale.
L’art. 10, poi, disciplina il riconoscimento facciale “a posteriori”. In particolare, il decreto prevede la raccolta e la memorizzazione dei dati biometrici dei passanti, per un periodo massimo di sette giorni «in contesti caratterizzati da particolari esigenze di ordine e sicurezza pubblica» – come potrebbero essere le manifestazioni di piazza. In questo modo il governo può realizzare un «archivio di volti, orari e luoghi costruito in via anticipatoria su una platea indifferenziata di cittadini che non sono sospettati di alcunché», denunciano le opposizioni, che dopo la votazione di ieri hanno abbandonato la Camera.
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