IL PRIMO FERMO PREVENTIVO COMMINATO A 91 PERSONE “ARMATE” DI FIORI PER UNA CERIMONIA FUNEBRE. “ANARCHICI SPESSO LABORATORIO PER LA REPRESSIONE”
Sono 91 le persone che hanno subito per prime il “fermo preventivo” in nome del
famigerato decreto sicurezza – l’ultimo di una lunga serie varato dal governo
Meloni – che ha colpito attivisti e attiviste di area anarchica.
Le 91 persone sono state fermate preventivamente prima di raggiungere, domenica
29 marzo a Roma, il momento di ricordo funebre nei confronti di Sara Ardizzone e
Alessandro Mercogliano, morti il 19 marzo nell’esplosione dentro un casolare al
Parco degli Acquedotti nella capitale.
I fermi sono stati eseguiti per il fotosegnalamento e rilevamento di impronte,
sulla base della nuova normativa repressiva. Dopo 8 ore, in serata, sono stati
rilasciati con 91 fogli di via.
Il fermo preventivo, attraverso l’articolo 11bis introdotto nel d.l. sicurezza
2026 “prevede che ci sia un motivo fondato di pericolo per la pubblica sicurezza
se vi sono delle armi o strumenti atti a offendere. In questo caso le persone
fermate erano armate solo di fiori quindi è evidente che non ci fossero
presupposti di pericolo”, fa sapere l’avvocata Paola Bevere, intervistata ai
micrfoni di Radio Onda d’Urto, che insieme a Flavio Rossi Albertini segue
attivisti e attiviste.
“Il decreto sicurezza ha l’intento di limitare la partecipazione nelle piazze,
ha introdotto delle sazioni amministrative molto salate (da mille a 10mila euro)
che chiaramente possono essere un disincentivo, soprattutto per i giovani”,
aggiunge l’avvocata. Non solo: c’è “la possibilità di fare perquisizioni sul
posto e l’accompagnamento preventivo per 12 ore si limita fortemente la
possibilità di partecipare alle manifestazioni sulla base di un mero sospetto”.
Una norma molto ampia nella “sua applicazione e la sua vaghezza”, fa sapere
l’avvocata Bevere.
Come ha già fatto sapere l’avvocato Flavio Rossi Albertini, “spesso sono gli
anarchici il primo laboratorio per l’attuazione di queste norme più repressiva
che preventiva”. Il governo, però, paude. Ma a quale scenario andremo in contro
d’ora in poi? L’intervista completa all’avvocata Paola Bevere. Ascolta o
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