Venezia, proteste e ricorsi contro il progetto edilizio vicino alla riserva di Ca’ Roman

L'INDIPENDENTE - Monday, August 3, 2026

Torna al centro del dibattito un contestato intervento edilizio alle porte di un’area naturale protetta della laguna veneziana. A Venezia è riemerso il piano per realizzare 77 villette a Ca’ Roman, già bocciato dal TAR Veneto e dal Consiglio di Stato, ma riproposto su un’area adiacente. Il progetto, approvato dalla Municipalità locale, interessa un habitat di elevato valore naturalistico, che ospita circa 200 specie di uccelli ed è tutelato a livello europeo. Ambientalisti e cittadini denunciano i rischi per la fauna e per il sistema dunale e hanno avviato una petizione online che ha raccolto oltre 38mila firme in meno di una settimana. Sul caso sono intervenute anche le opposizioni, presentando interrogazioni e criticando l’iter accelerato dell’intervento, oltre a segnalare possibili violazioni, tra cui un prelievo idrico vietato e la necessità di una bonifica.

Il nuovo progetto edilizio è stato presentato dalla società proprietaria dell’area, Ca’ Roman Srl. La riserva naturale di Ca’ Roman si trova all’estremità meridionale dell’isola di Pellestrina e costituisce uno dei pochi tratti di costa ancora incontaminati, non interessati da stabilimenti balneari o insediamenti turistici, tra la laguna di Venezia e il mare Adriatico. L’area è gestita dalla Lipu, un’associazione ambientalista impegnata nella tutela dell’avifauna in Italia e in Europa. La riserva si estende per 48 ettari e ospita circa 190 specie di uccelli, tra esemplari stanziali e migratori. Fa inoltre parte della rete ecologica europea Natura 2000 per la tutela della biodiversità ed è classificata sia come Zona di Protezione Speciale, ai sensi della Direttiva Uccelli dell’Unione europea, sia come Zona Speciale di Conservazione, ai sensi della Direttiva Habitat.

L’area naturale di Ca’ Roman.

L’intervento presentato da Ca’ Roman Srl interessa un’area adiacente alla riserva naturale, dove un tempo sorgeva una colonia di suore canossiane. Il progetto prevede una serie di interventi, tra cui la demolizione di quasi tutti gli edifici fatiscenti (a eccezione di due) e la costruzione di nuovi immobili di pari volume. In totale, sono previste 77 villette destinate a ospitare circa 300 turisti. L’operazione è stata approvata dal Consiglio della Municipalità di Lido e Pellestrina lo scorso 23 luglio e, secondo quanto riportano i media locali, avrebbe già ottenuto anche il via libera della Regione. Il prossimo passaggio decisivo sarà il voto della Giunta comunale di Venezia.

Il piano ha incontrato non poche ostilità. Le opposizioni del Comune di Venezia hanno presentato interrogazioni, sollevando perplessità sia sui contenuti del progetto sia sull’iter istruttorio e denunciando il mancato coinvolgimento della cittadinanza. Anche il Comune di Chioggia, il più vicino tra quelli confinanti con l’area, ha approvato una mozione con cui chiede un maggiore coinvolgimento dell’amministrazione comunale e della comunità nella discussione del progetto. A muoversi è anche la società civile: diverse associazioni ambientaliste, tra cui Italia Nostra e la stessa Lipu, hanno contestato il piano. Un volontario di quest’ultima ha lanciato una petizione online che, in soli cinque giorni, ha superato le 38mila firme.

Quello in discussione in questi giorni non è il progetto originario per l’area che, piuttosto, risale al 2012. Il primo via libera arrivò dal Consiglio comunale guidato dal sindaco Orsoni, mentre due anni dopo la giunta del commissario straordinario Zappalorto approvò il piano di edificazione. Nel 2017 il TAR del Veneto stabilì l’inedificabilità dell’area e, nel 2024, il Consiglio di Stato confermò la sentenza.

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