Tag - venezia

Giornata dei Senzatetto: il Governo taglia 307 milioni su 450
della redazione di «Diogene» Foto Downtowngal Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported license   Sabato 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale dei senzatetto. In Italia la ricorrenza cade mentre il principale intervento del PNRR dedicato alle persone senza dimora è passato dai 450 milioni di euro inizialmente programmati a 143 milioni dopo la revisione del Piano. Anche l’obiettivo è
#Mestre (Venezia), giovedì 8 ottobre, ore 16 - Presentazione del libro "La #scuola va alla #guerra. Inchiesta sulla militarizzazione dell' #istruzione in Italia" (@manifestolibri , Roma, 2024). Interverrà l'autore Antonio Mazzeo che dialogherà con Edina Kadic (segretaria generale FLC CGIL #Venezia).
October 7, 2026
Antonio Mazzeo
22-26 settembre: Milano, Venezia, Bologna, Palermo
Incontri con Samah Jabr su «Trauma infinito. Una psichiatra palestinese racconta» In occasione della pubblicazione di «Trauma infinito. Una psichiatra palestinese racconta» (Feltrinelli, 2026), Samah Jabr sarà in Italia per i seguenti incontri: – martedì 22 settembre, ore 18.30-20:30 presso Casa delle donne, via Marsala 10, Milano – mercoledì 23 settembre, ore 15-17, aula Mazzariol, Palazzo Malcanton Marcora, Università Ca’ Foscari, Venezia
September 19, 2026
La Bottega del Barbieri
VENEZIA: SABATO 19 SETTEMBRE CORTEO ANTIFASCISTA DOPO L’AGGRESSIONE AD ATTIVISTI DA PARTE DI UN GRUPPO DI NAZISTI “SOCIAL”
Laboratorio Occupato Morion e ANPI 7 Martiri di Venezia hanno annunciato una manifestazione antifascista che si svolgerà sabato 19 settembre (ore 17 in Santa Lucia) nel capoluogo veneto per rispondere all’aggressione ai danni di alcuni attivisti e attiviste da parte di un gruppo di neonazisti, capitanati dall’influencer di estrema destra olandese Tom van den Heuvel, conosciuto come “Dutch Travel Maniac”, e dal nigeriano, residente a Bologna, Ambrose Omo Irogho, sui social “Jolly Time”. Nel pomeriggio di sabato 12 settembre, un gruppo di attiviste e attivisti del Laboratorio occupato Morion e di Avs stava trasportando materiale destinato a una festa di quartiere in programma la sera in campo San Francesco della Vigna, a Venezia. In campo San Bortolo, a pochi passi dal ponte di Rialto, sono stati aggrediti a calci e pugni. Sei giovani sono finiti in ospedale con contusioni e prognosi di alcuni giorni. Tra i feriti anche Giovanni Fassioli, consigliere della Municipalità di Venezia Murano Burano per Avs. “Nessuno può fare finta che non stia accadendo nulla e che l’antifascismo sia un arnese del passato. Il 19 settembre invitiamo tutte e tutti a scendere in piazza, per prendere posizione, per non fare spazio all’odio, alla paura, al fascismo”. Con queste parole, attiviste e attivisti antifascisti veneziani chiamano tutte e tutti a scendere in piazza. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto è intervenuto Tommaso Cacciari del Laboratorio occupato Morion. Ascolta o scarica.
September 14, 2026
Radio Onda d`Urto
Il cinema e la musica contro il genocidio
Testo e firmatari della lettera aperta promossa dal collettivo Venice4Palestine (V4P), sottoscritta da Roger Waters, Guy Pearce, Annie Ernaux e altri +200 esponenti del cinema e della cultura internazionale per esortare il Festival di Venezia ad intraprendere “azioni concrete” per la Palestina. “È emersa una nuova normalità… in parte grazie a […] L'articolo Il cinema e la musica contro il genocidio su Contropiano.
September 8, 2026
Contropiano
Gli acquiloni della Palestina sbarcano alla Mostra del cinema di Venezia
Giovedì 10 settembre, ore 18:30 saremo sulla spiaggia davanti al Palazzo del Cinema, all’Excelsior, a far volare tanti aquiloni costruiti da noi, in solidarietà con il popolo palestinese, vittima di un genocidio, e in particolare con i suoi bambini e le sue bambine, a cui è stata negata l’infanzia. Tra bombardamenti, sfollamento, fame, perdita e distruzione, persino un aquilone può diventare un atto di resistenza – e una minaccia di morte. I nostri aquiloni, con i colori della bandiera palestinese, voleranno anche a sostegno dei film palestinesi e sulla Palestina presenti alla Mostra, e per rivendicare che anche quella bandiera venga issata insieme a tutte le altre. Ancora una volta, saremo un muro di coscienza. In onore, in ricordo, in omaggio e al fianco della resistenza dei bambini palestinesi, del popolo palestinese e di tutti i popoli oppressi. Per un futuro decoloniale, da ogni fiume a ogni mare. Venite a far volare un aquilone con noi. https://www.instagram.com/p/Dc9I1Y4Fw18/?stkn=MTFyZ202bTh4MnpsMA== Global Sumud Flotilla
September 7, 2026
Pressenza
VENEZIA: VIETATO UN CIONDOLO CON LA BANDIERA DELLA PALESTINA ALLA MOSTRA DEL CINEMA. LA TESTIMONIANZA DEL NOSTRO INVIATO
Anche per la 83ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Radio Onda d’Urto ha un inviato speciale al Lido. Si tratta di Massimo Morelli, docente e critico cinematografico, oltre che storico redattore di Celluloide, la trasmissione dedicata a cinema e dintorni del martedì (ore 12.30 – 13 e ore 13.30 – 14.30), che ripartirà con la nuova stagione martedì 8 settembre. Ogni giorno corrispondenze, commenti, recensioni e valutazioni critiche alle pellicole più interessanti passate nelle sale del Lido. Tutte le corrispondenze saranno sul sito di Celluloide. Il primo racconto dal Lido che pubblichiamo venerdì 4 settembre riguarda invece un grave episodio di censura di cui il nostro inviato è stato testimone: a una donna che si apprestava ad attraversare i varchi che danno l’accesso al Lido per assistere alle proiezioni dei film in gara, alcuni esponenti delle forze dell’ordine hanno imposto di togliere una catenina con la bandiera della Palestina per entrare. Ascolta la corrispondenza di Massimo Morelli. Ascolta o scarica
September 4, 2026
Radio Onda d`Urto
Venice4Palestine rilancia: “la bandiera palestinese sia issata al Lido”
Dopo il no del direttore Alberto Barbera, Venice4Palestine torna a chiedere alla Biennale di issare la bandiera palestinese per tutta la restante durata della Mostra, sottolineando la presenza in selezione ufficiale di due film indicati dalla stessa manifestazione come palestinesi. Il collettivo, il cui nuovo appello ha già superato il migliaio di firme, replica alle dichiarazioni di Barbera a Repubblica, secondo cui la bandiera non può essere esposta perché la Palestina non è riconosciuta come Stato dall’Italia, e invita la Biennale ad andare “oltre i protocolli”, assumendo una posizione pubblica che si traduca in un gesto concreto. Venice4Palestine esprime inoltre solidarietà agli artisti che si sono esposti pubblicamente sulla Palestina, citando Vanessa Redgrave, Susan Sarandon e Mark Ruffalo, e rilancia l’appuntamento del 9 settembre a Roma, dalle 13.00 davanti a Montecitorio, per la maratona di protesta e dissenso: “La solidarietà non si processa, il dissenso non si silenzia”. Di seguito il comunicato integrale di Venice4Palestine. L’attenzione riservata in questi giorni dalla stampa internazionale al nostro appello, che ha già superato il migliaio di firme, conferma che anche a Venezia, come da tempo accade nei festival di cinema, la conversazione è già dominata dal genocidio in Palestina e dal rapporto tra cinema e politica. Crediamo fermamente che il cinema e la creazione artistica hanno sempre un valore politico. Così come le scelte individuali di ognunə di noi. Per questo ringraziamo il direttore Barbera per averci chiarito qualsiasi dubbio rispondendo direttamente alle nostre richieste – e di averlo finalmente fatto in maniera pubblica, chiarendo le sue decisioni. Anche queste scelte hanno un valore politico. Avevamo chiesto che la bandiera palestinese venisse issata insieme a tutte quelle dei Paesi rappresentati dai film in selezione ufficiale, ma Barbera conferma su Repubblica che la bandiera palestinese non ci sarà – nonostante la presenza di due film palestinesi. Il pretesto addotto dal direttore è che solo le bandiere dei Paesi riconosciuti dallo Stato italiano possono essere esposte dalla Biennale e “la Palestina purtroppo non è ancora uno Stato” afferma – convenientemente trascurando che invece la Palestina è uno Stato per circa 150 altri Paesi nel mondo, compresi 35 Stati europei tra cui Francia, Spagna e Gran Bretagna. Facciamo presente al direttore Barbera che in realtà lo Stato italiano ha già implicitamente riconosciuto lo Stato della Palestina poiché riconosce, già da tempo, l’ambasciatrice palestinese in Italia, Sua Eccellenza Mona Abuamara. Se è vero che “tutti vorremmo che lo fosse” (uno stato), dice Barbera riferendosi alla Palestina, allora cominci la Biennale a fare dei gesti concreti di solidarietà reale, riconoscendo, come gran parte dell’Europa e del mondo già fanno, che la Palestina già lo è, senza nascondersi dietro regole vetuste e senza usare la selezione dei film come un alibi per non esprimere le proprie posizioni. Non è più tempo. I film parlano per se stessi e tutt’al più per i loro autori, non certo per le istituzioni come la Biennale. C’è ancora tempo invece per un gesto simbolico e concreto allo stesso tempo. In fondo la Mostra ha già de facto riconosciuto la Palestina come Stato, riconoscendola come Paese di origine di due film in selezione ufficiale – come si può leggere nel sito ufficiale della manifestazione. Può benissimo, laddove ci sia una volontà concreta, ufficializzare questa posizione. Rilanciamo quindi la richiesta al direttore di issare la bandiera della Palestina per tutta la restante durata del festival. E rilanciamo la richiesta che facciamo fin dallo scorso anno che anche le istituzioni, specie quelle culturali, trovino il coraggio di fare uno scarto, di andare oltre i protocolli e di prendere finalmente una posizione chiara e netta che vada oltre le parole, invece di continuare a lasciare che siano artistə e lavoratorə dell’arte e della cultura a doversi assumere, a proprio rischio individuale, la responsabilità di esprimere la protesta e il dissenso di fronte al genocidio del popolo palestinese per mano del Governo di Israele. E il rischio individuale può essere grande per chi mette la propria popolarità al servizio della lotta palestinese. L’abbiamo visto succedere nel passato, ormai lontano, a Vanessa Redgrave quando lanciò il suo j’accuse contro i teppisti sionisti dal podio degli Oscar; l’abbiamo visto succedere in questi anni di genocidio a Susan Sarandon per aver denunciato pubblicamente quanto accadeva e ancora accade a Gaza; lo vediamo in questi giorni con quanto sta accadendo nei confronti del coraggioso attore Mark Ruffalo, preso di mira da una campagna diffamatoria, tanto ingiustificata quanto strumentale, per essersi espresso con grande forza critica nei confronti di Israele: a tuttə loro – e alle migliaia di altrə che, pur non avendo la stessa forza contrattuale, si sono egualmente espostə – va tutta la nostra solidarietà, il nostro sostegno e la nostra riconoscenza per mostrarci il valore di certe scelte. Ricordiamo ancora una volta che sionismo non equivale a ebraismo, che il Governo Israele non rappresenta il popolo ebraico nella sua totalità, che antisionismo e antisemitismo sono due cose profondamente diverse e che criticare Israele è legittimo e soprattutto non è interpretabile come espressione di antisemitismo. Per questo mercoledì prossimo 9 settembre saremo a Roma insieme a tutte le altre realtà promotrici per la maratona di protesta e dissenso che avrà luogo dalle ore 13.00 davanti Montecitorio e a cui invitiamo tuttə a partecipare: la solidarietà non si processa, il dissenso non si silenzia. Redazione Italia
September 3, 2026
Pressenza
Inoltrenews: Dalla mostra del cinema di Venezia alle scuole: l’autunno caldo contro Israele
DI FILIPPO PIPERNO SU INOLTRENEWS DEL 1° SETTEMBRE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Filippo Piperno, pubblicato su Inoltrenews il 1° settembre 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione alle iniziative da mettere in campo per il primo giorno di scuola. «Intanto, un’altra campagna prepara l’ingresso nelle scuole italiane. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Docenti per Gaza e Scuola per la pace – Torino e Piemonte hanno diffuso un appello per il primo collegio docenti, pubblicato ieri, 30 agosto, e aggiornato oggi. Il percorso è pronto: mozione da mettere all’ordine del giorno, attività per la prima giornata di lezione e modulo per comunicare agli organizzatori quanto realizzato. Se il collegio respinge la proposta, i promotori suggeriscono di avvalersi dell’opzione metodologica di minoranza….continua a leggere su www.inoltrenews.it -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente