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Tra laguna e sentiero: l’allaccio italiano alla Peacewalk
In questi giorni, un gruppo eterogeneo di pacifisti, sognatori e camminatori esperti sta calpestando argini e testando correnti per tracciare l’allaccio italiano alla Peacewalk 2026. Non è solo una questione di mappare sentieri; è un atto di ascolto del territorio. L’appuntamento è fissato: dal 24 al 30 agosto 2026, il tratto da Venezia a Trieste diventerà un laboratorio di pace in movimento. Il percorso non è una linea retta tracciata su un freddo GPS, ma un ritorno alle origini del movimento. Nell’elaborazione del tratto veneziano, M. Alessandra Filippi — storica e ricercatrice indipendente — ha contribuito a mettere in evidenza come la dimensione mista terra-acqua costituisca il codice genetico dell’Alto Adriatico. In queste terre ci si è sempre mossi così: tra lagune, foci fluviali e cabotaggio costiero. I pellegrini che partivano da Venezia non “uscivano a piedi”, ma salpavano. La Peacewalk ripropone questa modalità ancestrale in tappe che sanno di acqua e terra: * Venezia →Punta Sabbioni (24 agosto)→ Jesolo : Si parte dall’acqua, navigando la laguna fino a Punta Sabbioni per poi iniziare il cammino. * Jesolo → Caorle: Lungo gli argini del Piave, dove il passo si fa lento e regolare. * Caorle → Lignano: Attraversando il confine fluido del Tagliamento. * Lignano → Aquileia: Il passaggio in battello, storicamente coerente con il respiro della laguna. * Aquileia → Monfalcone → Trieste: L’arrivo il 30 agosto, per ricongiungersi con la marcia europea proveniente da Lubiana. La Peacewalk è un progetto immenso: un cammino di 8.500 km che collega Finisterre a Gerusalemme, la marcia mira a trovare un terreno comune oltre i conflitti. Lungo tutto il percorso sventolerà un solo simbolo: una bandiera bianca con una colomba gialla. Nessun logo, nessuna sigla, solo l’identità nuda della pace. Il cammino possiede un potere disvelante: toglie i veli alla percezione e trasforma l’altro da ostacolo a compagno di rotta. Ma il passo è incompleto se non si sposa con la capacità di trasformazione della realtà propria della nonviolenza. Come ci ricorda Michele Boato dell’Ecoistituto Alexander Langer la nonviolenza non è passività, ma una forza attiva capace di scardinare le logiche del conflitto. In questo solco si muove Movimento Tellurico, parte dell’organizzazione del ramo italiano della Peacewalk, che da anni pratica il “cammino solidale” in solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto in centro Italia. > “Camminare significa conoscere il territorio, le sue ferite e le sue speranze, > creando vibrazioni positive che, come un terremoto al contrario, > ricostruiscono legami sociali e solidali.” Questa verifica tecnica non serve solo a segnare tracce. Potrebbe essere necessario mettere un limite di partecipanti per garantire la sostenibilità dei traghetti e dell’accoglienza in palestre e canoniche. Quantomeno non sarà possibile, essendo ancora stagione turistica, fare i trasbordi via acqua contemporaneamente oltre a un certo numero di persone. Alcuni passaggi sono dei veri e propri colli di bottiglia che ci portano a considerare questa scelta come necessaria. Ci sono possibili alternative con bus o biciclette, ma potremo essere più precisi solo più avanti. Nei prossimi giorni troverete tutte le informazioni aggiornate sul sito www.localmarchforgaza.it nella sezione calendario. Le Local March for Gaza, anche loro parte dell’organizzazione del ramo italiano della Peacewalk, sono delle esperienze di cammino e impegno iniziate lo scorso anno con la processione da Oropa a Milano, e poi replicate in altre trenta marce sui cammini e nelle aree marginali italiane. L’obiettivo è lasciare una traccia GPS permanente, un’eredità per gli anni a venire, affinché questo cammino di pace continui a essere battuto. Perché tra una laguna e un sentiero è ancora possibile scrivere una storia dove il viaggio non serve a conquistare, ma a comprendere. Per informazioni e iscrizioni: peacewalk.info   Ettore Macchieraldo
May 11, 2026
Pressenza
Decine di padiglioni chiusi e cortei contro Israele. Inizia la Biennale di Venezia
Padiglioni chiusi e migliaia di persone in corteo hanno segnato la giornata di mobilitazione contro la presenza di Israele alla Biennale di Venezia, durante il terzo giorno di pre-apertura. Mentre lo sciopero dei lavoratori della cultura lasciava con la serranda abbassata 27 stand nazionali — Italia esclusa — da via Garibaldi si muovevano tremila persone, in direzione Arsenale. L’obiettivo dei manifestanti era il padiglione israeliano, per denunciare i crimini internazionali commessi da Tel Aviv, dal genocidio in Palestina ai recenti assalti alla Flotilla diretta a Gaza. A impedire la contestazione democratica è stato il massiccio dispiegamento di forze dell’ordine, che con scudi e manganelli ha bloccato il corteo nei pressi di Campo della Tana. Collettivi dei lavoratori della cultura, come Art not genocide alliance (ANGA), e sigle sindacali, tra cui l’Unione Sindacale di Base (USB) avevano indetto per ieri una giornata di mobilitazione contro precarietà, guerra e genocidio in Palestina. I promotori hanno denunciato i continui tagli al settore, che rendono incerta la vita di migliaia di operatori, mentre la spesa pubblica in armi continua a crescere e lo farà anche negli anni a venire. Il governo Meloni, su ordine di Donald Trump, ha infatti deciso di destinare il 5% del PIL alla spesa militare. Mentre Israele e Stati Uniti disseminano il caos — tra Palestina, Libano, Iran, Venezuela — le multinazionali del settore, tra cui l’italiana Leonardo, si arricchiscono, realizzando profitti da record. «A pochi giorni dall’apertura della Biennale, ci appelliamo a chiunque creda che l’arte non possa diventare strumento di normalizzazione del genocidio». Con queste parole l’Art not genocide alliance aveva rilanciato la contestazione verso Israele, che proprio ieri ha inaugurato il suo padiglione alla Biennale di Venezia. Chi invece oggi, dopo tre giorni di pre-apertura, non parteciperà all’inaugurazione ufficiale è la Russia, cacciata dalla presidenza della Biennale su pressione dell’Unione Europea che dopo gli inviti era passata alle minacce. Si tratta della stessa organizzazione sovranazionale che non ha invece mosso un dito contro la presenza israeliana, scrivendo l’ennesima pagina di doppiopesismo europeo. Sul piano economico, in due anni e mezzo l’UE non ha varato alcun pacchetto di sanzioni nei confronti di Israele, come fatto invece 20 volte per la Russia, alla luce dell’invasione dell’Ucraina. Pochi giorni fa, a Bruxelles, è stata respinta la sospensione dell’accordo di associazione tra UE e Israele. Spagna, Slovenia e Irlanda avevano chiesto di sanzionare Tel Aviv per i suoi crimini, dalla colonizzazione della Palestina al genocidio del suo popolo, passando per la recente invasione del Libano e gli attacchi alla Flotilla diretta a Gaza. Nel silenzio delle istituzioni i popoli continuano ad agire. L’appello lanciato dai lavoratori della cultura è stato accolto a Venezia: 27 padiglioni della Biennale sono rimasti chiusi durante l’evento di pre-apertura, con gli artisti che hanno spiegato le proprie ragioni ai visitatori incuriositi. Anche se l’Italia ha deciso di non aderire all’iniziativa, garantendo il massimo supporto all’alleato israeliano, ci hanno pensato migliaia di cittadini a dare continuità allo spirito solidale mostrato negli anni verso il popolo palestinese, prendendosi le strade veneziane.   L'Indipendente
May 9, 2026
Pressenza
VENEZIA: IN CENTINAIA PROTESTANO CONTRO ISRAELE ALLA BIENNALE, VENERDÌ CORTEO PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE DI THIAGO E SAIF
Centinaia di persone hanno partecipato all’azione di Art Not Genocide Alliance contro la presenza del padiglione israeliano alla Biennale. Al contempo si teneva la conferenza stampa ufficiale di presentazione al Teatro Piccolo dell’Arsenale della Biennale Arte 2026, che apre al pubblico il 9 maggio. Oltre alla manifestazione di Art Not Genocide Alliance, una seconda iniziativa del collettivo punk rock russo delle Pussy Riot insieme al collettivo Femen: hanno protestato con una ventina di attiviste davanti al padiglione della Russia. Art Not Genocide Alliance ha rilanciato la manifestazione in programma venerdì 8 maggio alle ore 16.30 in via Garibaldi a Venezia. Stella, del centro sociale Morion ci racconta la mobilitazione della mattinata a Venezia e le ragioni della protesta contro la presenza di Israele alla biennale. Ascolta o scarica Sempre oggi conferenza stampa, a Padova, in presenza di due attivisti sequestrati di Israele e rilasciati a Creta, Anna Ghedina e Luca Cuzzato. Anche qui è stato dato appuntamento a Venezia per venerdì, ponendo l’accento sull’importanza di chiedere la liberazione di Thiago e Saif. Ai nostri microfoni le testimonianze di Anna Ghedina e Luca Cuzzato dei centri sociali del nord-est e di Ya Basta! Êdî bese! Ascolta o scarica  
VENEZIA: VENERDI 8 MAGGIO MOBILITAZIONE CONTRO IL PADIGLIONE ISRAELIANO ALLA BIENNALE
Appello di “Art Not Genocide Alliance” per una mobilitazione venerdì 8 maggio a Venezia contro il padiglione israeliano alla Biennale. Appuntamento alle 16.30 in Via Garibaldi. “Il genocidio non è finito. A Gaza, dopo la distruzione sistematica di infrastrutture e servizi essenziali, Israele mantiene il controllo su gran parte della Striscia, mentre in Cisgiordania la violenza dei coloni si intensifica attraverso espropri ed esecuzioni sommarie. Nonostante ciò, la Biennale di Venezia continua a sostenere il governo Netanyahu, non solo rifiutandosi di esprimere solidarietà con il popolo palestinese, ma addiritttura concedendo uno spazio esclusivo a Israele. Lo storico padiglione biancoblu risulta infatti fuori servizio da due anni ma, nell’edizione Arte del 2026, troverà una nuova ubicazione in Arsenale in qualità di “ospite” della fondazione stessa. Le dimissioni della giuria internazionale della 61ª edizione della Biennale di Venezia testimoniano, ancora una volta, la difficoltà che fin troppe istituzioni culturali hanno nel fare i conti con il genocidio del popolo palestinese – tutt’ora in corso. Nelle stesse settimane in cui si consumava la schermaglia istituzionale sul padiglione russo, con tanto di ispettori governativi, il Ministero della Cultura italiano è intervenuto per fornire ulteriore sostegno alla partecipazione israeliana alla Biennale. Mercoledì scorso, infatti, in una telefonata con Belu Simion Făinaru – che rappresenta Israele a questa edizione della Biennale di Venezia – il ministro Alessandro Giuli ha «espresso la sua totale solidarietà», assicurandogli che «il suo lavoro sarà valorizzato in Italia attraverso un’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura». Quello adottato dal governo italiano e dalla Commissione Europea è chiaramente un doppio standard – sostengono attivisi e attiviste di “Art Not Genocide Alliance”. “Mentre si condanna la presenza della Russia alla Biennale, ci si affretta a rassicurare gli alleati israeliani. Se è una questione di violazioni dei diritti umani, dobbiamo concludere che, anche per la Commissione Europea e per il governo di Giorgia Meloni, questi medesimi diritti non s applicano alla popolazione palestinese”. Per questo viene lanciata la mobilitazione, anche “dalla parte di lavoratrici e lavoratori del settore culturale in sciopero, contro la presenza del padiglione di Israele e per la dignità del lavoro culturale” e in solidarieta’ “con chi si è imbarcato con la Global Sumud Flotilla, che abbiamo salutato in migliaia sulla riva della Zattere e che, ancora una volta, vuole rompere l’assedio dello stato genocida di Israele. Siamo con Saif Abukeshek e Thiago Ávila, ancora nelle mani dell’esercito israeliano, chiedendone l’immediata liberazione. Siamo al fianco del popolo palestinese, che da più di settant’anni lotta per resistere l’occupazione, e che da due anni subisce un genocidio, alimentato dall’economia di guerra e dalla complicità degli stati occidentali. Venezia lo sa da che parte stare”. Appuntamento quindi venerdì 8 maggio alle 16.30 in Via Garibaldi a Venezia. La presentazione con un ‘attivista di  “Art Not Genocide Alliance” Ascolta o scarica 
GLOBAL SUMUD FLOTILLA: PARTITE PER LA SICILIA LE PRIME IMBARCAZIONI DA ANCONA, VENEZIA E LIVORNO
Sono salpate domenica 22 dai porti di Ancona, Venezia e Livorno le prime imbarcazioni parte della nuova missione marittima internazionale Global Sumud Flotilla. Nei prossimi giorni raggiungeranno la Sicilia, dove si raggrupperano le imbarcazioni italiane che partiranno alla volta di Gaza intorno al prossimo 20 di aprile. Intorno alla metà del mese di maggio dovrebbero raggiungere Gaza, anche se i tempi restano molto incerti a causa dagli altri conflitti scatenati da Israele in Medio Oriente. Per la Global Sumud Flotilla, dovrebbe essere la missione più grande di sempre: oltre 100 le imbarcazioni che si dirigeranno verso Gaza e migliaia di mobilitazioni saranno organizzate in sostegno della missione, sulla terra ferma. Partecipano attiviste e attivisti da più di 50 paesi. La nuova missione, oltre a puntare a rompere l’assedio illegale di Israele su Gaza e fornire aiuti umanitari, punta anche a portare nella striscia squadre di medici, infermieri, costruttori, investigatori di crimini di guerra e altri civili disarmati, che lavoreranno a fianco del popolo palestinese. Avranno il compito di contribuire alla ricostruzione delle infrastrutture distrutte dai bombardamenti israeliani negli ultimi due anni, a partire da quelle sanitarie. Gli aggiornamenti sulla missione con Tony La Piccirella, compagno della Global Sumud Flotilla. Ascolta o scarica
March 23, 2026
Radio Onda d`Urto
VENEZIA: OCCUPATO L’HILTON, LA CATENA DI RESORT CHE OSPITA I MILITARI ISRAELIANI IN VACANZA IN ITALIA
Decine di attivisti e attiviste del centro sociale Rivolta di Marghera e del laboratorio climatico Pandora hanno occupato nel pomeriggio di sabato la hall dell’albergo Hilton Garden Inn a Mestre, Venezia. La catena di resort di lusso è la stessa che in Sardegna e nelle Marche ha dato ospitalità a militari israeliani, venuti in Italia per “decomprimere” dal genocidio portato avanti a Gaza. “Hilton ospita chi ha le mani sporche del sangue palestinese“, recita la scritta sul grande striscione srotolato all’interno dell’ingresso dell’albergo in cui attiviste e attiviste hanno presenziato per circa un’ora. Il collegamento con Sebastiano del centro sociale Rivolta di Marghera (VE). Ascolta o scarica.
September 13, 2025
Radio Onda d`Urto
GLOBAL SUMUD FLOTILLA: MIGLIAIA DI SOLIDALI NELLE PIAZZE ITALIANE DOPO L’ATTACCO A TUNISI
Migliaia di persone si sono date appuntamento questa sera in diverse città italiane, tre le quali Milano, Roma, Bologna e Venezia, per sostenere la Global Sumud Flotilla in seguito all’attacco della notte scorsa. Si chiede ai governi di “agire per fermare Israele”, ma anche di “proteggere attiviste e attiviste a bordo delle imbarcazioni della Flotilla”. Intanto oggi il comitato direttivo della Global Sumud Flotilla si è riunito a Tunisi per valutare la situazione e i danni riportati dall’imbarcazione Family dopo l’attacco subito da un drone nella notte mentre era ancorata al largo del porto di Sidi Bou Said. In conferenza stampa hanno denunciato come due di loro si trovassero “in coperta quando il drone è rimasto sospeso a circa tre-quattro metri” sopra le loro teste. “Poi lo abbiamo visto spostarsi verso la parte anteriore del ponte, dove ha sganciato un ordigno. Subito dopo è divampato un incendio a bordo. Abbiamo preso gli estintori e domato le fiamme. Fortunatamente, tutti sono rimasti illesi”, fanno sapere i membri dell’equipaggio. “Al termine della giornata annunceremo i dettagli sulla partenza verso Gaza“, ha dichiarato un portavoce della Flotilla, responsabile per l’area nordafricana. L’organizzazione, ha aggiunto il portavoce, “resta determinata a salpare“. La partenza italiana della Global Sumud Flotilla è intanto in programma giovedì prossimo, da Siracusa. Dal presidio di piazza Duomo, a Milano, la corrispondenza del nostro collaboratore Andrea Cegna. Ascolta o scarica Da campo Santa Margherita, Dorsoduro, Venezia, il collegamento con Stella del Laboratorio occupato Morion. Ascolta o scarica
September 9, 2025
Radio Onda d`Urto
CINEMA: LE CORRISPONDENZE DALL’82ESIMA MOSTRA DI VENEZIA CON IL NOSTRO INVIATO MASSIMO MORELLI
Anche quest’anno, 2025, Radio Onda d’Urto ha un proprio inviato speciale alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la Biennale del Cinema, giunta alla sua 82ma edizione. Si tratta di Massimo Morelli, docente e critico cinematografico, oltre che storico redattore di Celluloide, la trasmissione dedicata a cinema e dintorni del martedì (ore 12.30 – 13 e ore 13.30 – 14.30), che ripartirà con la nuova stagione martedì 9 settembre. Ogni giorno corrispondenze, commenti, recensioni e valutazioni critiche alle pellicole più interessanti passate nelle sale del Lido. Per ascoltare tutte le corrispondenze da Venezia su Radio Onda d’Urto, in continuo aggiornamento: Clicca qui.
September 3, 2025
Radio Onda d`Urto