
Le crisi internazionali fanno volare i conti di ENI, che registra profitti record
ReCommon - Thursday, July 30, 2026Il 29 luglio ENI ha comunicato i risultati dell’ultimo trimestre, confermando le voci degli ultimi giorni che parlavano di incrementi significativi negli utili del colosso fossile italiano. La fredda contabilità, al solito infarcita di termini tecnici, riporta che nel periodo aprile-giugno 2026 il cosiddetto ebit (Earnings Before Interest and Taxes) proforma adjusted è salito a 5,38 miliardi di euro, quasi raddoppiando rispetto allo stesso periodo del 2025 e segnando un progresso del 52% sul trimestre precedente. L’utile netto adjusted si è attestato a 2,3 miliardi, più che raddoppiato su base annua.
Nel periodo in esame la produzione di idrocarburi è salita dell’8%, attestandosi a 1,79 milioni di barili al giorno.
I prezzi del greggio alle stelle, determinati dalla situazione di profonda instabilità del contesto internazionale, e la grande e continua corsa del cane a sei zampe alla scoperta e allo sfruttamento di nuovi giacimenti di gas e petrolio sono una combinazione perfetta per il successo finanziario della società, a netto discapito del Pianeta e di chi lo abita, profondamente colpiti dagli effetti sempre più forti della crisi climatica dovuta all’uso dei combustibili fossili.
Già si prospetta un possibile dividendo straordinario per gli azionisti e gli investitori come il ricchissimo fondo statunitense Blackrock, su cui il management dell’azienda prenderà una decisione il prossimo autunno. Dal momento che all’orizzonte non si intravedono spiragli positivi per la soluzione dei vari conflitti in atto, i quali si intrecciano in maniera molto netta con il tema della “sicurezza energetica” (ergo, con il perpetuare il modello estrattivista fossile), non rimane che ribadire quella che ormai è un’esigenza imprescindibile: bisogna tassare gli extra-profitti delle multinazionali fossili come ENI.
Per questo ReCommon ha lanciato una petizione che chiede al governo italiano di introdurre subito una vera tassa sugli extra-profitti fossili legata a una serie di passi concreti per instradare una transizione energetica in linea con gli obiettivi internazionali di lotta ai cambiamenti climatici e per aiutare le classi sociali più in difficoltà ad affrontarla. Il governo italiano, che ha molte limitazioni di finanza pubblica per poter intervenire nella crisi sociale in corso legata a quella energetica, dovrebbe coscienziosamente introdurre subito una tassa sugli extraprofitti fossili, senza lasciare la gran parte di questi ai grandi investitori internazionali.
Altrimenti le prossime relazioni trimestrali di ENI continueranno a macinare record.