
Vasto: la lotta dei cittadini per salvare la scogliera incontaminata dalla speculazione
L'INDIPENDENTE - Wednesday, July 29, 2026Ha superato le tremila firme la petizione promossa dai cittadini del comune abruzzese di Vasto per salvaguardare la scogliera dalle nuove concessioni turistiche destinate a strutture ricettive e da altre concessioni demaniali previste lungo il litorale. L’iniziativa è stata promossa dal Comitato per la tutela del territorio di Vasto e sostenuta da Italia Nostra del Vastese e da altri gruppi locali. Le concessioni sono state inserite nel nuovo piano demaniale e metterebbero a rischio, secondo le associazioni, la conservazione di «uno degli ultimi tratti di costa ancora naturali e liberi del territorio» comunale, composto da «scogli, calette e spiagge libere, privo di edificazioni e caratterizzato da un elevato valore ambientale, paesaggistico e identitario». I cittadini chiedono l’eliminazione delle concessioni dal piano e la destinazione dell’area a forme di tutela integrale.
Il Piano Demaniale Marittimo del Comune di Vasto prevede il rilascio di concessioni nelle aree di Casarza, San Nicola, Canale, Vignola e Grotta del Saraceno, con il rischio, secondo i comitati promotori della petizione, di compromettere «uno degli ambienti più preziosi e caratteristici della costa vastese». Le associazioni rivendicano che il diritto alla tutela del paesaggio sia sancito dagli articoli 9 e 117 della Costituzione. Chiedono quindi l’eliminazione delle nuove concessioni; l’esclusione di nuove edificazioni; la possibilità di svolgere esclusivamente attività compatibili con la tutela ambientale; e la destinazione dell’area a una forma di tutela integrale che ne garantisca «la conservazione e la fruizione pubblica». Quest’ultimo obiettivo dovrebbe passare attraverso la definitiva istituzione della Riserva Nazionale di Casarza, deliberata dal Comune di Vasto nel gennaio 2021.
Obiettivo della petizione è anche rendere noto ai cittadini vastesi il contenuto del nuovo piano demaniale. Il presidente di Italia Nostra del Vastese denuncia infatti che il Comune non avrebbe coinvolto la cittadinanza né nella stesura del piano né nella comunicazione delle scelte adottate. «I vastesi non conoscono i contenuti del nuovo piano e rischiano di trovarsi impossibilitati ad accedere ad alcuni tratti consistenti della scogliera della città», ha spiegato. Il piano è stato adottato dal Consiglio comunale di Vasto e deve ancora completare un iter complesso prima dell’approvazione definitiva. Secondo l’associazione, esso non osserverebbe «alcune norme fondamentali del diritto amministrativo», e mancherebbe di considerare «la tutela della componente naturalistica e di quella paesaggistica». Secondo Italia Nostra, al di là della volontà di privatizzare una porzione del territorio cittadino, non sarebbero chiare le finalità complessive del piano. I comitati rilevano infine possibili conseguenze negative anche sul piano turistico, considerando che a Vasto l’offerta è fortemente legata proprio alla componente naturalistica e ambientale.
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