Avviso Pubblico: “Amministratori sotto tiro, una intimidazione ogni 28 ore”

Pressenza - Tuesday, July 7, 2026

Presentato a Napoli il report, giunto alla XVI edizione, elaborato da Avviso Pubblico. Gli atti intimidatori, di minaccia e violenza rivolti contro sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali, dipendenti della Pubblica Amministrazione registrati in tutto il Paese nel 2025 sono 309 (-6% rispetto al 2024, quando furono 328).

Si tratta del numero di casi più basso registrato in 16 anni di monitoraggio del fenomeno. Al contrario, si registra un aumento del numero dei Comuni interessati (215, +4% rispetto al 2024) e delle province coinvolte (72, +4% in confronto all’anno precedente).

In crescita anche il numero delle regioni coinvolte, 18, mentre Trentino Alto Adige e Molise sono le uniche a risultare immuni.

Rispetto al 2024 la ripartizione dei casi per macroaree geografiche vede una diminuzione delle intimidazioni nel Mezzogiorno (59% del totale nazionale), soprattutto per effetto del calo dei casi censiti nelle Isole (da 68 a 51 casi).

Aumentano i casi nelle regioni del Centro (46) e del Nord – Ovest (44), mentre si registra una lieve diminuzione nel Nord – Est (37).

La Puglia è la regione più colpita da atti intimidatori nel 2025, riprendendosi un primato che era già stato suo nel lontano 2013: sono 51 i casi censiti da Avviso Pubblico (+24% rispetto al 2024). Seguono Campania (37), Sicilia (35) e Calabria (32), tutti territori che fanno segnare una riduzione delle minacce registrate rispetto a dodici mesi prima. La Lombardia (30 casi, +58% rispetto al 2024) si prende il titolo di regione più colpita dell’area centro-nord. A seguire Veneto e Lazio (22 casi censiti in entrambi i territori). Chiudono le prime 10 posizioni Sardegna (16), Toscana (12) ed Emilia-Romagna (11).

A tre anni di distanza dall’ultima volta Napoli torna ad essere la provincia più bersagliata da atti intimidatori nel 2025 con 16 casi distribuiti in 11 Comuni. Nella graduatoria provinciale seguono Lecce (15), Palermo (14), Reggio Calabria (11), Cosenza, Agrigento e Padova (10).

L’84% delle intimidazioni censite nel 2025 sono state di tipo diretto, vale a dire che amministratori locali e personale della Pubblica Amministrazione – dirigenti e impiegati comunali, presidenti di enti e aziende partecipate, personale di altre strutture locali – sono stati minacciati direttamente come persone.

Tra i soggetti maggiormente presi di mira da minacce e intimidazioni dirette si confermano gli amministratori locali (77% dei casi). Tra questi sono i Sindaci i più bersagliati (68%), in aumento di 7 punti percentuali rispetto al 2024. Prosegue il calo – in corso da qualche anno – del numero di minacce e di aggressioni nei confronti del personale della Pubblica Amministrazione: il 13% del totale nel 2025.

Nel restante 16% dei casi le minacce sono state di tipo indiretto. Questo significa che sono stati colpiti municipi, uffici e strutture di proprietà comunale o sono state distrutte e danneggiate strutture e mezzi adibiti al ciclo dei rifiuti, a servizi sanitari, idrici, elettrici e del trasporto pubblico.

Tra le minacce di tipo indiretto vanno annoverate anche le intimidazioni rivolte ai familiari: genitori, mogli, mariti, figli, fratelli e sorelle.

Gli incendi si confermano la tipologia di intimidazione più utilizzata per minacciare gli amministratori locali e il personale della Pubblica Amministrazione nel nostro Paese (il 19.5%, un caso su cinque), seguono lettere, biglietti e messaggi intimidatori (17%), i social network (15%) e minacce verbali o telefonate minatorie (15%). Analizzando i contesti territoriali si conferma una volta ancora una netta distinzione tra il modo di intimidire nel Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord. Gli incendi, che si confermano la prima tipologia di minaccia al Sud e nelle Isole (29.5%), non sono fra le cinque tipologie più riscontrate nel Centro-Nord. Analogamente le lettere e i messaggi minatori, che nel Centro – Nord rappresentano il 28,5% delle intimidazioni, al Sud e nelle Isole non raggiungono il 10% della casistica complessiva.

I casi di minacce dirette e indirette che hanno visto coinvolte le donne sono stati il 16% del totale, un dato in calo di due punti percentuali rispetto al 2024. Per le amministratrici quasi un caso su quattro (il 24% del totale) si è consumato attraverso i social network, a seguire gli incendi (23% dei casi) e le minacce verbali (18%).

Il 15% dei 309 casi censiti da Avviso Pubblico nel 2025 sono avvenuti in Comuni che in un passato più o meno recente sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose. Questi atti intimidatori hanno coinvolto 35 Comuni. Dal 1991, anno dell’introduzione nel nostro ordinamento della legge sullo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli Enti locali, al 31 marzo 2026 sono stati 404 gli Enti (Comuni, Municipi e Aziende Sanitarie Provinciali) che hanno subito il provvedimento dissolutorio. Nel 2025 sono stati 10 gli Enti locali sciolti in conseguenza di fenomeni di infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso: Caserta, Marano di Napoli e Poggiomarino in Campania; San Luca, Casabona, Badolato e Altomonte in Calabria; Tremestieri Etneo e Paternò in Sicilia; Aprilia nel Lazio. Sono i Comuni più piccoli quelli maggiormente vulnerabili: Il 57% dei casi censiti nel 2025 si è verificato in Comuni al di sotto dei 20mila abitanti. Il 22% in Comuni tra i 20mila e i 50mila abitanti. Il restante 21% in Comuni con oltre 50mila abitanti.

In 16 anni di raccolta dati Avviso Pubblico ha censito sul territorio nazionale 6.025 atti intimidatori, di minaccia e violenza nei confronti degli amministratori locali e del personale della Pubblica Amministrazione che lavora in Italia. La media è di 376 intimidazioni l’anno, 31 ogni mese, una al giorno. Il 57% dei casi è stato registrato nelle quattro regioni in cui sono nate le cosiddette mafie storiche. Roma è la provincia più colpita del Centro Italia (6° posto a livello nazionale con 189 casi). Milano è la provincia più colpita del Nord-Ovest (12° posto a livello nazionale con 134 casi). Padova è la provincia più colpita del Nord-Est (29° posto a livello nazionale con 76 casi).

Giovanni Caprio