
Né il leader Öcalan né il nostro movimento accetteranno un fatto compiuto
UIKI ONLUS - Friday, July 3, 2026Da tempo si discute di una legge quadro nella stampa e nell’opinione pubblica turca. Sulla stampa sono state espresse valutazioni che non si conformano al progetto di pace e società democratica perseguito da Rêber Apo [il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan] e persino interpretazioni opposte. Comunque dal 24 maggio non si è tenuto alcun incontro con Rêber Apo. A seguito di tale incontro, le proposte presentate dal leader Apo avrebbero dovuto essere valutate dal governo.
Recentemente le proposte presentate da Rêber Apo a İmralı il 24 maggio e gli incontri tra la delegazione del partito DEM e i funzionari dell’AKP sono stati presentati come se fossero sviluppi nuovi. Però dal 24 maggio non si è tenuto alcun incontro con Rêber Apo. A seguito di tale incontro le proposte presentate dal leader Apo avrebbero dovuto essere valutate dal governo. Tuttavia questa procedura non è stata ancora attuata. Pertanto da quel giorno non ci sono stati contatti o sviluppi da valutare.Mentre l’isolamento imposto a Rêber Apo su una questione così storica e importante continua, anche il nostro movimento di liberazione non ha ricevuto alcuna informazione durante questo periodo.
Il nostro movimento ha sostenuto il processo guidato da Rêber Apo e ha fatto tutto il necessario. Pur avendo compiuto sforzi multiformi per la risoluzione politico-democratica dei problemi, abbiamo anche intrapreso passi importanti. Abbiamo sostenuto gli sforzi volti a emanare leggi che garantiscano una politica democratica libera. In questo contesto abbiamo ritenuto positivo il rapporto redatto dalla Commissione per la pace, la fratellanza e la democrazia, pur considerandolo incompleto e inadeguato.
Il processo di pace e società democratica ci riguarda direttamente. Per non pregiudicare il processo e i dialoghi in corso con Rêber Apo, non abbiamo ritenuto opportuno rilasciare frequenti dichiarazioni a nome del movimento. Senza incontrarci e discutere con Rêber Apo, e senza aver ottenuto il parere del nostro Movimento, affermare che una determinata legge verrà approvata con un certo contenuto sarebbe considerato una manipolazione, un’imposizione o addirittura una cospirazione. Senza incontrarci e discutere con Rêber Apo, e senza aver ottenuto il parere del nostro movimento, affermare che una determinata legge verrà approvata con un certo contenuto sarebbe considerato una manipolazione, un’imposizione o addirittura una cospirazione.
Numan Kurtulmuş ha dichiarato infatti che sarebbe stata promulgata una legge, che coloro che fossero disposti a presentarsi lo avrebbero fatto, e che, in caso di rifiuto, sarebbero stati adottati i provvedimenti necessari. Qualsiasi decisione riguardante questa organizzazione deve essere presa nel suo complesso e attuata nel suo complesso. Il nostro movimento di liberazione prende in considerazione solo leggi e misure complete. Altrimenti, non può verificarsi una situazione in cui alcuni vengano e altri no.
Il problema non è solo che i combattenti depongano le armi. Naturalmente anche l’atteggiamento nei confronti dei combattenti e della leadership di questo movimento deve essere uniforme. Adottare un approccio diverso equivarrebbe a sabotare questo processo.Al congresso in cui è stata presa la decisione di sciogliere il PKK, noi, come movimento di liberazione abbiamo stabilito che il processo di scioglimento e disarmo potesse essere condotto solo da Rêber Apo. Egli può svolgere questo processo solo se è libero di agire.
Il nostro popolo e il nostro movimento hanno chiarito fin dall’inizio che non accetteranno alcuna politica o attuazione che non includa la libertà di Rêber Apo e le condizioni in cui egli possa vivere e lavorare liberamente.Senza adottare un approccio positivo riguardo alla situazione di Rêber Apo e senza intraprendere azioni concrete in tal senso, nessuno può garantire l’attuazione delle decisioni prese al congresso del PKK. Il dialogo con Rêber Apo e la relazione con noi mirano a definire una politica e un approccio globali. Non si tratta semplicemente di approvare una legge e dire che chi è disposto può venire e gli altri no.
Si sta davvero cercando una soluzione attraverso questo processo, o si tratta di confondere l’opinione pubblica? Oppure è in corso una vera e propria guerra contro il movimento? Se una legge simile alla “Legge sul ritorno a casa” venisse promulgata senza presentare una soluzione democratica completa, né il nostro popolo né la nostra struttura organizzativa la accetterebbero. Pertanto se l’obiettivo è risolvere un problema secolare, cinquant’anni di conflitto e le questioni legate alla separazione, allora è necessario proporre una comprensione e un approccio corretti.
A quanto pare si stanno nuovamente perseguendo politiche di preparazione alla guerra. Il capo dell’organizzazione di intelligence nazionale turca (MIT), İbrahim Kalın, non è solo a capo dell’intelligence; si sposta in tutto l’Iraq quasi come il primo ministro del governo. Incontri simili si erano già tenuti durante gli attacchi al Rojava. Cosa ci fa il capo del MIT a Baghdad, Sulaymaniyah e Hewlêr [Erbil]? A queste forze verranno forse assegnati ruoli specifici all’interno di un piano per attaccare ed eliminare il nostro Movimento?
Indubbiamente l’intero popolo curdo e tutte le forze politiche dovrebbero vigilare contro tali politiche. Le dichiarazioni della Turchia dovrebbero essere considerate unilaterali e contrarie agli interessi del popolo curdo. Invece di risolvere i propri problemi interni, la Turchia sta forse pianificando un attacco contro il nostro movimento insieme all’Iraq, a seguito alla decisione del governo iracheno riguardo ai gruppi armati esterni all’esercito?
È noto inoltre che discussioni simili si sono svolte anche con l’Iran. Se lo Stato turco ha effettivamente tali piani, riteniamo che l’Iraq non debba accettarli. Desideriamo sottolineare con chiarezza che né Rêber Apo né il nostro Movimento per la Libertà accetteranno un fatto compiuto. Perseguire una politica di guerra speciale dicendo: “Abbiamo approvato la legge, ma non la accettano”, sarebbe un approccio irrazionale.
Significherebbe continuare con politiche che si sono rivelate fallimentari per cento anni e che hanno portato a una rottura tra il popolo curdo e la Turchia. Pertanto, sia nell’approccio a Rêber Apo sia nei confronti del nostro Movimento per la Libertà, è necessario agire con serietà e responsabilità. Come movimento, possediamo la volontà e la determinazione di attuare un approccio politico che porti all’integrazione democratica con la Turchia, sulla base di una soluzione politica democratica che elimini il clima di conflitto e separazione che persiste da un secolo. È inoltre responsabilità storica dello Stato turco adempiere al proprio ruolo adottando politiche e intraprendendo azioni che consentano la realizzazione della nostra volontà e determinazione e rendano possibile l’integrazione democratica.
La cittadinanza democratica e i nostri popoli devono rimanere vigili contro qualsiasi tentativo di sabotare il processo di pace e società democratica. Combattendo con maggiore efficacia l’isolamento imposto a İmralı, essi adempiranno alla propria responsabilità nel garantire il successo di tale processo.
Co-presidenza del Consiglio esecutivo della KCK