
AL VIA L’ESTATE ITALIANA: UN ANNO DI LAVORO SENZA POTERSI PERMETTERE LE VACANZE
Radio Onda d`Urto - Monday, June 22, 2026
Con il solstizio del 21 giugno, è iniziata l’estate. La stagione 2026 è però segnata da un contesto di guerre aperte, crisi sociale e rincari. Dopo un anno di lavoro sempre più persone non possono permettersi di andare in vacanza e, prima ancora, di fare fronte a bollette, affitto, benzina e beni di prima necessità, colpiti strutturalmente dall’inflazione e da politiche economiche che hanno tagliato sulle spese sociali per destinarle a quelle in campo militare.
A vidimarlo i dati diffusi in questi giorni da istituti e enti dedicati. In primis la Caritas che fotografa un paese dove la povertà tende a perdere il carattere dell’eccezionalità diventando un fenomeno di “strutturale normalità”. Tra le tendenze più significative emerge l’aumento della componente anziana e delle famiglie con figli, il rafforzarsi dei bisogni sanitari (+69%), compresi quelli di natura psicologica, e la presenza sempre più rilevante dei lavoratori poveri.
In Italia, la povertà assoluta interessa oltre 5,7 milioni di persone (circa il 9,8% della popolazione) e più di 2,2 milioni di famiglie (8,4% del totale). A questi si aggiunge una quota di oltre 11 milioni di persone a rischio di esclusione sociale e povertà, confermando una tendenza strutturale e cronica.
In secondo luogo i dati sugli spostamenti estivi: secondo una nuova indagine realizzata da Udicon in collaborazione con l’Istituto Piepoli il 70% degli intervistati ha dichiarato che andare in vacanza oggi costa più di qualche anno fa. Si accorciano anche le ferie: il 31% afferma che le proprie vacanze durano meno rispetto al passato. La ragione è quasi sempre economica: tra chi ha ridotto i giorni, il 45% indica la minore disponibilità economica familiare, il 21% l’aumento dei costi di viaggio e il 13% i rincari degli alloggi. Sul fronte della spesa complessiva, due terzi degli italiani (66%) dichiarano che l’aumento del costo della vita influisce direttamente sulle decisioni di vacanza.
Il caro vita sta quindi ridisegnando le vacanze dall’interno: si accorciano le ferie, si scelgono mete più vicine, si taglia su ristoranti, alloggi, benzina. A sottolinearlo in questo caso è l’indagine di Coldiretti/Ixè diffusa in occasione delle prime partenze estive, coincise con la chiusura delle scuole in tutte le regioni. Secondo l’indagine sette milioni di italiani hanno rinunciato alle vacanze all’estero a causa della guerra in Iran e dell’aumento dei costi, scegliendo di trascorrere le ferie entro i confini nazionali. Nel 77% dei casi la decisione è legata al caro prezzi, a partire dall’aumento del costo dei voli e dell’energia.
Il commento ai dati di Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci. Ascolta o scarica.