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AL VIA L’ESTATE ITALIANA: UN ANNO DI LAVORO SENZA POTERSI PERMETTERE LE VACANZE
Con il solstizio del 21 giugno, è iniziata l’estate. La stagione 2026 è però segnata da un contesto di guerre aperte, crisi sociale e rincari. Dopo un anno di lavoro sempre più persone non possono permettersi di andare in vacanza e, prima ancora, di fare fronte a bollette, affitto, benzina e beni di prima necessità, colpiti strutturalmente dall’inflazione e da politiche economiche che hanno tagliato sulle spese sociali per destinarle a quelle in campo militare. A vidimarlo i dati diffusi in questi giorni da istituti e enti dedicati. In primis la Caritas che fotografa un paese dove la povertà tende a perdere il carattere dell’eccezionalità diventando un fenomeno di “strutturale normalità”. Tra le tendenze più significative emerge l’aumento della componente anziana e delle famiglie con figli, il rafforzarsi dei bisogni sanitari (+69%), compresi quelli di natura psicologica, e la presenza sempre più rilevante dei lavoratori poveri. In Italia, la povertà assoluta interessa oltre 5,7 milioni di persone (circa il 9,8% della popolazione) e più di 2,2 milioni di famiglie (8,4% del totale). A questi si aggiunge una quota di oltre 11 milioni di persone a rischio di esclusione sociale e povertà, confermando una tendenza strutturale e cronica. In secondo luogo i dati sugli spostamenti estivi: secondo una nuova indagine realizzata da Udicon in collaborazione con l’Istituto Piepoli il 70% degli intervistati ha dichiarato che andare in vacanza oggi costa più di qualche anno fa. Si accorciano anche le ferie: il 31% afferma che le proprie vacanze durano meno rispetto al passato. La ragione è quasi sempre economica: tra chi ha ridotto i giorni, il 45% indica la minore disponibilità economica familiare, il 21% l’aumento dei costi di viaggio e il 13% i rincari degli alloggi. Sul fronte della spesa complessiva, due terzi degli italiani (66%) dichiarano che l’aumento del costo della vita influisce direttamente sulle decisioni di vacanza. Il caro vita sta quindi ridisegnando le vacanze dall’interno: si accorciano le ferie, si scelgono mete più vicine, si taglia su ristoranti, alloggi, benzina. A sottolinearlo in questo caso è l’indagine di Coldiretti/Ixè diffusa in occasione delle prime partenze estive, coincise con la chiusura delle scuole in tutte le regioni. Secondo l’indagine sette milioni di italiani hanno rinunciato alle vacanze all’estero a causa della guerra in Iran e dell’aumento dei costi, scegliendo di trascorrere le ferie entro i confini nazionali. Nel 77% dei casi la decisione è legata al caro prezzi, a partire dall’aumento del costo dei voli e dell’energia. Il commento ai dati di Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci. Ascolta o scarica.  
June 22, 2026
Radio Onda d`Urto
UTILI MONSTRE PER BANCHE E AZIENDE ENERGETICHE, PAGANO I CONSUMATORI. SCHETTINO: “UN’ECONOMIA CHE SI BASA SULL’ANTAGONISMO DI CLASSE”
Utili milionari per i colossi energetici e bancari. Profitti record anche per le aziende italiane, come Italgas che chiude il primo trimestre con ricavi in crescita del 44,1%, cioè 661milioni. Per quanto riguarda le banche, Banco Bpm ha chiuso i primi 3 mesi del 2026 con un utile di 480 milioni di euro, in crescita del trimestre prcedente del 15%. Unicredit invece chiude i primi 3 mesi dell’anno con un utile di 3,2 miliardi di euro. Al contempo arriva l’allarme del Fondo Monetario Internazionale sul caro energia: “con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perderebbe circa 375 euro nel 2026, pari allo 0,7% del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo”. Va peggio per l’Italia, dopo la fine del taglio delle accise, dove la benzina è arrivata a sfiorare i 2 al litro al self. Quasi 10 euro in più per fare il pieno. Oltre i carburanti, a svuotare i redditi italiani sono anche i rincari su trasporti e generi alimentari. Il Codacons, elaborando gli ultimi dati Istat sul rincaro dei prezzi, ha provato a quantificare i danni per l’economia reale italiana. “Un’inflazione al +2,8% si traduce, a parità di consumi e considerata la spesa totale delle famiglie, in una stangata media da +926 euro annui per la famiglia tipo (2 adulti e un figlio) che sale a +1.279 euro annui per un nucleo con due figli”, scrive oggi l’associazione dei consumatori. Il commento sugli ultimi dati economici di Fmi e Istat con Francesco Schettino, economista e docente all’università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Ascolta o scarica
Bologna. Basta con i rincari e le speculazioni sui biglietti dei treni
Il 19 dicembre giornata di agitazione nazionale contro i rincari dei trasporti. Appuntamento alle ore 15 alla stazione centrale Bologna Anche quest’anno, in prossimità delle festività, rileviamo rincari preoccupanti sui prezzi di treni e aerei: viaggio in treno da Torino a Reggio Calabria, prezzo 200 euro; volo Roma-Palermo, normalmente da […] L'articolo Bologna. Basta con i rincari e le speculazioni sui biglietti dei treni su Contropiano.
December 19, 2025
Contropiano