“L’EGITTO DI AL-SISI. DALLE PROTESTE DI PIAZZA TAHRIR ALLA REPRESSIONE POLITICA”, ULTIMO LIBRO DEL PROF. ACCONCIA

Radio Onda d`Urto - Tuesday, June 16, 2026

Le rivolte del 2011  erano state molto popolari, Piazza Tahrir era diventata il simbolo per il riscatto per il Nordafrica e il Medio Oriente, le primavere arabe avevano attraversato la Tunisia, ma anche proteste in Libia, In Siria, in Yemen in Bahrein. Movimenti che chiedevano giustizia sociale, uno degli slogan era “pane, libertà e giustizia sociale”, con una partecipazione femminile senza precedenti, con migranti, con movimenti operai protagonisti di queste proteste, inclusi gli islamisti, i Fratelli Musulmani.” Radio Onda d’Urto intervista il prof Giuseppe Acconcia, docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università Statale di Milano che a 15 anni di stanza traccia un bilancio politico di questa esperienza di mobilitazione e di partecipazione collettiva nel libro  “L’Egitto di al-Sisi. Dalle proteste di piazza Tahrir alla repressione politica”, pubblicato da Bordeaux Edizioni. “Evidentemente era un movimento che aveva radici nel passato e che avrebbe voluto cambiare le cose; purtroppo però alla fine questo movimento si è fermato ad un singolo cambiamento che è stata la fine del regime di Mubarak. Il libro analizza due casi studio quello della parabola dei comitati popolari e dei sindacati indipendenti.”

Ma cosa aveva determinato lo scoppio delle proteste, principalmente rivendicazioni di carattere politico per la mancanza di libertà o di carattere sociale?  “E’ stato un movimento molto radicato nella richiesta di uguaglianza, di giustizia sociale ed è partito proprio dalle fabbriche, di unire la fabbrica e la piazza, i movimenti dei lavoratori e quelli di Piazza Tahrir. I sindacati indipendenti sorti dopo il 2011 sono stati il grande risultato delle proteste anche se poi ad un certo punto gli islamisti sono arrivati al potere e hanno marginalizzato le richieste che venivano dalle proteste di piazza, dal basso e anche dalla loro base elettorale, e questo è anche il motivo per cui il movimento non ha avuto successo.” C’è stato a questo punto anche la reazione dei militari, cosa è successo? “L’Egitto ha avuto una transizione non democratica cioè non ha avuto il passaggio da un regime autoritario ad un regime democratico, nonostante si sia votato tantissimo negli anni ma la transizione è stata verso un regime militare, dove i militari hanno accresciuto il loro ruolo, il loro potere, e hanno quindi rappresentato le richieste di evitare il cambiamento,  le istanze più conservative che hanno sostenuto il colpo di stato militare del 3 luglio 2013 che ha portato Al Sisi al potere.”

Cosa è accaduto dopo questo colpo di stato? “Dopo il colpo di stato e la repressione anche i comitati popolari sono stati banditi, perchè è stata approvata una legge antiproteste che impedisce assembramenti con più di tre persone, quindi fondamentalmente da quel momento sono diventati tutti terroristi, gli islamisti,i gruppi alternativi di sinistra come i socialisti rivoluzionari e altr gruppi e si è arrivati al partito unico al potere. La parabola è stata discendente anche per i sindacati indipendenti, questo non significa che non continuino ad esserci imponenti mobilitazioni operaie, proteste dei lavoratori in un paese in cui regnano le disuguaglianze, le ultime mobilitazioni sono state quelle per la Palestina. Nel paese è comunque ancora in corso una gravissima repressione, migliaia di sparizioni, 65mila prigionieri politici, arresti con accuse spesso molto vaghe, pensiamo al caso di Giulio Regeni. Quel sogno, quelle aspirazioni nate con Piazza Tahrir nel 2011 sono andate spegnendosi; con Al Sisi l’Egitto ha fatto un passo indietro anche rispetto al tempo di Mubarak dove nonostante tutto c’era comunque uno spazio significativo per il dissenso e per le richieste di cambiamento.”

L’intervista e la presentazione del libro con il prof Giuseppe Acconcia, docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università Statale di Milano, autore di “L’Egitto di al-Sisi. Dalle proteste di piazza Tahrir alla repressione politica”, pubblicato da Bordeaux Edizioni Ascolta o scarico