Lettera di 82 premi Nobel al Comitato dei Ministri per Abdullah Öcalan

UIKI ONLUS - Tuesday, June 9, 2026

Ottantadue premi Nobel hanno inviato una lettera al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa per il “diritto alla speranza” del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan.

La lettera recita:

“All’attenzione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa,

Noi, i sottoscritti Premi Nobel, sosteniamo gli sforzi in corso per promuovere la pace attraverso il dialogo e i mezzi democratici in Medio Oriente, in particolare in Turchia e nelle regioni curde di Siria e Iran dove continuano a emergere nuove iniziative di pace. In questo contesto riconosciamo Abdullah Öcalan come uno dei principali promotori dell’attuale processo di pace in Turchia, la cui influenza si estende agli sviluppi nelle vicine regioni curde. In un momento di crescente conflitto globale è imperativo sostenere la prospettiva di pace e supportare coloro che lavorano per raggiungerla. Chiediamo pertanto che al signor Öcalan, in quanto interlocutore centrale e artefice di questi sforzi, sia consentito di svolgere questo ruolo.

Come Premi Nobel, vi abbiamo scritto in diverse occasioni riguardo alla detenzione del signor Öcalan, così come di altri prigionieri politici in Turchia. Più recentemente nel febbraio 2025, 88 premi Nobel hanno firmato una lettera a sostegno del suo appello per “Pace e una società democratica”. In quella lettera abbiamo auspicato che al signor Öcalan fosse data l’opportunità di partecipare in modo significativo al processo di pace, che il suo “diritto alla speranza” fosse riconosciuto, che il suo status giuridico fosse chiarito e che fosse infine liberato.

Nel corso dell’ultimo anno gli sviluppi hanno dimostrato che il signor Öcalan ha mantenuto la sua promessa. In seguito al suo appello nel 2025 il PKK ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale, ha convocato il suo congresso, ha sciolto la sua struttura organizzativa, ha tenuto una cerimonia simbolica per segnare la fine della lotta armata e ha ritirato le sue forze dalle regioni curde della Turchia. A questo proposito le azioni del signor Öcalan – nella promozione della coesistenza tra le nazioni, nell’indizione di conferenze di pace e negli sforzi per il disarmo – sono in linea con i criteri fondamentali stabiliti da Alfred Nobel per il Premio Nobel per la Pace. Come premi Nobel, riconosciamo e sosteniamo questi principi e iniziative.

Nell’ambito di questo più ampio processo, la Grande assemblea nazionale turca ha istituito la commissione nazionale per la solidarietà, la fratellanza e la democrazia, che ha visitato l’isola di İmralı nel novembre 2025 per incontrare il signor Öcalan, riconoscendo di fatto il suo ruolo di interlocutore chiave. Nel febbraio 2026 la Commissione ha pubblicato la sua relazione finale. Sebbene la relazione sottolinei l’importanza del pieno rispetto delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) e della Corte costituzionale (AYM) e raccomandi il rafforzamento dei meccanismi esistenti, il suo continuo utilizzo del quadro antiterrorismo rimane un ostacolo al vero dialogo e alla riconciliazione.

In occasione dell’anniversario del suo appello del 2025, il signor Öcalan ha rilasciato un’ulteriore dichiarazione riaffermando il suo impegno per la pace e la democratizzazione della Repubblica di Turchia.

Al di fuori della Turchia il signor Öcalan ha continuato a promuovere soluzioni pacifiche. Durante il rinnovato conflitto in Siria si è rivolto agli attori chiave con appelli per la de-escalation, il dialogo e il negoziato come unica via percorribile per una pace duratura. Analogamente nel contesto dell’escalation delle tensioni e della guerra in Iran, gli attori curdi, guidati dai principi di inclusione democratica e risoluzione pacifica, hanno dimostrato la più ampia influenza regionale del suo approccio. In un momento di crescente conflitto in Medio Oriente, la sua costante promozione del dialogo ha guidato le comunità e le organizzazioni curde verso soluzioni pacifiche e democratiche.

Il sostegno internazionale rimane essenziale per la transizione democratica della Turchia. Abdullah Öcalan e il movimento curdo hanno compiuto passi concreti; tuttavia persiste il rischio che attori inclini alla violenza possano far deragliare il processo attraverso la provocazione. È quindi necessario un sostegno internazionale costante per coloro che cercano attivamente il progresso democratico. È nell’interesse del Consiglio d’Europa che gli Stati membri rispettino i principi fondamentali dei diritti umani e dello Stato di diritto e, nel contesto del processo in corso, rappresenta un’opportunità e una responsabilità storiche per spianare la strada alla pace.

In quest’ottica, invitiamo il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa a garantire l’attuazione della sentenza della CEDU del 2014 contro le condanne all’ergastolo aggravate e sul “diritto alla speranza”. Questa sentenza rappresenta un primo passo cruciale per affrontare la questione della posizione giuridica del signor Öcalan e consentirgli di contribuire pienamente al processo di pace. Chiediamo la liberazione di Abdullah Öcalan e che gli venga data piena e illimitata opportunità di partecipare al processo di pace. In questo momento critico, il mondo ha urgente bisogno di leader impegnati per la pace.