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[Kilame Azadî] Puntata del 22 ottobre 2026
La puntata è stata incentrata sul Rojhelat (Kurdistan iracheno) con focus su condanne a morte e carcere e sugli attacchi nelle montagne e le dichiarazioni e le analisi del PJAK. Leggeremo il messaggio di saluto di Öcalan alla conferenza di Torino e ne daremo un resoconto. L'approfondimento riguarderà le medesime tematiche e si baserà su un'intervista a Tiziano Saccucci che si trova in questi territori.
October 22, 2026
Radio Onda Rossa
TURCHIA: ENNESIMO ATTACCO ALLA LIBERTÀ DI STAMPA. BLITZ DELLA POLIZIA E ARRESTI NELLA SEDE DI HALK TV
Nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 ottobre, a Istanbul, la polizia di Erdogan ha fatto irruzione nella sede di Halk tv, canale televisivo a diffusione nazionale vicino all’opposizione. Centinaia di agenti hanno fatto irruzione negli studi dell’emittente con un mandato di cattura per 17 persone, tra giornalisti, dirigenti e personale tecnico. Caporedattore e dirigenza del canale televisivo sono stati sostituiti con fiduciari governativi, la stessa pratica riservata spesso dal regime di Ankara anche ai sindaci delle città eletti con forze politiche di opposizione. Dietro l’ennesima operazione politica contro l’opposizione c’è un’inchiesta della Procura sulla figura di Cafer Mahiroglu, imprenditore turco del settore tessile residente in Inghilterra, che ha acquistato il canale nel 2019. Le accuse contestate dalla magistratura sono quelle di “corruzione”, “tangenti” e “vantaggi illeciti nelle gare d’appalto”. Mentre attacca la libertà di stampa e i partiti di opposizione, il governo turco sarebbe impegnato in un processo di pace e dialogo con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan che – in teoria – dovrebbe aprire la strada a una progressiva democratizzazione del paese. Questo secondo il movimento di liberazione curdo e Abdullah  Öcalan. Il regime di Ankara finora l’ha sempre definito come un processo per una “Turchia senza terrorismo”. Gli aggiornamenti su Radio Onda d’Urto con Murat Cinar, giornalista, nostro collaboratore e animatore del canale Telegram “Turchia e dintorni”.  Ascolta o scarica.
October 20, 2026
Radio Onda d`Urto
SABATO 17/10, TORINO: “IL CONFEDERALISMO DEMOCRATICO IN KURDISTAN, UNA PROSPETTIVA PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE”
Nella puntata di venerdì 16 ottobre 2026 di Mesopotamia – Notizie dal vicino oriente, trasmissione della Cassetta degli attrezzi di Radio Onda d’Urto, abbiamo presentato la conferenza che si svolgerà domani, sabato 17 ottobre, a Torino: “Il confederalismo democratico in Kurdistan, una prospettiva per la pace in medio oriente”. L’evento si svolgerà nell’auditorium della sede della Città Metropolitana, a Torino, in corso Inghilterra 7, a partire dalle 9.30 del mattino. Per spiegare le ragioni per cui è stato organizzato il convegno e per illustrare panel, temi, relatrici e relatori, ai nostri microfoni sono intervenuti Yilmaz Orkan, direttore dell’Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia (Uiki) e Carla Gagliardini, dell’Associazione “Verso il Kurdistan”. La puntata di Mesopotamia – notizie dal vicino oriente di venerdì 16 ottobre 2026. Ascolta o scarica.
October 16, 2026
Radio Onda d`Urto
[Kilame Azadî] Puntata del 15 ottobre 2026
Nella puntata si parlerà ancora del processo di pace in Turchia, dei ritardi del governo e riporteremo le dichiarazioni delle parti coinvolte. Leggeremo un articolo in cui viene analizzato nel dettaglio il "processo di integrazione" delle istituzioni del nord-est della Siria (cd. Rojava) con il nuovo regime siriano, riportando le "conquiste" raggiunte e gli aspetti critici che producono proteste in tutti i territori curdi, niente affatto pacificati. Parleremo della 20° conferenza internazionale  su "UE,Turchia, Medio oriente e i Curdi" in corso a Bruxelles al parlamento europeo. Ci saranno notizie dalla Siria,dall'Iraq e daremo notizia di una dichiarazione del PJAK in cui vengono   analizzate la situazione in Iran e le possibili evoluzioni del conflitto.
October 15, 2026
Radio Onda Rossa
Torino, 17 ottobre: Kurdistan e confederalismo democratico
UNA PROSPETTIVA PER LA PACE NEL MEDIORIENTE (che poi per noi sarebbe il Vicino Oriente) Il 17 ottobre la Città Metropolitana di Torino ospiterà una giornata di confronto dedicata alla questione curda e alle trasformazioni politiche in corso in Medio Oriente. Al centro del convegno saranno il confederalismo democratico, le prospettive aperte dal processo politico e di pace in Turchia,
October 13, 2026
La Bottega del Barbieri
[Kilame Azadî] Puntata dell'8 ottobre 2026
Nuova e ricca puntata di Kilem Azadì (Il canto della libertà), con aggiornamenti e una importante testimonianza in diretta dal Kurdistan 1. Dopo una serie di Notizie Flash, che toccheranno numerosi temi come a) la protesta in 66 carceri iraniane, b) l’uccisione di cittadini Alawiti, c) i femminicidi in Turchia e le proteste in NES sul tema della lingua curda per passare alla sezione “Osservatorio Kurdistan” con una serie di approfondimenti che riguardano i vari territori del Kurdistan. 2. Quindi: - Per la Turchia: parleremo di come il partito al governo sta gestendo il più grande scandalo finanziario del secolo, detto anche “la rapina del secolo” da esponenti dell’opposizione; - Per il Kurdistan Iracheno, riporteremo le diverse posizioni degli attori locali sull’impatto del ritiro della cosidetta “coalizione” a guida USA e delle criticità e contraddizioni che ora si aprono in tema di sicurezza; - Sempre per il Kurdistan Iracheno, racconteremo di una recente festa degli Ezidi e della richiesta di favorire il ritorno, mentre il governo centrale iracheno, vorrebbe “normalizzare” questa anomalia politica e religiosa. - Infine, presenteremo gli esiti della Conferenza del KNK (Congresso nazionale curdo) che richiede il riconoscimento presso l’ONU di una rappresentanza dei 60 milioni di curdi. 3. Uno spazio particolare sarà dedicato ad approfondimenti che riguarderanno, direttamente e indirettamente, il Kurdistan iracheno e quello iraniano, grazie agli interventi di Tiziano Saccucci, giornalista e collaboratore di UIKI che siamo lieti di ospitare. 4. Ascolteremo una breve testimonianza del sig. Alican Yidiz, presidente della MezzaLuna Rossa Kurdistan Italia, che nel ripercorrere le fasi della lotta curda, si interroga e ci interroga, sulle alternative al Processo di pace e di integrazione. 5. Verso la Conferenza nazionale del 17 ottobre su “Confederalismo democratico: una prospettiva per la pace in medio oriente” a Torino. Accenneremo quindi a quello che rappresenterà un momento estremamente significativo di confronto fra esponenti importanti
October 8, 2026
Radio Onda Rossa
IRAN: “CONTRO LA GUERRA, PER IL CAMBIAMENTO DALL’INTERNO E L’AUTOGOVERNO DEMOCRATICO”. TIZIANO SACCUCCI HA INTERVISTATO ESPONENTI DEL PJAK CURDO-IRANIANO
La redazione di Radio Onda d’Urto ha intervistato Tiziano Saccucci, giornalista freelance che si trova in Kurdistan per svolgere ricerche di approfondimento e un lavoro di reportage nella regione. Saccucci ha avuto la possibilità di intervistare esponenti del Pjak, partito curdo-iraniano attivo nel Rojhelat, la parte del Kurdistan storico che si trova dentro i confini della Repubblica islamica dell’Iran. Nelle ultime settimane, ha pubblicato articoli su il Manifesto e The Amargi. Anche l’intervista per la nostra emittente si è concentrata sulla situazione in Rojhelat e in Iran. “Il 16 settembre, in Rojhelat, si è celebrato il quarto anniversario dell’inizio delle rivolte Jin, Jiyan, Azadi“, racconta Tiziano Saccucci. “Anche se queste rivolte sono state represse e il movimento di piazza si è interrotto, la loro eredità continua. Per quel giorno la coalizione che comprende tutti i più importanti partiti curdi-iraniani ha lanciato un appello allo sciopero generale e nelle città principali del Kurdistan iraniano il 16 settembre tutte le serrande dei negozi sono rimaste chiuse”. “Intervistando alcuni esponenti del Pjak – continua il giornalista freelance – ho capito che molte delle persone che oggi fanno parte del movimento e del partito, fino al 2022 erano studenti e giovani lavoratori, sui 20 anni. Dopo quelle rivolte, spinti dalla violenta repressione da parte dello stato, hanno deciso di entrare nel partito e recarsi sulle montagne del Kurdistan. La forza di quelle rivolte ha fatto sì che, quando la repressione è arrivata alla porta, in molti non hanno deciso di fuggire in Europa. Qualcuno l’ha fatto, ma anche la maggior parte delle persone della diaspora supportano la resistenza in Rojhelat”. Gli attacchi militari dei Pasdaran e dell’esercito iraniano contro i partiti di opposizione curdo-iraniani si sono intensificati dall’inizio dell’aggressione israelo-statunitense all’Iran, ma erano iniziati nel 2022, durante il movimento di massa “Jin, Jiyan, Azadi”, che si era diffuso a tutto il Paese, ben oltre la regione a maggioranza curda e fino alla capitale Teheran. Molte delle posizioni dei partiti curdi di opposizione, clandestini in Iran, si trovano nel territorio della regione autonoma del Kurdistan in Iraq. Il Pjak, il Partito della vita libera in Kurdistan, è presente su entrambi i lati del confine. Opera, cioè, anche nel Kurdistan iraniano, ovviamente in clandestinità. “Contro il Pjak la tattica dei razzi e dei droni che viene usata sulle basi degli altri partiti curdi non funziona perché il Pjak ha adottato la strategia dei tunnel affinata dal Pkk nella guerra contro la Turchia. Contro il movimento vengono utilizzati altri metodi: tre mesi fa c’è stata una vasta operazione dei Pasdaran e dell’esercito iraniano, nella quale dopo 12 ore di combattimenti sono caduti 4 guerriglieri del Pjak e circa una decina di militari iraniani a Mahabad, una delle città più importanti del Kurdistan iraniano”. A proposito della guerra tra Usa-Israele e Iran degli ultimi mesi, Tiziano Saccucci nota come “nonostante si sia fatta tantissima propaganda sul possibile ingresso in guerra, con un’offensiva via terra, da parte dei gruppi curdi contro l’Iran, i partiti curdo-iraniani non hanno in realtà mai portato avanti una simile offensiva“. “Il Pjak – prosegue il giornalista – l’ha rifiutata apertamente dal primo giorno, dichiarando dall’inizio di non essere allineato alla guerra americana e israeliana e di avere una strategia che si basa sul rafforzamento della società e sul cambiamento della Repubblica islamica dall’interno, senza cadere in una spirale di guerra e distruzione che, invece, è ovvio che avvenga con un intervento esterno e bombardamenti a tappeto”. “Questo non significa – chiarisce Saccucci – che gli esponenti del Pjak non ammettano, in modo molto onesto, che un indebolimento di Teheran apra a possibilità di cambiamento. Sono però molto chiari sul fatto che per loro la guerra e il cambiamento sono due cose molto diverse”. Il Pjak, infatti, è parte del movimento che si ispira alle idee di Abdullah Öcalan e al modello del confederalismo democratico. La sua prospettiva, quindi, non è diversa da quella portata avanti dalle altre organizzazioni del movimento di liberazione curdo in Turchia e in Siria, impegnate in trattative sul processo di pace nel primo caso, sull’integrazione dell’Amministrazione autonoma del Rojava nello stato siriano nel secondo. “Questo paradigma – ricorda Tiziano Saccucci – ha superato l’idea di uno stato curdo separato, ma vuol portare avanti un progetto di democratizzazione del paese in cui la parte di Kurdistan cade (in questo caso l’Iran) e di un sistema di democrazia radicale, fondamentalmente di autogoverno, delle componenti che vivono in quel paese”. “La prospettiva, quindi, è quella di un cambiamento della Repubblica islamica che però non venga dall’esterno, ma che sia portato avanti da tutte le forze politiche che propongono un Iran democratico e pluralista, in cui le diverse comunità (curdi, baluchi, persiani, arabi, ecc) possano partecipare a un cambiamento in senso democratico del paese e costruire un Iran in cui tutte queste comunità possano godere di un certo livello di autonomia e autogoverno“, spiega ancora Saccucci. In sostanza, conclude il giornalista ai nostri microfoni, “se l’Iran aprisse un processo serio, con un riconoscimento dei diritti politici, culturali, economici e sociali di tutte le componenti, compresi i curdi, il Pjak sarebbe disposto a cercare una soluzione politica sulla falsa riga di quanto sta accadendo in Turchia e Siria, il problema è che in questo momento da Teheran non arriva niente del genere”. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Tiziano Saccucci. Ascolta o scarica.
October 6, 2026
Radio Onda d`Urto
[Kilame Azadî] Puntata del primo ottobre 2026
La puntata è incentrata sul Rojava, in particolare si concentrerà sugli sviluppi del processo di integrazione dal punto di vista del movimento delle donne con un'intervista ad una componente della delegazione di Donne he tessono il futuro appena rientrata dallaSiria.
October 1, 2026
Radio Onda Rossa
[Kilame Azadî] Puntata del 24 settembre 2026
Ricominciano oggi le trasmissioni di Kilam Azadì (Il canto della Libertà), dopo la pausa estiva. t Da questa puntata e con una redazione rafforzata, l’impostazione della trasmissione riduce lo spazio dedicato alle notizie e viene ampliato quello relativo all’approfondimento di tematiche specifiche. Quindi oggi, nella prima parte riporteremo i fatti essenziali accaduti nei vari territori del Kurdistan, soffermandoci in particolare sulle particolari modalità con cui si manifesta l’opposizione in Iran e sulla repressione delle manifestazioni LGBTQ+ in Turchia. Consapevoli che la “svolta” del PKK e delle forze politiche curde, avviata ormai 2 anni fa, ha creato interrogativi e perplessità, anche fra le strutture e le ed i solidali, cerchiamo di guardare a questo processo con “gli occhi dei curdi” e quindi ospitiamo gli interventi del sig. Yilmaz Orkan dell’Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia che farà il punto sulle aspettative del movimento curdo, su quanto realizzato e in corso di realizzazione dal punto di vista giuridico e politico e prospetterà una nuova fase delle iniziative di solidarietà in Europa e che, per l’Italia, saranno proposte nel corso di una conferenza nazionale che si terrà a metà ottobre a Torino.
September 24, 2026
Radio Onda Rossa
[2026-09-25] Voce Arcaica @ Casale Garibaldi autogestito
VOCE ARCAICA Casale Garibaldi autogestito - Via Romolo Balzani, 87, Roma (venerdì, 25 settembre 17:00) Venerdì 25 settembre saremo liete di ospitare una serata benefit a sostegno del festival 𝙑𝙊𝘾𝙀 𝘼𝙍𝘾𝘼𝙄𝘾𝘼, in collaborazione con Non Una Di Meno – Roma Questo il programma: :: 17-18 Laboratorio di ricamo :: 18.00 Le Coeur – Donne in coro :: 18.30-20 Presentazione del libro “Voce Arcaica” di Nagihan Akarsel :: 20.30-00 Cena e djset con Sailor Trash Arrivata alla terza edizione, il festival 𝙑𝙊𝘾𝙀 𝘼𝙍𝘾𝘼𝙄𝘾𝘼 si diffonde in tutta Italia con tappe di avvicinamento alle giornate finali. Da Torino a Bologna, da Roma a Reggio Calabria per radicare il pensiero e le pratiche di lotta della Jineoloji sul territorio. Giornate di laboratori, arte, musica e performance, aperti a chiunque voglia conoscere Nagihan per immaginare e costruire un’alternativa, insieme. Voce Arcaica è un festival costruito totalmente dal basso e queste giornate di avvicinamento saranno benefit per aiutare e sostenere la serata del festival del 7 Novembre! Vi aspettiamo!!! Sostieni il festival Voce Arcaica!! Per sostenere il processo di pace e la costruzione di un mondo libero dalla violenza, Jin, Jiyan, Azadi!!
September 21, 2026
Gancio de Roma