
A pochi chilometri dalla tomba di Jerry Essan Masslo
Progetto Melting Pot Europa - Wednesday, June 3, 2026Da quelle parti, Jerry Essan Masslo vale molto più di un nome. E’ un episodio nella serie drammatica del continuum delle politiche di morte erette sulle ferite dei nostri territori e sofferte da tutti e tutte, nessuno escluso. Per le oltre 200mila persone che scesero in strada dopo la sua morte, Jerry Masslo fu ucciso tre volte: la prima con il diniego dell’asilo politico; la seconda quando, da irregolare, fu vittima di sfruttamento e l’ultima nel momento in cui il razzismo lo raggiunse nella sua baracca.
Dal Centro Fernandes di Castel Volturno (CE), adesso come allora, associazioni, movimenti, cooperative, centri sociali, gruppi scout, consiglieri comunali e singoli – alla presenza del Presidente della Regione Roberto Fico – lo ribadivano nel No unitario contro l’apertura di uno dei nuovi 6 Centri Per il Rimpatrio – oltre i 10 già presenti su territorio nazionale – in zona ‘La Piana’ di Castel Volturno, a pochi chilometri dalla tomba di Jerry Masslo, un uomo, un attivista, un bracciante, un padre, un nero ucciso nelle frontiree della povertà a Villa Literno il 25 agosto del 1989.


Trentasei gli interventi che si sono succeduti durante l’Assemblea a restituire una narrazione pubblica che si snoda nelle pratiche quotidiane e nelle esperienze di vita, dove il nemico da combattere non è il colore della pelle bensì la vulnerabilità sociale.
Per le tante persone presenti e per chi Castel Volturno la conosce o la abita, la decisione ministeriale di investire 43 milioni di euro nell’edificazione del Panopticon offende il territorio, sia dal punto di vista economico, quei fondi andrebbe utilizzati per potenziare le politiche sul lavoro, sulla casa, servizi, scuole, sanità territoriale; sia dal punto di vista ambientale, poiché La Piana è un’area protetta per la sua Biodiversità 1.
Una voce trasverale e non ideologica che desidera raccontare il casertano attraverso la bellezza delle sue tartarughe marine e che lotta, a fronte del CPR, per opportunità concrete affinchè i propri figli non siano costretti ad emigrare – come avverte Yaya del Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli.
Le necessità del territorio ripareranno il problema degli immigrati.
Il No al CPR si profila, per queste ragioni, come un SÌ alla dignità della persona, al rispetto del territorio e alla sicurezza comune, contro un disegno assassino ed una logica disumana (di cui il CPR é espressione) e si consolida in una condotta morale, ‘resistente ed ostinata’ (come definita dal mondo cattolico e più volte adottata dall’Assemblea) a difesa di immigrati e non, ognuno travolto da una insicurezza dettata dalla condizione diffusa di precarietà, i cui effetti non convergono nel mondo del lavoro ma si diffondono generalmente, alimentando ricattabilità e diritti minori.
CPR a Castel Volturno: associazionismo, chiesa e regione dicono no
Il Viminale ha individuato un'area naturalistica con una spesa preventivata di oltre 43 milioni di euro
Redazione
27 Aprile 2026
Durante questo incontro, come in altri precedenti, è stata ribadita con forza la contrarietà alla realizzazione del centro di detenzione amministrativa e respinta la destinazione d’uso che vuole la Campania una fortezza – il nuovo patto Europeo su Asilo ed Immigrazione localizza Napoli e Salerno come porti di approdo – a fronte di una cittadinanza che vuole essere casa, comunità e famiglia.
Perché, dunque, qualcuno che cerca soluzioni alla sua vita diventa un problema?
Tuttora innumerevoli sono le vittime dello schiavismo, dello sfruttamento lavorativo e del caporalato come innumerevoli sono le persone migranti ingabbiati nelle crescenti irregolarità amministrative determinate dalle normative attuali; truffate dal decreto flussi e da procedure che hanno reso la deportabilità – e non la deportazione in sé – il pericolo maggiore risultato di una violenza, che, seppure lenta, ha ucciso Moussa Balde, Ousmane Sylla e Jerry Masslo.
Al cospetto dell’accoglienza istituzionale (sulla cui parola è necessario ancora interrogarsi) – per cui tra centri, campi e ghetti, il mondo è scisso tra chi può aspettare e chi può partecipare al tessuto sociale – e alla normalizzazione dei Lager di Stato 2 – alla luce delle tragiche esperienze e dei filoni di indagini che interessano i CPR già in essere3 – l’Assemblea ha ribadito l’importanza della velocizzazione dei processi di cittadinanza e dei rilasci dei permessi di soggiorno al fine di consentire percorsi di legalità e di dignità e rendere Castel Volturno un luogo sicuro per chiunque.
Ph: Vanna D’AmbrosioDepotenziando confini e paure, Jerry Essan Masslo dice di una modalità di stare insieme, decisa dalle persone che si riuniscono e si esperiscono nella relazione primaria dell’uguaglianza.
‘Guardando fino in fondo’, momenti come questi permettono di aprire il varco dentro il regime e ‘hanno il potere di aprire la strada a nuovi concetti giuridici, anche di portata costituzionale’ 4.
In seguito all’omicidio di Jerry Masslo, la legge Martelli eliminò la clausola geografica per la richiesta di asilo politico. Allo stesso tempo si regolarizzarono i lavoratori stranieri presenti: dalla clandestinità emersero circa 220mila immigrati, quasi tutti africani.
Prossimi appuntamenti:
- iniziativa “Mediterraneo Antirazzista” il 5 e 6 giugno a Scampia;
- manifestazione del 20 giugno a Napoli “Inventare l’avvenire”.
- Perfino il sito dei Carabinieri riporta tale indicazione: Parco umido La Piana ↩︎
- CPR d’Italia: istituzioni totali. Il report del Tavolo Asilo e Immigrazione sui Centri di Permanenza per i Rimpatri, Avv. Arturo Raffaele Covella – Melting Pot Europa ↩︎
- Quarto ed ultimo filone di indagine sul Cpr di Palazzo San Gervasio (Pz) riguarda la collusione tra avvocati e giudici ↩︎
- M. L. Matsuda, Looking to the bottom: critical legal studies and reparations ↩︎