Un segnale di dignità per gli immigrati nel Parlamento turco

Pressenza - Thursday, April 2, 2026

Questa mattina, scorrendo i social, mi sono imbattuta in un intervento che mi ha profondamente colpita. Un parlamentare curdo, di origini miste turche e curde, ha parlato in modo chiaro e dignitoso degli immigrati nel Parlamento turco. Per motivi personali, ho sentito un’affinità particolare: anche le mie figlie sono di origini miste, metà turche e metà curde, e sapere che anche sua madre è di origine di Urfa ha reso il messaggio ancora più vicino a me.

Durante il suo intervento, il parlamentare ha denunciato la tragedia recente in cui 19 persone sono morte e una trentina sono rimaste ferite mentre cercavano di lasciare la Turchia per raggiungere l’Europa. Ha definito il Mediterraneo “un vero e proprio cimitero” e ha sottolineato che le persone provenienti dall’Iran non dovrebbero essere rimpatriate nel loro Paese, dove rischiano la pena di morte.

Questo intervento assume ancora più valore se si considera il contesto politico: negli ultimi anni, la Turchia ha esercitato una forte pressione sull’Europa, chiedendo pagamenti per trattenere gli immigrati sul suo territorio e minacciando, di fatto, di “aprire le porte” verso l’Europa come ricatto politico. In questo clima di strumentalizzazione internazionale, ascoltare finalmente un parlamentare che parla con dignità delle persone in movimento è un segnale importante.

È la prima volta che sento un rappresentante del Parlamento turco difendere gli immigrati con questa dignità. Spesso, in Turchia, le forze di destra, sia kemaliste sia ultra-nazionaliste, si oppongono agli immigrati o li trattano come strumenti di propaganda. Questo intervento, invece, dimostra che c’è chi si preoccupa delle persone con rispetto e umanità.

Voglio esprimere il mio sincero ringraziamento a Sezai Temelli, parlamentare curdo-turco, per aver portato questo tema così delicato al centro del dibattito pubblico. Un gesto che onora chi, come me, si occupa di immigrazione da anni e che dà speranza che le cose possano davvero cambiare.

Nurgül ÇOKGEZİCİ

Unione Donne Italiane e Kurde (UDIK)