Un segnale di dignità per gli immigrati nel Parlamento turco
Questa mattina, scorrendo i social, mi sono imbattuta in un intervento che mi ha
profondamente colpita. Un parlamentare curdo, di origini miste turche e curde,
ha parlato in modo chiaro e dignitoso degli immigrati nel Parlamento turco. Per
motivi personali, ho sentito un’affinità particolare: anche le mie figlie sono
di origini miste, metà turche e metà curde, e sapere che anche sua madre è di
origine di Urfa ha reso il messaggio ancora più vicino a me.
Durante il suo intervento, il parlamentare ha denunciato la tragedia recente in
cui 19 persone sono morte e una trentina sono rimaste ferite mentre cercavano di
lasciare la Turchia per raggiungere l’Europa. Ha definito il Mediterraneo “un
vero e proprio cimitero” e ha sottolineato che le persone provenienti dall’Iran
non dovrebbero essere rimpatriate nel loro Paese, dove rischiano la pena di
morte.
Questo intervento assume ancora più valore se si considera il contesto politico:
negli ultimi anni, la Turchia ha esercitato una forte pressione sull’Europa,
chiedendo pagamenti per trattenere gli immigrati sul suo territorio e
minacciando, di fatto, di “aprire le porte” verso l’Europa come ricatto
politico. In questo clima di strumentalizzazione internazionale, ascoltare
finalmente un parlamentare che parla con dignità delle persone in movimento è un
segnale importante.
È la prima volta che sento un rappresentante del Parlamento turco difendere gli
immigrati con questa dignità. Spesso, in Turchia, le forze di destra, sia
kemaliste sia ultra-nazionaliste, si oppongono agli immigrati o li trattano come
strumenti di propaganda. Questo intervento, invece, dimostra che c’è chi si
preoccupa delle persone con rispetto e umanità.
Voglio esprimere il mio sincero ringraziamento a Sezai Temelli, parlamentare
curdo-turco, per aver portato questo tema così delicato al centro del dibattito
pubblico. Un gesto che onora chi, come me, si occupa di immigrazione da anni e
che dà speranza che le cose possano davvero cambiare.
Nurgül ÇOKGEZİCİ
Unione Donne Italiane e Kurde (UDIK)