
Vietato schedare gli addetti con l’uso di un algoritmo
Lavoratrici e Lavoratori Aci Informatica - Thursday, April 2, 2026(fonte) – Sole24ore – 30 marzo 2026
Il Garante della Protezione dei dati personali ha chiarito in un provvedimento che è vietato per le aziende “schedare” i lavoratori e raccogliere dati su patologie, attività sindacali, vita personale e dei familiari, senza alcun legame con la valutazione della professionalità dei dipendenti.
Il provvedimento trae origine da un’attività ispettiva avviata d’ufficio nei confronti di Amazon Italia Logistica Srl, nello stabilimento di Passo Corese (Rieti), in seguito alla pubblicazione di notizie riguardanti il trattamento dei dati personali dei lavoratori presso alcuni magazzini della società. Dalle verifiche, relative all’uso di strumenti digitali e sistemi di videosorveglianza, è emerso che la società usava una piattaforma informatica collegata al sistema di rilevazione delle presenze, che utilizzava l’algoritmo Bradford Factor, che genera alert per i responsabili in caso di assenze brevi e frequenti. A queste assenze facevano seguito dei colloqui registrati in piattaforma. Tali annotazioni contenevano una grande quantità di informazioni personali non pertinenti all’attività lavorativa, tra cui dati relativi a condizioni di salute dei lavoratori, informazioni sulla partecipazione a scioperi o ad attività sindacali, elementi riguardanti la vita privata e familiare. Secondo il Garante, la raccolta sistematica di questi dati eccede manifestamente i limiti posti dall’articolo 113 del Codice della privacy (che rinvia all’articolo 8 dello Statuto dei lavoratori), il quale vieta al datore di lavoro di raccogliere e trattare informazioni non rilevanti per valutare l’attitudine professionale del dipendente.
I dati, inoltre, erano conservati per tutta la durata del rapporto di lavoro e fino a dieci anni dopo la cessazione, ed erano accessibili a una pluralità di soggetti interni all’organizzazione, con livelli di accesso molto ampi.
L’Autorità ha rilevato irregolarità nei sistemi di controllo utilizzati. In particolare, quattro telecamere posizionate vicino agli accessi ai bagni e alle aree ristoro permettevano di identificare i lavoratori che vi accedevano, circostanza incompatibile con le garanzie previste per la tutela della dignità dei lavoratori.
Considerata la gravità delle violazioni e il numero elevato di lavoratori coinvolti, il Garante ha disposto con urgenza:
- la limitazione definitiva del trattamento dei dati contenuti nelle annotazioni presenti nei campi liberi della piattaforma usata per gestire i colloqui con i dipendenti;
- l’obbligo per la società di verificare entro sette giorni la liceità delle annotazioni in tutti gli stabilimenti in cui la piattaforma è usata;
- la limitazione definitiva del trattamento effettuato tramite le quattro telecamere collocate in prossimità degli accessi ai bagni e alle aree ristoro.
L’istruttoria prosegue e potrebbe portare a sanzioni.
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