Vietato schedare gli addetti con l’uso di un algoritmo
(fonte) – Sole24ore – 30 marzo 2026
Il Garante della Protezione dei dati personali ha chiarito in un provvedimento
che è vietato per le aziende “schedare” i lavoratori e raccogliere dati su
patologie, attività sindacali, vita personale e dei familiari, senza alcun
legame con la valutazione della professionalità dei dipendenti.
Il provvedimento trae origine da un’attività ispettiva avviata d’ufficio nei
confronti di Amazon Italia Logistica Srl, nello stabilimento di Passo Corese
(Rieti), in seguito alla pubblicazione di notizie riguardanti il trattamento dei
dati personali dei lavoratori presso alcuni magazzini della società. Dalle
verifiche, relative all’uso di strumenti digitali e sistemi di
videosorveglianza, è emerso che la società usava una piattaforma informatica
collegata al sistema di rilevazione delle presenze, che utilizzava l’algoritmo
Bradford Factor, che genera alert per i responsabili in caso di assenze brevi e
frequenti. A queste assenze facevano seguito dei colloqui registrati in
piattaforma. Tali annotazioni contenevano una grande quantità di informazioni
personali non pertinenti all’attività lavorativa, tra cui dati relativi a
condizioni di salute dei lavoratori, informazioni sulla partecipazione a
scioperi o ad attività sindacali, elementi riguardanti la vita privata e
familiare. Secondo il Garante, la raccolta sistematica di questi dati eccede
manifestamente i limiti posti dall’articolo 113 del Codice della privacy (che
rinvia all’articolo 8 dello Statuto dei lavoratori), il quale vieta al datore di
lavoro di raccogliere e trattare informazioni non rilevanti per valutare
l’attitudine professionale del dipendente.
I dati, inoltre, erano conservati per tutta la durata del rapporto di lavoro e
fino a dieci anni dopo la cessazione, ed erano accessibili a una pluralità di
soggetti interni all’organizzazione, con livelli di accesso molto ampi.
L’Autorità ha rilevato irregolarità nei sistemi di controllo utilizzati. In
particolare, quattro telecamere posizionate vicino agli accessi ai bagni e alle
aree ristoro permettevano di identificare i lavoratori che vi accedevano,
circostanza incompatibile con le garanzie previste per la tutela della dignità
dei lavoratori.
Considerata la gravità delle violazioni e il numero elevato di lavoratori
coinvolti, il Garante ha disposto con urgenza:
* la limitazione definitiva del trattamento dei dati contenuti nelle
annotazioni presenti nei campi liberi della piattaforma usata per gestire i
colloqui con i dipendenti;
* l’obbligo per la società di verificare entro sette giorni la liceità delle
annotazioni in tutti gli stabilimenti in cui la piattaforma è usata;
* la limitazione definitiva del trattamento effettuato tramite le quattro
telecamere collocate in prossimità degli accessi ai bagni e alle aree
ristoro.
L’istruttoria prosegue e potrebbe portare a sanzioni.
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