
Solo l’amore può liberare i looksmaxxer
Jacobin Italia - Monday, March 30, 2026
È possibile che abbiate già sentito parlare dei lookmaxxers, giovani uomini che si dedicano alla ricerca di trasformazioni fisiche estreme nella convinzione che l’aspetto fisico sia l’unica determinante del successo sociale e sessuale. Se tutto ciò vi è nuovo, mi dispiace riportarvi che questi uomini si iniettano steroidi e peptidi provenienti dal cosiddetto gray market, si sottopongono a operazioni chirurgiche sperimentali – incluso il colpirsi le ossa facciali con dei martelli – e sono diventati oggetto di un enorme spettacolo mediatico.
Se siete novelli osservatori della Manosfera, è possibile che abbiate meno dimestichezza con i suoi antecedenti, gli «artisti del rimorchio» del primo decennio del XXI secolo, i quali sostenevano di aver elaborato uno copione comportamentale efficace nel manipolare le donne affinché accettassero di avere rapporti sessuali. Al loro picco, vent’anni fa, gli artisti del rimorchio erano un reale fenomeno culturale: le loro guide dominavano le liste dei best-sellers, e i loro seminari online erano ampiamente seguiti da uomini desiderosi di imparare i «trucchi del mestiere». L’obiettivo dell’arte del rimorchio è quella di «fare punti” con le donne, ed essere talentuosi in questa impresa è definito «avere gioco» – terminologia antiquata [ma ancora attuale nella Manosfera, NdT] per descrivere obiettivi che sembrano quasi pittoreschi a guardarli dalla prospettiva odierna, tra i vari jestergoonerse chadfishers dell’ambiente looksmaxxing.
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La considerazione che gli artisti del rimorchio riservavano alle donne è quella di automi la cui programmazione bio-evoluzionaria possa essere sovrascritta da uomini dotati di maggiore astuzia e intelligenza. I sostenitori cercavano di mandare il cervello di una donna in corto-circuito per avere accesso al suo corpo – qualcosa di possibile per mezzo di comportamenti strategici come i complimenti apparentemente positivi ma in realtà svalutanti («negging»), disinteresse ostentato, e isolando strategicamente le donne dalle loro reti sociali.
Questo progetto profondamente misogino ha evidenziato una questione trascurata: se la tua avversione verso le donne è così marcata, perché cercare di avere relazioni sessuali con loro in primo luogo? Il piacere dell’intimità romantica o anche fisica sembravano secondari. Sin da allora, nella Manosfera, era chiaro che questo sforzo fosse in realtà indirizzato verso un obiettivo nascosto, qualcosa forse più omosociale che eterosessuale.
Vent’anni dopo, Clavicular, influencer e streamer ventenne, è velocemente esploso in popolarità, ed è arrivata una risposta alla nostra domanda. Il fine esplicito del looksmaxxer non è più quello di «fare punti”, ma di surclassare e umiliare (mog) gli altri uomini. Il termine «mogging” è stato coniato in ambienti Incel, popolati da uomini involontariamente celibi e potenzialmente vulnerabili ai toni e ai temi dell’estrema destra, per evidenziare il distinguersi del «maschio alfa” in un gruppo. Un maschio dominante è definito «Chad», e l’obiettivo ultimo del looksmaxxing tra gli uomini è quello di diventare un Chad [per quanto questo sia un risultato spesso descritto come impossibile da raggiungere per molti in relazione al proprio punto di partenza, NdT]. Questa era senza dubbio anche la motivazione principale degli artisti del rimorchio, se non fosse che a loro mancasse la terminologia adatta per definirla. Al looksmaxxer non manca il lessico per descrivere le proprie ambizioni: è qui per moggare, accrescere la propria «aura», e «ascendere». L’attenzione delle donne è principalmente utile come riflesso del suo valore nel mercato sessuale, il quale contribuisce alla sua capacità di essere dominante nei confronti degli altri uomini.
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A conti fatti, le donne sono quasi del tutto irrilevanti per il looksmaxxer se non come oggetto da scambiare per status nella gerarchia sociale maschile. In termini marxisti, diremmo che il valore di scambio delle donne è arrivato a superare il loro valore d’uso. Per Karl Marx, una delle perversioni del capitalismo è che il valore di scambio arriva a dominare e addirittura a divorare il valore d’uso: i beni sono prodotti non in quanto utili ma in quanto commercializzabili, e l’intero apparato produttivo della società si riorganizza attorno a questa inversione. Tutto il lavoro umano viene devoluto a questa astrazione mercificata, non a migliorare l’effettiva qualità della nostra vita.
Questa è una metafora raffinata per descrivere cosa sta avvenendo nell’ambito delle relazioni di genere sotto l’egida del looksmaxxing. L’affetto di una donna non ha alcun valore intrinseco per un looksmaxxer; è solo una valuta da scambiare per qualcosa di effettivo valore. Il desiderio femminile non viene ricercato in quanto tale ma esclusivamente al fine di generare potere di acquisto in un mercato in cui le uniche vere transazioni avvengono tra uomini. Tutto il lavoro che i looksmaxxers profondono nel fare in modo che le donne li desiderino è fondamentalmente al servizio di questa transazione.
Nei mercati capitalistici, la ricerca di valore di scambio spesso erode il valore d’uso. Un simile meccanismo avviene con il looksmaxxing: mentre l’obiettivo apparente è quello di aumentare il proprio valore nel mercato sessuale, influencers come Clavicular suggeriscono regolarmente ad altri uomini di ricorrere a strategie di looksmaxxing che compromettono le prestazioni sessuali, da medicine contro la caduta dei capelli con risaputi effetti collaterali legati all’impotenza a pericolose iniezioni di testosterone e steroidi o ancora l’uso di metanfetamine (avete letto bene) per ridurre l’appetito. Clavicular stesso afferma di aver perso sia la capacità che l’interesse sessuale nel suo sforzo di essere sessualmente desiderabile e, di conseguenza, dominante; arriva persino a ipotizzare che il suo corpo non sia più in grado di produrre testosterone naturalmente. Tuttavia, al netto di una dichiarata mancanza di interesse, continua a cercare conquiste sessuali. Il sesso è necessario per preservare la sua abilità di mogging, e farlo è imperativo.
I looksmaxxers hanno una lunga lista di attributi che definiscono la bellezza maschile: clavicole larghe, lineamenti della mandibola marcati, bassa percentuale di grasso corporeo, inclinazione cantale ottimale (relativa alla posizione degli occhi), prolabio corto, scarsa esposizione della palpebra superiore – l’elenco potrebbe estendersi ulteriormente. Dato che i looksmaxxers ammirano così apertamente gli uomini attraenti, in molti amano ipotizzare scherzosamente che siano omosessuali repressi. Probabilmente si tratta di un’affermazione errata. Come ha acutamente osservato un commentatore gay, se i looksmaxxers fossero gay, potrebbero sublimare la loro ossessione nella ricerca sessuale di altri uomini, un percorso che porterebbe all’intimità e alla liberazione.
Purtroppo, il loro interesse estetico per la bellezza maschile sembra essere più autosessuale che omosessuale. La loro libido deve quindi rimanere rivolta verso l’interno, in un circolo vizioso permanente, spendibile solo nella solitaria ricerca dell’auto-ottimizzazione e dell’auto-esaltazione.
Resta da vedere se il culto di sé della Manosfera determinerà una riduzione dell’aggressività sessuale, cioè se sarà a vantaggio delle donne l’essere sostanzialmente dimenticate da questo gruppo di uomini, o se le molestie aumenteranno a causa dell’aggravarsi della disumanizzazione. Non c’è dubbio che queste sottoculture, e i loro frammenti che influenzano la cultura dominante, siano una trappola per gli uomini.
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Una caratteristica distintiva del neoliberalismo è l’estensione della logica del mercato capitalista a sfere sempre più intime della vita. Nell’ultimo mezzo secolo, il neoliberismo ha efficacemente convinto le persone nelle società capitalistiche sviluppate a immaginarsi principalmente come consumatori e imprenditori del proprio «capitale umano” invece che come cittadini – un processo che ha contribuito enormemente all’atrofia sociale e alla perdita di potenziale politico. Il looksmaxxing porta questa tendenza ancora oltre, incoraggiando una parte della popolazione a considerare l’attenzione dei potenziali partner non come un’opportunità di vera compagnia, ma come una merce che può essere scambiata sul mercato per qualcosa di astratto e di maggior valore.
Il looksmaxxing è una condizione che porta al totale allontanamento dalle donne e a un’ostilità pervasiva e insormontabile tra gli stessi uomini. Non può che sfociare in un’alienazione ancora più intensa, poiché chi pratica il looksmaxxing finisce per vedere la propria vita non come qualcosa da vivere e godersi, ma come una recita da mettere in scena davanti a una giuria immaginaria. Il looksmaxxing è un vicolo cieco del solipsismo, dell’individualismo più estremo, in cui l’io viene continuamente perfezionato per uno scopo astratto il cui raggiungimento viene costantemente rimandato.
C’è solo una speranza rimasta per il looksmaxxer: innamorarsi. Se, alla ricerca di un’altra conquista sessuale per favorire la sua ascesa, il looksmaxxer eterosessuale si innamora improvvisamente di una donna in carne e ossa, allora il suo valore di scambio si trasforma nuovamente in valore d’uso per lui. Può iniziare a rapportarsi con lei come con una persona reale dotata di una propria interiorità, all’intimità come luogo di godimento e vitalità fine a sé stessa, e alla vita come a qualcosa da vivere piuttosto che da conquistare. Solo l’amore può liberare il looksmaxxer.
*Meagan Day è staff writer a JacobinMag. Ha scritto Bigger than Bernie: How We Go from the Sanders Campaign to Democratic Socialism (Verso, 2020). Questo articolo è uscito su JacobinMag, la traduzione è a cura di Mauro Giordano (Università di Amsterdam) e Giuseppe Lipari (Scuola Normale Superiore).
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