Media israeliani riportano che ENI ha comunicato al ministero dell’Energia israeliano di essere uscita dal consorzio per l’esplorazione di gas in acque palestinesi

ReCommon - Tuesday, March 24, 2026

Arrivano gradite conferme: ENI non avrà alcun ruolo nell’esplorazione ed eventuale sfruttamento del gas nel tratto di Mar Mediterraneo all’interno della zona economica esclusiva palestinese. Un articolo del quotidiano finanziario israeliano Globes mette nero su bianco la notizia che il cane a sei zampe è uscito dal consorzio composto anche da Dana Petroleum (società anglo-coreana) e Ratio Energies (società israeliana) nell’ottobre del 2025. La notizia è stata confermata anche in data odierna all’agenzia di stampa Staffetta Quotidiana con questa dichiarazione da parte della società petrolifera: “ENI conferma il suo ritiro dal consorzio aggiudicatario del Blocco G deciso nel quadro della razionalizzazione e diversificazione strategica delle proprie attività upstream e prende atto della decisione degli altri membri del consorzio di completare il processo di aggiudicazione”.

Nella nota che Ratio Energies ha inviato il 20 marzo 2026 alla Borsa di Tel Aviv si legge che “nell’ottobre 2025 ENI, che avrebbe dovuto fungere da operatore per le licenze, ha notificato al commissario per il petrolio del ministero dell’Energia e delle Infrastrutture e agli altri membri del consorzio la sua decisione di ritirarsi dal consorzio”.

Il ritardo nella comunicazione sarebbe dettato dalla volontà di Ratio di raggiungere prima un accordo con Dana Petroleum affinché quest’ultima funga da operatore del giacimento di gas, qualora ne venisse scoperto uno. L’accordo sulla ripartizione delle quote nella partnership tra Ratio e Dana rischia di richiedere tempo, poiché l’attenzione della dirigenza della Korea National Oil Corporation è attualmente concentrata sulla chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale viene trasportata la maggior parte delle forniture petrolifere della Corea. Ratio sta anche valutando l’importo del risarcimento che ENI dovrà pagare a seguito del suo ritiro dal consorzio aggiudicatario delle licenze.

ENI ha diffidato ReCommon in merito alle dichiarazioni rese dalla nostra campaigner Eva Pastorelli alla trasmissione Report e all’articolo che ha fatto seguito all’andata in onda del programma in cui di fatto prendevamo atto con soddisfazione della rinuncia da parte del Cane a sei zampe a svolgere attività nell’area. Ora la comunicazione ufficiale di Ratio Energies agli investitori sembra mettere una parola definitiva sulla questione e dare ragione al nostro convincimento che ENI ci avesse fatto un bel regalo di Natale, uscendo dal contestato progetto di esplorazione delle acque palestinesi.