Genocidio nella Striscia di Gaza: giorno 878. Continua la guerra israeliana a bassa intensità, in violazione del cessate il fuoco

InfoPal - Monday, March 2, 2026

Gaza – InfoPal. La situazione nella Striscia di Gaza continua ad essere devastante, tra bombardamenti israeliani in un cessate il fuoco continuamente violato da parte del regime di Tel Aviv, i crolli delle poche strutture ancora in piedi, il maltempo e il freddo. Nel frattempo, con il Board of Peace, il processo di colonizzazione israelo-statunitense della Striscia prosegue impunemente.

Domenica sera, due palestinesi sono stati uccisi e diversi altri feriti a seguito del bombardamento, da parte dell’artiglieria israeliana, delle aree nel nord della Striscia di Gaza, segnando il 141° giorno consecutivo di violazioni del cessate il fuoco.

Fonti mediche hanno confermato che due persone sono state uccise e altre ferite a seguito di un attacco di artiglieria contro l’area di Al-Jarn, nella città di Jabalia, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza.

Le violazioni israeliane del fragile cessate il fuoco, entrato in vigore l’11 ottobre 2025, sono continuate, con le autorità israeliane che hanno anche annunciato la chiusura di tutti i valichi di frontiera verso Gaza, incluso quello di Rafah.

Sabato, le forze israeliane hanno effettuato attacchi in diverse aree della Striscia.

Veicoli militari israeliani hanno aperto il fuoco pesantemente contro i quartieri nord-orientali del campo profughi di Al-Bureij, nella Striscia centrale. Sono stati segnalati bombardamenti di artiglieria anche nelle aree nord-occidentali della Striscia.

Nel sud, l’artiglieria israeliana ha preso di mira i quartieri orientali di Khan Yunis.

Dall’entrata in vigore dell’accordo, circa 618 palestinesi sono stati uccisi e 1.663 feriti a causa delle continue violazioni israeliane, tra cui bombardamenti e sparatorie.

(Fonti: Quds Press, Quds News, PressTv, PIC, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).

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