Dichiarazione dell’8 marzo dell’Assemblea delle donne del Partito DEM

Retekurdistan.it - Sunday, February 22, 2026

L’Assemblea delle Donne del Partito DEM ha annunciato la sua dichiarazione per l’8 marzo, giornata internazionale della donna, in una conferenza stampa tenutasi presso la sede del partito l

La versione turca della dichiarazione è stata letta dalla portavoce dell’assemblea delle donne, Halide Türkoğlu, mentre la versione curda è stata letta dalla parlamentare Sümeyye Boz. La dichiarazione fa riferimento alle radici storiche dell’8 marzo e sottolinea che la lotta delle donne per l’uguaglianza e la libertà continua ancora oggi.

Il testo invita alla resistenza contro la guerra, la povertà, lo sfruttamento e le politiche misogine, e trasmette il messaggio: “Con la nostra rivolta tessiamo la resistenza e con la resistenza tessiamo una vita libera e paritaria”. La dichiarazione richiama l’attenzione sugli attacchi contro le donne in tutto il mondo, in particolare in Medio Oriente. Fa riferimento agli attacchi di Israele contro la Palestina, alle lotte delle donne in Afghanistan e Iran, nonché agli sviluppi in Siria e Rojava. La dichiarazione esprime sostegno alla rivoluzione delle donne in Rojava e sottolineava che la solidarietà femminile è una lotta che trascende i confini.

Agenda della Turchia: Violenza, povertà e amministratori fiduciari

La dichiarazione critica l’aumento dei femminicidi, la politica di impunità e la crescente femminilizzazione della povertà in Turchia a causa della crisi economica. In risposta alla designazione del 2025 come “Anno della Famiglia”, la dichiarazione sottolinea che non ci sarebbe stato alcun passo indietro rispetto alla Convenzione di Istanbul. La dichiarazione critica anche la nomina di amministratori fiduciari che prendevano di mira il sistema della co-presidenza e le politiche rivolte alle giovani donne. Richiama l’attenzione sui casi di femminicidio e sparizioni forzate e chiede l’assunzione di responsabilità.

Pace e soluzione democratica

La dichiarazione faceva riferimento all’appello “Pace e società democratica” lanciato da Abdullah Öcalan il 27 febbraio, descrivendolo come un passo importante verso la fine della violenza e il raggiungimento di una soluzione democratica. Sottolinea il ruolo delle donne nella costruzione della pace. La dichiarazione afferma: “Per la costruzione della pace, la libertà fisica del signor Öcalan e la sua capacità di lavorare in condizioni che gli consentano di svolgere il suo ruolo sono la garanzia di una soluzione democratica alla questione curda.

Questo 8 marzo ci uniremo per la pace e la speranza”. La dichiarazione ha anche chiesto solidarietà contro le politiche d’odio contro le persone LGBTI+ e ha posto particolare enfasi sulle lotte delle donne con disabilità e delle lavoratrici. Ha affermato che gli scioperi delle donne saranno sostenuti e che le donne scenderanno in piazza l’8 marzo.

L’assemblea delle donne ha affermato che la soluzione risiede nella tenace resistenza delle donne e ha aggiunto:

* “Per un Paese in cui il prezzo per avere il pane non è la morte, ma una vita dignitosa,

* dove il nostro diritto alla vita non ci venga negato dall’odio e dove siamo reciprocamente garanti attraverso le nostre differenze,

* dove, invece di un ordine giudiziario che assolve i colpevoli, anche solo contemplare l’uccisione di donne è considerata una vergogna per l’umanità,

* dove il risultato della difesa della libertà non è la prigione, ma la possibilità di guardare liberamente il cielo,

* e per una repubblica democratica, un Paese di donne, saremo in piazza l’8 marzo”.

La dichiarazione si è conclusa con gli slogan “Donne, Vita, Libertà” (Jin, Jiyan, Azadî) e “Lunga vita alla solidarietà femminile”

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