I gruppi umanitari avviano il ritiro da Gaza dopo le nuove restrizioni israeliane

InfoPal - Friday, February 20, 2026

Gaza –MEMO. Diverse organizzazioni umanitarie internazionali, tra cui importanti enti di beneficenza britannici, hanno iniziato a prendere misure per ridurre gradualmente le loro operazioni nella Striscia di Gaza in vista della scadenza fissata dalle autorità israeliane per il 1° marzo 2026.

La mossa segue una serie di misure introdotte da Israele all’inizio dell’anno. Secondo fonti umanitarie, 37 organizzazioni internazionali operanti a Gaza e in Cisgiordania sono state informate che la loro registrazione era scaduta, comprese filiali di gruppi britannici ed europei.

Le agenzie umanitarie affermano che i nuovi requisiti includono la richiesta di presentare elenchi dettagliati dei membri del personale palestinese e dati completi sui finanziamenti. Le organizzazioni sostengono che tali richieste violano i principi umanitari, compromettono la sicurezza del personale e infrangono gli standard di protezione dei dati.

Secondo quanto riportato, alle organizzazioni non governative sarebbe stato concesso un periodo di preavviso di 60 giorni, a partire da gennaio, per ritirare il personale internazionale e cessare le operazioni sul campo qualora non si conformassero alle nuove condizioni.

Esperti umanitari hanno avvertito che la partenza di organizzazioni come Action Against Hunger, e dei partner britannici di Oxfam e Save the Children, potrebbe avere conseguenze gravi.

Affermano che le catene di approvvigionamento per pacchi alimentari, kit igienici e distribuzione di acqua – da cui dipendono migliaia di famiglie – rischiano il collasso. Anche i programmi medici che affrontano la malnutrizione acuta, in particolare tra bambini e donne in gravidanza, potrebbero essere interrotti.

Vi sono inoltre preoccupazioni per la perdita del monitoraggio internazionale sul terreno, poiché le organizzazioni spesso fungono da osservatori indipendenti che documentano le condizioni umanitarie e le violazioni.