Lo spettacolo carcerario di Ben-Gvir mostra la deriva del governo verso una brutalità senza legge

Assopace Palestina - Tuesday, February 17, 2026

Editoriale di Haaretz

Haaretz, 16 febbraio 2026.  

La messa in scena di prigionieri palestinesi in catene glorifica la violenza e mina le norme giuridiche, mettendo a nudo un governo disposto a barattare l’umanità con il teatro politico.

Screenshot dal video pubblicato dal ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir.

Lo scorso fine settimana, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha presentato in modo palese il volto orribile che caratterizza questo governo. Accompagnato da alcuni genitori in lutto, Ben-Gvir ha visitato una struttura carceraria dove sono detenuti prigionieri di sicurezza, tra cui i terroristi di Hamas Nukhba.

Il Servizio Penitenziario Israeliano, i cui comandanti competono per vedere chi riesce a ingraziarsi maggiormente Ben-Gvir maltrattando i prigionieri palestinesi, ha organizzato una presentazione per il ministro. Al termine della visita, Ben-Gvir ha pubblicato un video sul suo account X che mostrava la sua visita, vantandosi e glorificando lo spettacolo spregevole e miserabile che aveva messo in scena.

Se in passato Israele era orgoglioso delle condizioni umane in cui deteneva i terroristi palestinesi, ora il governo è orgoglioso di pubblicare video “snuff” [pettacoli che mostrano senza ritegno uccisioni e torture, NdT] sotto la direzione del ministro del male.

“È prima del Ramadan e stiamo assistendo alle attività di routine del servizio penitenziario”, ha detto il ministro-narratore alla telecamera, “di fronte a terroristi assassini, spregevoli e maledetti. Quello che abbiamo fatto qui è storico… ma ora abbiamo bisogno di qualcos’altro: morte ai terroristi”.

Mentre punta il dito contro i prigionieri incatenati che sono stati gettati ai suoi piedi dalle guardie carcerarie, continua con entusiasmo: “Devono essere giustiziati, impiccati, con un’iniezione, sulla sedia elettrica; l’importante è giustiziarli”.

Non sappiamo chi siano i prigionieri gettati ai piedi di Ben-Gvir. Si può presumere che nessuno di loro abbia subito un procedimento legale dopo più di due anni. Nessuno ha ricevuto nemmeno una singola visita dai rappresentanti della Croce Rossa, come richiesto dal diritto internazionale. Tra loro ci sono prigionieri le cui famiglie nella Striscia di Gaza non hanno idea di cosa sia loro successo e se siano ancora vivi.

I prigionieri sono detenuti in condizioni difficili, tra cui la fame e la routine obbligatoria di trascorrere la maggior parte della giornata in catene. A novembre, un rapporto pubblicato dall’organizzazione no profit Physicians for Human Rights ha rivelato che dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza sono morti 94 prigionieri nelle carceri israeliane.

In una performance particolarmente ridicola e assurda, le forze del servizio penitenziario hanno “fatto irruzione” nel cortile della prigione con il volto mascherato, armate e corazzate dalla testa ai piedi, lanciando granate stordenti nel cortile senza alcun motivo, se non quello di ingraziarsi Ben-Gvir. Poi sono entrate nelle celle e hanno trascinato fuori un prigioniero dopo l’altro, con mani e piedi ammanettati, gli occhi bendati, e li hanno gettati a terra come oggetti. Era chiaro che Ben-Gvir si stava godendo lo spettacolo e ha elogiato le guardie e i loro comandanti.

Tra i prigionieri ci sono brutali terroristi che hanno partecipato al massacro del 7 ottobre, un massacro che il governo vuole descrivere come “eventi”. Le loro mani sono macchiate del sangue di israeliani innocenti e devono essere puniti con tutta la forza della legge. Ma c’è una distanza enorme tra una procedura legale e corretta di punizione e lo spettacolo messo in scena in onore di Ben-Gvir. Una società viene giudicata in base a come mantiene questa distanza.

https://www.haaretz.com/opinion/editorial/2026-02-16/ty-article-opinion/ben-gvirs-prison-spectacle-shows-the-governments-descent-into-lawless-brutality/0000019c -6314-de36-a19f-ef9f32330000

Traduzione a cura di AssopacePalestina

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