
Le autorità israeliane ordinano la demolizione di 14 abitazioni nel quartiere di al-Bustan, a Silwan
InfoPal - Tuesday, February 3, 2026
Gerusalemme/al-Quds. Domenica, le autorità israeliane hanno emesso ordini di demolizione per 14 abitazioni nel quartiere di al-Bustan, a Silwan, con la giustificazione della “costruzione senza licenza”, nell’ambito di una politica sistematica volta a colpire la presenza palestinese a Gerusalemme
Il Governatorato di Gerusalemme ha dichiarato che le abitazioni ospitano famiglie palestinesi e che l’ordine è parte di un piano israeliano più ampio per trasformare l’area in cosiddetti “giardini biblici”.
Le autorità hanno avvertito che si tratta di una grave violazione dei diritti all’abitazione e alla proprietà, che minaccia il futuro di circa 120 residenti gerosolimitani, mentre le politiche di espansione israeliane continuano a invadere case e terreni di lunga data.
Gli ultimi ordini di demolizione fanno seguito a una serie di misure in aumento. Nel gennaio 2026, il municipio israeliano ha notificato ai residenti l’intenzione di confiscare ampie porzioni di terreno ad al-Bustan, tra cui 5,7 dunum il 1° gennaio e altri 1,1 dunum il 18 gennaio, con il pretesto di costruire giardini e parcheggi, su terreni definiti “vuoti” dalle autorità israeliane.
Queste parcelle confiscate includono proprietà dove le abitazioni sono state demolite nel 2025, riflettendo l’uso da parte di Israele della cosiddetta politica dei “terreni vacanti” come facciata legale per giustificare l’accaparramento di terre e stabilire realtà permanenti di coloni.
Il Governatorato di Gerusalemme ha sottolineato che prendere di mira di al-Bustan “rientra nel più ampio piano di giudaizzazione di Gerusalemme, volto ad alterare l’equilibrio demografico della città a favore dei coloni e a consolidare il controllo sulle aree intorno alla Moschea di Al-Aqsa”.
Ha ribadito che Silwan è la cintura protettiva meridionale della Moschea di Al-Aqsa e il suo guardiano storico, e che qualsiasi attacco al quartiere mina direttamente lo status quo storico e legale nella città santa.
Oggi, circa 1.500 residenti palestinesi vivono in circa 120 abitazioni ad al-Bustan, affrontando una campagna sistematica che include minacce di demolizione.
Circa l’80% delle abitazioni del quartiere è sotto minaccia di demolizione ai sensi della “Legge Kaminitz”, comprese case i cui proprietari avevano già pagato multe prima del 2017. Nonostante ciò, le autorità israeliane continuano a emettere nuovi avvisi di demolizione.
Dal 7 ottobre 2023, al-Bustan ha assistito a un’escalation senza precedenti, che include il divieto di preghiere in una tenda di protesta locale (successivamente distrutta), un blackout mediatico, restrizioni alle ONG locali e la demolizione di oltre 35 abitazioni. Le molestie quotidiane includono chiusure stradali, posti di blocco militari, arresti arbitrari, multe municipali esorbitanti e persino la partecipazione dei coloni alla sorveglianza e alla presentazione di richieste di demolizione, creando un’atmosfera di costante intimidazione.