Il rigassificatore non va a Vado ma resta a Piombino

ReCommon - Friday, January 23, 2026

Ha cambiato nome, da Golar Tundra a Italis LNG, ma non destinazione. È il “famigerato” rigassificatore di Piombino, approdato nel porto toscano nel marzo del 2023 e che in teoria a luglio dovrebbe togliere gli ormeggi, per rimanere però in Italia. A lungo si è pensato che la sua seconda destinazione fosse lo specchio di mare davanti a Savona e Vado Ligure. Una fortissima opposizione di tutte le comunità dell’area e per una volta anche delle istituzioni locali, unita al cambio di linea dei vertici della Regione – con l’uscita di scena del governatore Giovanni Toti, grande fautore dell’operazione – ha fatto saltare il banco.

ReCommon ha sostenuto con decisione le istanze dei comitati attivi contro il rigassificatore, organizzando scambi e incontri pubblici a cui hanno partecipato anche esponenti di gruppi texani, ovvero gli impattati dell’estrazione e del trasporto del GNL destinato all’ Italia, e in particolare al terminal di Piombino. Sempre insieme ai gruppi locali, ReCommon ha presentato le osservazioni formali alla proposta di spostamento della nave FSRU mossa da Snam presso il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

È notizia degli ultimi giorni che proprio Snam, il più grande operatore del sistema di trasporto del gas in Europa e che ha in capo il rigassificatore, ha presentato richiesta di proroga per la permanenza della FSRU Italis LNG nel porto di Piombino, con nutrito corollario di reazioni negative.

Un punto è certo: Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, commissario straordinario per il rigassificatore nominato nel giugno 2022 dall’allora premier Mario Draghi, ha detto no alla proroga. Non sarà lui a firmarla: “Finché sono io il commissario onestamente non mi sento di mandare avanti nessun’altra proposta: il governo mi revocherà e a quel punto nominerà un commissario per fare la proroga di permanenza della nave, ma con me non lo fa“, la dura presa di posizione del governatore. La contrarietà di Giani si basa su ragioni politiche e industriali. Il rigassificatore, inizialmente temporaneo per l’emergenza 2022, oggi interferisce con il progetto di rilancio siderurgico di Piombino, occupando una banchina strategica. La fornitura di gas all’acciaieria può comunque essere garantita dallo Stato fino al 2027, rendendo la permanenza della FSRU superflua, secondo il presidente.

Ma anche a Piombino c’è forte agitazione da parte della cittadinanza e delle istituzioni. Il sindaco Francesco Ferrari, esponente di Fratelli d’Italia, nel 2022 per respingerlo era ricorso al Tar. E oggi ribadisce la sua contrarietà.

Per noi di ReCommon, la FSRU Italis LNG è un’infrastruttura che non dovrebbe stare né a Piombino, né a Vado Ligure, né altrove. Vincolare le famiglie e le imprese italiane a una nuova dipendenza, quella dal GNL e in particolare dal GNL statunitense, non ci aiuta ad affrontare la crisi climatica e tanto meno la questione energetica.
 Come evidenzia l’ultima analisi di Ieefa, l’Unione Europea rischia infatti di sostituire la dipendenza dal gas russo con una nuova concentrazione delle importazioni sul GNL Usa, che potrebbe arrivare a coprire fino al 75-80% del GNL importato e circa il 40% del gas totale, aumentando la vulnerabilità geopolitica, i costi per i consumatori e il rischio di vincoli con contratti di lungo periodo, incompatibili con la transizione energetica