Il sindaco del rigassificatore parla di cambiamenti climatici a Ravenna

Pressenza - Wednesday, January 21, 2026

Ci sarebbe da ridere se non fosse puro imbarazzo, leggendo che l’ex sindaco di Ravenna, balzato durante il proprio mandato alla poltrona di presidente di Regione, torna a Ravenna per parlare di cambiamenti climatici. Ravenna, città plurimedagliata d’Italia per smog, fragilità idraulica e cementificazione di suolo, consumato voracemente anche durante i suoi 10 anni di sindaco.

Grazie alla Giunta de Pascale, in un territorio che vanta il primato per le industrie a rischio di incidente rilevante, è stato dato il via libera ad una delle opere più impattanti mai realizzate: il rigassificatore offshore a ciclo aperto. Insieme alle centinaia di chilometri di infrastrutture dedicate, esso leghera’ mani e piedi per decenni l’Italia all’uso di combustibili fossili, tra i maggiori climalteranti del pianeta. Senza considerare che la scelta discende dalla forzatura degli equilibri politici internazionali, con la conseguente corsa al riarmo e alle guerre: quanto di più folle ed insostenibile dal punto di vista ambientale – oltre che umano – possa essere immaginato.

Ma restiamo ai casi che abbiamo seguito da vicino: grazie a de Pascale si è avviato, con i fondi PNRR presi in prestito dall’Europa, il cosiddetto “Parco Marittimo”, per realizzare il quale sono state sepolte e riciclate tonnellate di rifiuti, abbattute centinaia e centinaia di alberi, manomesse dune e habitat proprio nei contesti più vulnerabili, quelli posti a protezione del fragile territorio costiero. Un’opera distruttiva, realizzata usando anche legno esotico proveniente dai disboscamenti della foresta Amazzonica (il massaranduba per il piano di calpestio delle passerelle) fortemente voluta dalla Giunta, che sta sfigurando Lido di Savio, privandolo del suo bellissimo viale principale alberato, in grado di fornire alla località servizi ecosistemici per 200 mila euro l’anno. Carte “false” pur di abbattere ad ogni costo, tant’è che gli abbattimenti, privi dell’adeguata ordinanza esecutiva, sono stati nuovamente fermati dal TAR.

Alberi cinquantennali sanissimi sottoposti a valutazioni quantomeno discutibili, il cui autore, l’agronomo Morelli, è stato difeso pubblicamente a spada tratta – forse inconsapevolmente, proprio per il caso in questione – dall’ospite della serata che vedrà protagonista de Pascale, il meteorologo Randi. Un’intolleranza dichiarata, quella verso i pini, che ha fatto scuola e che sta cambiando per sempre, dopo centinaia di anni, il volto amato dei nostri luoghi. Ma in tutta questa farsa, è sempre la natura, offesa, piegata e derisa, a presentare implacabile l’amaro conto.

 

Il gruppo di cittadini “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna”

Redazione Romagna