
Fai qualcosa di concreto per la Palestina
Assopace Palestina - Wednesday, December 31, 2025Newsletter di BDS Italia,
, 30 dicembre 2025.

Dal 2022 Carrefour beneficia della colonizzazione di insediamento della Palestina e del sistema di apartheid imposto da Israele
Facendo accordi con società coinvolte (Electra Consumers Products e la sua filiale Yenot Bitan), Carrefour trae profitto dall’occupazione israeliana e viola il diritto internazionale. Le filiali israeliane di Carrefour forniscono pacchi dono ai soldati israeliani che stanno attuando il genocidio a Gaza, mentre fame e sete sono usate come armi contro i palestinesi.
Ha inoltre all’attivo partnership con aziende israeliane che operano nell’ambito di analisi dati, intelligenza artificiale e cybersecurity, ritenute fondamentali per il controllo della popolazione palestinese.
Sostenere l’economia degli insediamenti rafforza strutture che impediscono la fine dell’occupazione e contribuisce a perpetuare la privazione dei diritti fondamentali dei palestinesi. L’occupazione ha conseguenze devastanti sulla mobilità, sull’accesso alle risorse e sulla libertà economica della popolazione palestinese.
Carrefour ha cessato le operazioni in diversi paesi mediorientali a causa del clima commerciale e delle pressioni di boicottaggio. E ora si prepara a lasciare anche l’Italia dopo la vendita di Carrefour Italia alla società NewPrinces Group.
Viste le gravi complicità del marchio, chiediamo al nuovo acquirente di rescindere al più presto ogni legame con Carrefour senza attendere i tre anni ipotizzati per la sostituzione delle insegne, in quanto queste complicità ci risultano essere in netto contrasto con il codice etico di NewPrinces Group.
CARREFOUR: DALLA COMPLICITÀ ALL’AUTODISTRUZIONE.
TRE ANNI DI CAMPAGNA.
Insieme, in questi anni, abbiamo costruito una campagna di boicottagg che è stata molto più di un appello al consumo critico.
È stato uno spazio di incontro, di organizzazione e di presa di parola collettiva alla quale hanno contribuito Ultima Generazione, Potere al Popolo!, Non Una Di Meno, Global Movement to Gaza, compagni e compagne dei sindacati di base e di altre realtà come Torino per Gaza, Bologna per la Palestina, il Vittoria a Milano, Ostiantifascita a Roma, Giovani Palestinesi a Bologna e tanti altri cittadini che si sono uniti alle nostre azioni. Abbiamo attraversato territori, intrecciato relazioni, portato il tema della complicità economica con il sistema di apartheid israeliano fuori dalle nicchie militanti e dentro il dibattito pubblico.
Abbiamo informato, discusso, coinvolto nuove persone, rafforzato le reti esistenti e contribuito a rendere visibile una responsabilità spesso nascosta o normalizzata.
Abbiamo praticato una forma di lotta dal basso, determinata e costante, che mette al centro la solidarietà con il popolo palestinese e il rifiuto di ogni complicità con colonialismo, occupazione e genocidio.
Una lotta che si inserisce nel percorso più ampio del movimento BDS, fatto di pressione, consapevolezza e azione collettiva. Carrefour lascia l’Italia, ma la campagna BDS è globale e la denuncia continua.
Continuiamo a boicottare, a organizzarci, a costruire alleanze e a lottare finché giustizia, libertà e autodeterminazione non saranno una realtà per la Palestina.
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