Riconoscimento della Palestina: cosa significa realmente la mossa di Regno Unito, Canada e Australia

Assopace Palestina - Wednesday, September 24, 2025

di Ramzy Baroud

The Palestine Chronicle, 21 settembre 2025.  

Il riconoscimento occidentale della Palestina segna un cambiamento formale, frutto della determinazione palestinese e della solidarietà globale, ma il suo significato rimane controverso.

Un numero crescente di paesi ha riconosciuto ufficialmente la Palestina. (Design: Palestine Chronicle)

Domenica scorsa, il Regno Unito, il Canada e l’Australia hanno riconosciuto lo stato di Palestina, un passo che molti percepiscono come un’inversione di tendenza rispetto a un’ingiustizia storica durata decenni. Si prevede che altri paesi seguiranno l’esempio, tra cui Francia e Portogallo.

Queste decisioni possono essere interpretate in molti modi, soprattutto se si esamina la reazione ufficiale di Israele. “Le richieste di uno stato palestinese minacciano la nostra esistenza e costituiscono una ricompensa illogica per il terrorismo”, ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Tra i sostenitori della Palestina, tuttavia, questi riconoscimenti sono interpretati in modi diversi. Alcuni ritengono che questi passi siano troppo pochi e troppo tardivi, suggerendo che i riconoscimenti simbolici hanno lo scopo di distrarre dall’assoluto fallimento dei tradizionali sostenitori di Israele nel fermare il genocidio a Gaza o nel denunciare i leader israeliani come responsabili dello sterminio del popolo palestinese.

Questa affermazione è supportata dai fatti. Ad esempio, l’insistenza dei leader di questi governi sul fatto che Israele abbia il “diritto di difendersi”, biasimando i palestinesi per la resistenza e imponendo condizioni alla loro accettazione della soluzione dei due stati.

Altri, in particolare coloro che sostengono la soluzione a uno stato, sostengono che la soluzione a due stati non è possibile fin dall’inizio e che darle vita non farebbe altro che dare a Israele il tempo necessario per completare lo sterminio di Gaza e l’annessione della Cisgiordania.

Un terzo gruppo è incline a vedere il lato positivo, sostenendo che tali riconoscimenti sono comunque fondamentali, poiché rappresentano un riconoscimento del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e una sconfitta del tentativo di Israele di emarginare la Palestina e i palestinesi dall’agenda globale.

Tutte queste affermazioni hanno una loro legittimità e devono essere riconosciute come analisi corrette e preoccupazioni valide.

Ecco alcuni punti che devono essere presi in considerazione mentre riflettiamo sul significato più ampio di questi riconoscimenti:

In primo luogo, il riconoscimento di uno stato palestinese è una rottura completa con l’idea che una Palestina indipendente possa realizzarsi solo attraverso negoziati tra l’occupazione israeliana e i palestinesi occupati. Questa linea, spesso ripetuta, ha definito la politica estera occidentale in materia.

Sebbene non vi siano stati negoziati per decenni e Israele abbia ricevuto il via libera dagli Stati Uniti per annettere ciò che resta della Palestina occupata, i paesi occidentali hanno ripetuto più volte la stessa linea. Pertanto, questi riconoscimenti rappresentano un chiaro allontanamento dalle politiche estere del passato, come previste da Washington e Israele.

In secondo luogo, il riconoscimento della Palestina da parte del Regno Unito, sebbene sia arrivato dopo lunghe diatribe sulle condizioni e un linguaggio spesso umiliante, è particolarmente significativo. È stata la britannica Dichiarazione Balfour del 1917 a gettare i semi che, tre decenni dopo, hanno portato alla creazione di Israele sulle rovine della patria palestinese sottoposta a pulizia etnica. Anche questo contesto storico è particolarmente critico.

Terzo, i riconoscimenti della Palestina in corso non sono stati atti di carità da parte dei governi occidentali: sono stati il culmine di eventi iniziati il 7 ottobre, il genocidio a Gaza e la leggendaria fermezza palestinese.

Mentre molti sono impegnati a ringraziare i governi per il loro approccio apparentemente più gentile alla lotta palestinese, dimenticano che questi passi sarebbero stati praticamente impossibili se non fosse stato per il popolo palestinese stesso.

Quarto, anche in questo caso, questi riconoscimenti sarebbero comunque difficili da ottenere se non fosse per la mobilitazione popolare nei paesi occidentali che ha portato e amplificato la voce dei palestinesi a Gaza e oltre.

Si noti come il primo riconoscimento della Palestina da parte di Spagna, Norvegia, Irlanda e Slovenia nel maggio 2024 sia avvenuto in società in cui la mobilitazione popolare e la solidarietà sono storicamente radicate. La stessa logica si applica anche a tutti i nuovi riconoscimenti. Ciò dimostra che la società civile è un attore politico in grado di apportare cambiamenti quando sono più necessari.

Cinque, occorre operare una chiara distinzione tra le richieste di mere “soluzioni” e il significato più ampio del riconoscimento. Israele ha comunque reso impossibile la soluzione dei due stati, ma ciò che conta davvero è che, dopo anni di emarginazione della causa palestinese e anni di normalizzazione araba con Israele a scapito dei palestinesi, la Palestina è ora tornata all’ordine del giorno come tema principale per la comunità internazionale.

Invece di impegnarci in conversazioni secondarie sulle soluzioni e simili, è nostro dovere utilizzare questi movimenti per rendere i governi ancora più responsabili nei confronti del diritto internazionale e dei desideri collettivi dei loro popoli, in modo che possano imporre sanzioni e persino interrompere le relazioni con Israele, uno stato paria che è alla ricerca incessante della distruzione del popolo palestinese in tutto o in parte: la definizione stessa di genocidio.

Il dottor Ramzy Baroud è giornalista, autore e redattore di The Palestine Chronicle. È autore di sei libri. Il suo prossimo libro, “Before the Flood”, sarà pubblicato da Seven Stories Press. Tra gli altri suoi libri figurano “Our Vision for Liberation”, “My Father was a Freedom Fighter” e “The Last Earth”. Baroud è ricercatore senior non residente presso il Center for Islam and Global Affairs (CIGA).

https://www.palestinechronicle.com/recognition-of-palestine-what-the-uk-canada-and-australias-move-really-means/? fbclid=IwY2xjawNAsfpleHRuA2FlbQIxMABicmlkETF0SDV1d2NCelFhSU1uemhUAR7bX388VSTYjYPeQV2AndSvNwCWDBFdKUoVR7MoyDtauQLpdcuIHHYEV15LZw_aem__r4uqEgs_V 4mKkmA13PXEQ

Traduzione a cura di AssopacePalestina

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