Riconoscimento della Palestina: cosa significa realmente la mossa di Regno Unito, Canada e Australia
di Ramzy Baroud,
The Palestine Chronicle, 21 settembre 2025.
Il riconoscimento occidentale della Palestina segna un cambiamento formale,
frutto della determinazione palestinese e della solidarietà globale, ma il suo
significato rimane controverso.
Un numero crescente di paesi ha riconosciuto ufficialmente la Palestina.
(Design: Palestine Chronicle)
Domenica scorsa, il Regno Unito, il Canada e l’Australia hanno riconosciuto lo
stato di Palestina, un passo che molti percepiscono come un’inversione di
tendenza rispetto a un’ingiustizia storica durata decenni. Si prevede che altri
paesi seguiranno l’esempio, tra cui Francia e Portogallo.
Queste decisioni possono essere interpretate in molti modi, soprattutto se si
esamina la reazione ufficiale di Israele. “Le richieste di uno stato palestinese
minacciano la nostra esistenza e costituiscono una ricompensa illogica per il
terrorismo”, ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Tra i sostenitori della Palestina, tuttavia, questi riconoscimenti sono
interpretati in modi diversi. Alcuni ritengono che questi passi siano troppo
pochi e troppo tardivi, suggerendo che i riconoscimenti simbolici hanno lo scopo
di distrarre dall’assoluto fallimento dei tradizionali sostenitori di Israele
nel fermare il genocidio a Gaza o nel denunciare i leader israeliani come
responsabili dello sterminio del popolo palestinese.
Questa affermazione è supportata dai fatti. Ad esempio, l’insistenza dei leader
di questi governi sul fatto che Israele abbia il “diritto di difendersi”,
biasimando i palestinesi per la resistenza e imponendo condizioni alla loro
accettazione della soluzione dei due stati.
Altri, in particolare coloro che sostengono la soluzione a uno stato, sostengono
che la soluzione a due stati non è possibile fin dall’inizio e che darle vita
non farebbe altro che dare a Israele il tempo necessario per completare lo
sterminio di Gaza e l’annessione della Cisgiordania.
Un terzo gruppo è incline a vedere il lato positivo, sostenendo che tali
riconoscimenti sono comunque fondamentali, poiché rappresentano un
riconoscimento del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e una
sconfitta del tentativo di Israele di emarginare la Palestina e i palestinesi
dall’agenda globale.
Tutte queste affermazioni hanno una loro legittimità e devono essere
riconosciute come analisi corrette e preoccupazioni valide.
Ecco alcuni punti che devono essere presi in considerazione mentre riflettiamo
sul significato più ampio di questi riconoscimenti:
In primo luogo, il riconoscimento di uno stato palestinese è una rottura
completa con l’idea che una Palestina indipendente possa realizzarsi solo
attraverso negoziati tra l’occupazione israeliana e i palestinesi occupati.
Questa linea, spesso ripetuta, ha definito la politica estera occidentale in
materia.
Sebbene non vi siano stati negoziati per decenni e Israele abbia ricevuto il via
libera dagli Stati Uniti per annettere ciò che resta della Palestina occupata, i
paesi occidentali hanno ripetuto più volte la stessa linea. Pertanto, questi
riconoscimenti rappresentano un chiaro allontanamento dalle politiche estere del
passato, come previste da Washington e Israele.
In secondo luogo, il riconoscimento della Palestina da parte del Regno Unito,
sebbene sia arrivato dopo lunghe diatribe sulle condizioni e un linguaggio
spesso umiliante, è particolarmente significativo. È stata la britannica
Dichiarazione Balfour del 1917 a gettare i semi che, tre decenni dopo, hanno
portato alla creazione di Israele sulle rovine della patria palestinese
sottoposta a pulizia etnica. Anche questo contesto storico è particolarmente
critico.
Terzo, i riconoscimenti della Palestina in corso non sono stati atti di carità
da parte dei governi occidentali: sono stati il culmine di eventi iniziati il 7
ottobre, il genocidio a Gaza e la leggendaria fermezza palestinese.
Mentre molti sono impegnati a ringraziare i governi per il loro approccio
apparentemente più gentile alla lotta palestinese, dimenticano che questi passi
sarebbero stati praticamente impossibili se non fosse stato per il popolo
palestinese stesso.
Quarto, anche in questo caso, questi riconoscimenti sarebbero comunque difficili
da ottenere se non fosse per la mobilitazione popolare nei paesi occidentali che
ha portato e amplificato la voce dei palestinesi a Gaza e oltre.
Si noti come il primo riconoscimento della Palestina da parte di Spagna,
Norvegia, Irlanda e Slovenia nel maggio 2024 sia avvenuto in società in cui la
mobilitazione popolare e la solidarietà sono storicamente radicate. La stessa
logica si applica anche a tutti i nuovi riconoscimenti. Ciò dimostra che la
società civile è un attore politico in grado di apportare cambiamenti quando
sono più necessari.
Cinque, occorre operare una chiara distinzione tra le richieste di mere
“soluzioni” e il significato più ampio del riconoscimento. Israele ha comunque
reso impossibile la soluzione dei due stati, ma ciò che conta davvero è che,
dopo anni di emarginazione della causa palestinese e anni di normalizzazione
araba con Israele a scapito dei palestinesi, la Palestina è ora tornata
all’ordine del giorno come tema principale per la comunità internazionale.
Invece di impegnarci in conversazioni secondarie sulle soluzioni e simili, è
nostro dovere utilizzare questi movimenti per rendere i governi ancora più
responsabili nei confronti del diritto internazionale e dei desideri collettivi
dei loro popoli, in modo che possano imporre sanzioni e persino interrompere le
relazioni con Israele, uno stato paria che è alla ricerca incessante della
distruzione del popolo palestinese in tutto o in parte: la definizione stessa di
genocidio.
Il dottor Ramzy Baroud è giornalista, autore e redattore di The Palestine
Chronicle. È autore di sei libri. Il suo prossimo libro, “Before the Flood”,
sarà pubblicato da Seven Stories Press. Tra gli altri suoi libri figurano “Our
Vision for Liberation”, “My Father was a Freedom Fighter” e “The Last Earth”.
Baroud è ricercatore senior non residente presso il Center for Islam and Global
Affairs (CIGA).
https://www.palestinechronicle.com/recognition-of-palestine-what-the-uk-canada-and-australias-move-really-means/?
fbclid=IwY2xjawNAsfpleHRuA2FlbQIxMABicmlkETF0SDV1d2NCelFhSU1uemhUAR7bX388VSTYjYPeQV2AndSvNwCWDBFdKUoVR7MoyDtauQLpdcuIHHYEV15LZw_aem__r4uqEgs_V
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Traduzione a cura di AssopacePalestina
Non sempre AssopacePalestina condivide gli articoli che pubblichiamo, ma
pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire.