Tag - anticolonialismo

[2026-04-23] SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA @ CSOA Forte Prenestino
SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (giovedì, 23 aprile 19:00) CSOA Forte Prenestino giovedì 23/04/2026 verso il 25 aprile e il 1º maggio… SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA sistemi di razzializzazione come dispositivi di controllo coloniale dalle 19:00 presentazione e proiezione del documentario “Nous sommes des champs de bataille” (Fra 2025, 90’) di Mathieu Rigouste con - Mathieu Rigouste - Rajaa del CSOA Lambretta - Wahid - Blocco Decoloniale Roma a seguire live set: Wahid & Omar aka 3RB Nda Hood djset: PolG … Vieni e fai venire! in funzione Taverna, Pub12ditutto, Sala da tè InTHERferenze, Enoteca, Infoshop, Serigrafia, Banchetti info&distro www.forteprenestino.net/attivita/3622-siamo-campi-di-battaglia
April 16, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-19] EVENTO ORGANIZZATO CON E A SOSTEGNO DELL3 COMPAGN3 IRANIAN3 @ CSOAT Auro e Marco
EVENTO ORGANIZZATO CON E A SOSTEGNO DELL3 COMPAGN3 IRANIAN3 CSOAT Auro e Marco - Viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, 270 (domenica, 19 aprile 16:00) 📣 il 19 Aprile tutt3 all’Auro e Marco per e con l3 compagn3 Iranian3! Un pomeriggio-sera dedicato interamente ai racconti sull’Iran, attraverso l’arte e la cultura. Pomeriggio: •💃 16:00 workshop di danza iraniana con Faezeh •🎬 17:00 proiezione cortometraggio "L'Isola Errante" (Video-Danza) di Agnese, Giovanna e Sadra •🎭 17:30 performance teatrale "Le finestre cantanti" di Zara •💬 18:00 TALK - momento di incontro e confronto con l3 compagn3 iranian3 Dalle 20:00 CENA VEGAN TRADIZIONALE IRANIANA 🍲🌱 ✨A SEGUIRE MUSICHETTE ✨
April 14, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-23] CYCLONOPEDIA. Presentazione del libro @ Che Guevara Roma
CYCLONOPEDIA. PRESENTAZIONE DEL LIBRO Che Guevara Roma - Via Fontanellato 69 (giovedì, 23 aprile 18:00) Giovedì 23 aprile – ore 18:00 – Via Fontanellato 69 Che Guevara Roma Un invito a cura del collettivo INVENTAREILFUTURO l mondo trema dallo Stretto di Hormutz come da una ferita che non smette di pulsare. Shahed lanciati a poco la squarciano. I Patriot del tecnocapitalismo – onerosi – tentano di difendere il corpo putrescente dell'Impero. Il fulvo fuffaguru del mattone siede sul trono infiammabile dell'escatologia tech, e intanto Al Jolani, ex macchina da guerra del Deserto, viene accolto dai padroni del mondo con strette di mano e protocolli da stato amico. Ex Al Qaeda diventa capo di Stato. E l'Occidente lo ama. I sionisti hanno pensato di costruire uno Stato. Hanno invece eretto un idolo nel deserto. E il deserto – lo Xerodromo – non tollera idoli. Il monoteismo ebraico, che ha insegnato al mondo a infrangere le immagini, si è fatto immagine per superare i propri traumi che mettono in scena continui psicodrammi dagli effetti virulenti. I Pasdaran hanno un tono epico che l'underground occidentale segretamente ammira. I nodi tra Penisola Arabica e i suoi sotterranei buchi di trama cominciano a riemergere: Wahhabismo vs Asse della Resistenza, fratture che nessun analista da salotto riesce più a cucire.   Ma forse non abbiamo mai capito niente. Perché la teoria politica mediorientale non si impara nei salotti. Si scava. Si esuma. I Neoassiri lo sapevano. Essi costruirono l'Asse del Male contro il Male: una dottrina occulta-militare che percepiva il Male non come nemico da annientare, ma come carburante. Perché solo il Male può cacciare il Male. E la guerra, in questa logica, diventa un'automacchina autonoma, refrattaria a qualsiasi linea di comando. Saddam lo sapeva. Lo sapeva quando ha invaso il Kuwait. Ma l'Asse Gog-Magog, quello vero, non è né con lui né contro di lui. È più antico. È un diagramma numerico a nove vertici, una stella spezzata che si ripiega su sé stessa, e i suoi due bracci – X e Y, Gog e Magog, USA e Jihad – scivolano l'uno verso l'altro su un letto di petrolio. Il petrolio non è una risorsa. È un lubrificante tellurico. Agevola le narrazioni. Nutre le macchine da guerra. E poi scompare nella nebbia, lasciandoci ciechi e assetati.   Libia. Libano. Iraq. Siria.   Ogni "fallimento" della politica occidentale, ogni "inconsistenza" sulla superficie, nasconde una consistenza sotterranea. I Baathisti lo sapevano: il partito non era un'ideologia, era un buco di trama – un'infezione che si è diffusa per decenni, mimetizzandosi nel nazionalismo arabo, nel socialismo, nel laicismo, salvo poi rivelarsi per quello che era: un'idea senza volto. L'Islam politico è un “incubatore di minoranze”, un grembo che genera migliaia di sette, ognuna con la sua macchina da guerra. E quando queste sette entrano in collisione, non producono una sintesi. Producono un vortice, un “trisone”.   Allora, invece di analizzare, proviamo a scavare.   Incontriamo Reza Negarestani, accelerazionista: dopo aver forzato le password dei sottogruppi CCRU, intercetta gli scritti decriptati di Parsani e le loro ingerenze militar-mondiali. E con lui emerge il fantasma di Hamid Parsani, archeologo maledetto, arrestato dalla SAVAK, espulso ai margini della Rivoluzione Iraniana. I suoi scritti sono densi, occulturali, impossibili. Diagrammi infetti. Tracce della croce di Akht, il manufatto. Negarestani la sfiora e qualcosa cede: forse impazzisce, forse si innamora, forse il cervello si lascia colonizzare dal nemat-spazio. Forse è questa l’unica mappa che abbiamo per orientarci nel labirinto che chiamiamo “Medio Oriente”. Parsani ci insegna a leggere le storie attraverso i loro buchi di trama. Perché ogni incoerenza sulla superficie è un poro, e ogni poro è l’imboccatura di un tunnel. In fondo a quei pori, migliaia di petrol-nematodi strisciano nell’oscurità tellurica.   --- Lascia i preconcetti alla porta. Lasciati lubrificare.
April 14, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-08] Che succede in Libano? @ Vivero
CHE SUCCEDE IN LIBANO? Vivero - via Antonio Raimondi 37 (mercoledì, 8 aprile 19:00) CHE SUCCEDE IN LIBANO? Un approfondimento delle origini e delle conseguenze delle violenze della guerra sionista/USA In Libano è in corso un’ulteriore escalation della guerra di occupazione israeliana, fatta di bombardamenti sistematici, distruzione di infrastrutture e sfollamento forzato della popolazione civile. Oltre un milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case: un’intera parte del Paese viene svuotata, mentre la violenza diventa condizione quotidiana imposta con la forza. Di fronte a questa realtà, la disinformazione e il racconto dominante servono a coprire, giustificare e normalizzare ciò che accade. Per questo è importante costruire spazi di discussione e contro-narrazione: parlare oggi del Libano significa provare a comprendere il contesto di guerra che stiamo vivendo, dentro e oltre i suoi confini. NE PARLIAMO CON ROSSANA TUFARO, COMPAGNA E STUDIOSA DI STORIA POLITICA E SOCIALE DEL LIBANO CONTEMPORANEO. PER MOLTI ANNI HA VISSUTO A BEIRUT. + Ci sarà aperitivo a sostegno
April 3, 2026
Gancio de Roma
[2026-03-25] presentazione libro "CASE MORTE" con Geraldina Colotti @ CSOA Forte Prenestino
PRESENTAZIONE LIBRO "CASE MORTE" CON GERALDINA COLOTTI CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (mercoledì, 25 marzo 19:30) CSOA Forte Prenestino MERCOLEDì 25 MARZO 2026 Forte Infoshop & Sala da The inTHErferenze dalle ore 19:30 "CASE MORTE" di Miguel Otero Da Silva (Argolibri 2025) presentazione del romanzo insieme a Geraldina Colotti (che ne ha curato la traduzione) con un approfondimento sulla situazione in Venezuela e a Cuba ... Mentre gli USA riaprono i giochi con Caracas e il Nobel incorona la dissidenza compatibile, giunge ad aprire una nuova collana un classico della letteratura venezuelana: Case morte di Miguel Otero Silva, il romanzo che raccontò la povertà petrolifera e la dignità venezuelana prima che il mondo imparasse a voltarsi dall’altra parte. https://www.argonline.it/prodotto/case-morte-miguel-otero-silva/ … «Una casa senza porte né tetto è più commovente di un cadavere»: con queste parole, uno studente universitario, deportato come prigioniero politico, riflette ad alta voce su quello che osserva dal finestrino di un autobus che lo conduce ai lavori forzati. Il paesaggio che scorre davanti ai suoi occhi è quello degli Llanos del Venezuela, l’immensa pianura erbosa che un secolo prima aveva affascinato Alexander von Humboldt, portandolo a codificare per la prima volta il sublime orizzontale del paesaggio americano. Ma quel che colpisce lo studente non è la natura della savana, bensì lo stato di abbandono dei villaggi e delle città disseminati in quello spazio. L’autobus è appena arrivato a Ortiz, antica capitale dello stato di Guárico, la cui popolazione è stata decimata dalle malattie e dall’incuria. […] Risulta molto difficile non pensare, leggendo le descrizioni che Otero Silva fa di Ortiz, alle città immaginarie per cui la letteratura ispanoamericana è divenuta celebre: la Macondo di García Márquez e la Santa María di Onetti, figlie spurie della Yoknapatawpha di William Faulkner. Eppure la Ortiz di Otero Silva non è immaginaria, neanche nel nome, esiste davvero e continua ad esistere, nonostante tutto. Dall’Introduzione di Amanda Salvioni Miguel Otero Silva (1908-1985) è stato uno scrittore, poeta, giornalista e attivista politico venezuelano. Figura centrale della letteratura latinoamericana del XX secolo, ha concepito la sua opera come un potente strumento di critica sociale e politica, caratterizzata da un realismo lirico e straniato. Fu uno degli esponenti di spicco della Generazione del ’28, gruppo di studenti universitari che contrastarono apertamente la dittatura di Juan Vicente Gómez, appartenenza che gli costò l’arresto e l’esilio. Tornato in patria soltanto dopo il 1940, divenne un intellettuale di spicco nella società venezuelana, fondò il quotidiano El Nacional e svolse un ruolo fondamentale nel rovesciamento del dittatore Marco Pérez Jimenez. Ammirato da Gabriel Garcia Marquez, legato da amicizia e stima a Pablo Neruda che ne riconobbe la grande forza narrativa Otero Silva è stato e continua ad essere un autore di riferimento per i grandi narratori dell’America Latina. Tra i suoi romanzi più importanti, che hanno immortalato momenti cruciali della storia venezuelana, figurano: Fiebre (1939), Casas muertas (1955), Oficina N° 1 (1961) e Lope de Aguirre, principe de la libertad (1979). https://forteprenestino.net/attivita/infoshop/3603-case-morte
March 20, 2026
Gancio de Roma
Fra viaggi e cinema: l’Africa e lo sguardo dell’Occidente
di Maurizio Fantoni Minnella. In coda alcuni link della “bottega”. Durante un convegno di etnologia tenuto nel 1965 a Dakar, rivolgendosi a Jean Rouch (1) cineasta francese e pioniere della cosiddetta antropologia visuale (2), un altro cineasta, ma africano, Ousmane Sembène (3) ebbe a dire: “voi ci guardate come fossimo degli insetti”, alludendo con ciò al fatto che, sebbene attraverso
Quando il neoliberismo dà vita al neofascismo
alle origini di una rivoluzione ideologica di Haud Guéguen da Terrestres, 3 Gennaio 2026 Quando il neoliberismo dà vita al neofascismo: alle origini di una rivoluzione ideologica Riguardo al libro di Quinn Slobodian, Hayek’s Bastards. Race, Gold, IQ, and the Capitalism of the Far Right, pubblicato nel 2025 da Zone Books nella collana “Near futures”. da Diario per la Prevenzione
January 22, 2026
La Bottega del Barbieri
Il tacito patto tra progressisti e imperialisti sul Venezuela: non parlare del processo bolivariano
Vorrei condividere un paio di osservazioni che ritengo importanti da tenere in considerazione in relazione alle notizie che stanno circolando sul recente attacco militare da parte dell’imperialismo statunitense contro il territorio venezuelano e la Rivoluzione Bolivariana e il sequestro del presidente Nicolás Maduro. Innanzitutto, credo che ci sia già la […] L'articolo Il tacito patto tra progressisti e imperialisti sul Venezuela: non parlare del processo bolivariano su Contropiano.
January 7, 2026
Contropiano
Riarmo, guerra e desiderio di giustizia – di Gennaro Avallone
L'ennesimo atto di repressione del governo post-fascista di Giorgia Meloni ha colpito, ieri, 18 dicembre 2025, il centro sociale Askatasuna di Torino. Con la scusa del ripristino della "sicurezza" e dell'ordine si fanno in realtà deserti dove rimbomba il silenzio e si ribadiscono dispositivi di subordinazione, sudditanza, paura o opportunismo. Difficile, di questi tempi, [...]
December 19, 2025
Effimera