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Riproduzione sociale, nuovi fascismi e pratiche di resistenza
La novità non è la trita retorica dell’austerità che instilla senso di colpa nelle masse ottenendone il  tacito assenso per contrarre altro debito. E nemmeno che questo avvenga favorendo soggetti privati a spese di fasce di popolazione marginalizzate che vanno ingrossandosi di giorno in giorno. La novità è l’accelerazione vertiginosa che questo tipo di violenza economica esercita e la crescente pervasività dei fenomeni di estrattivismo finanziario a essa legati. Oggi è lecito parlare di uno scontro tra riproduzione sociale e capitale senza precedenti e, in particolare, della fascistizzazione di questo antagonismo, come spiega Veronica Gago. > Procedendo per gradi, è utile capire il nesso che intercorre tra debito e > finanza come elemento cruciale di una logica neoestrattivista che raggiunge > nelle politiche del “saccheggio” il proprio culmine. In questa ottica, è > proprio la riproduzione sociale a venire sacrificata, e con essa ogni soggetto > marginalizzato e marginalizzabile.  Lo abbiamo visto e continuiamo a osservarlo in Argentina con le politiche dichiaratamente antifemministe e “antigenere” di Milei, il quale si è rivolto alla platea internazionale dei forum di Davos del 2024 e 2025 definendo l’attivismo femminista e quello ambientalista radicali e aberranti e asserendo come al mondo esistano solo due generi e che, in buona sostanza, l’omosessualità andrebbe associata alla pedofilia. Citando Gago, «L’antifemminismo di stato, in quanto guerra dichiarata e supportata da risorse pubbliche contro soggetti identificati in base al genere […] è ciò che permette al neoliberalismo autoritario di esacerbarsi utilizzando metodi fascisti. In altre parole, è attraverso l’antifemminismo di stato che il governo anarcolibertario intensifica il progetto neoliberale autoritario fino a riuscire ad organizzarlo secondo la logica fascista di annichilimento di alcune popolazioni». Fascistizzazione perché sono proprio le donne e le soggettività LGBTQIA+, le persone povere, razzializzate e in generale i soggetti marginalizzati e marginalizzabili a fare le spese di questo processo, che aggiunge via via maggior potere al capitale finanziario, rendendo sacrificabili persone e realtà ritenute improduttive e opponendosi apertamente a tutte le pratiche femministe volte all’esplorazione di forme alternative di interdipendenza, attraverso l’esercizio di una cura libera dai legacci e dalla normatività della famiglia mononucleare borghese.   > Ci troviamo dunque all’interno di un regime di guerra economica in cui è in > gioco la sopravvivenza di popolazioni e soggettività marginalizzabili, > “sacrificabili” (donne, persone trans e non binarie, razzializzate, povere, > disabili…). Guerra alimentata dall’impulso di morte del capitale finanziario, > che definanzia il welfare per favorire soggetti privati.  Che elegge un «presidente patriarcale e razzista che oggi vuole riorganizzare “casa sua” e cerca di mettere tutti al posto che ritiene giusto» (è notizia di questi giorni la sospensione delle patenti delle persone trans in Kansas, mentre sappiamo bene cosa stia accadendo alle persone migranti e al diritto all’aborto negli States). Che espropria e saccheggia territori e popoli interi in America Latina per estrarre terre rare e costruire resort. Che finanzia il genocidio del popolo palestinese per lasciare spazio alla devastazione coloniale.  Per dirla con Susana Draper, «Il genocidio riproduttivo (di cui ci parla il Palestinian Feminist Collective, NdR), elemento chiave del potere coloniale, implica la difficoltà di sostenere la vita in mezzo a meccanismi di assedio, criminalizzazione, prigionia e sparizione che erodono la capacità di intere comunità di rimanere in vita. Dimostra come il futuro, sia come possibilità per i popoli sia come strategia colonialista di mutilazione dell’infanzia e di creazione di traumi intergenerazionali, venga anch’esso ucciso». Risulta dunque oggettivamente arduo, se non impossibile, non perdere la speranza davanti a uno scenario tanto desolante. > Ma la risposta feroce e repressiva del capitale e delle destre che > imperversano a livello globale altro non ci dicono che la lotta dei movimenti > femministi e transfemministi, delle reti informali, funziona. Tanto da dover > essere repressa e schiacciata, con violenza. E del resto, anche quello che accade in Italia ce lo dimostra: ddl sicurezza, antisemitismo, un referendum sulla giustizia che altro non è che l’ennesimo espediente per inasprire l’approccio punitivo del nostro governo verso una società che va irregimentata a suon di bastonate. Consenso per riformare la giustizia, dissenso per sperare di non essere stuprate.  Quest’anno segna la decima proclamazione dello sciopero transfemminista del movimento Non Una di Meno, giunto in Italia proprio grazie alle lotte, alle conquiste, alla rabbia e all’amore dellə compagnə argentine. Questo è cio che porta in piazza un movimento che in dieci anni è stato capace di produrre una trasformazione radicale, nel discorso pubblico, nel linguaggio, nella vita quotidiana di quelle persone che cercano e trovano reti di cura alternative a un modello imposto che non possiamo più sostenere. Molto spesso sento parlare di rivoluzione come di qualcosa che vedranno i nostri figli, nipoti, le discendenze future. Ma non è questo, o almeno, lo è solo in parte. E del resto, è Silvia Federici a ricordarci che la rivoluzione è ora, davanti ai nostri occhi: in una militanza gioiosa che quotidianamente attraversa non solo le piazze ma costruisce nuove affettività, che vadano oltre la solitudine cui il capitale ci relega. Un lavoro invisibile di costruzione e rafforzamento di relazioni affettive, di solidarietà, essenziale allo scardinamento della finanziarizzazione e dell’estrazione di valore dalle nostre esistenze, senza il quale non ha senso pensare di lottare. Immagine in evidenza di Lucía Ares per Dinamopress, Marchia dell’Orgoglio Antifascista Buenos Aires 1 febbraio 2025 SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Riproduzione sociale, nuovi fascismi e pratiche di resistenza proviene da DINAMOpress.
March 7, 2026
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“Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune”
Riprendiamo dal sito Infoaut il resoconto della due giorni di discussione “Per realizzare un sogno comune” del 21 e 22 febbraio a Livorno, a cui abbiamo partecipato. Ore dense di […] The post “Un invito a camminare insieme per realizzare un sogno comune” first appeared on notav.info.
March 5, 2026
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7 marzo 2026 : TOUR DEI CANTIERI TAV PRESENTI E FUTURI
Il monitoraggio dal basso dei cantieri è fondamentale per la lotta al Tav. Messi di fronte all’assenza di chiarezza da parte dei mandanti dell’opera e al moltiplicarsi di inchieste per […] The post 7 marzo 2026 : TOUR DEI CANTIERI TAV PRESENTI E FUTURI first appeared on notav.info.
March 4, 2026
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Sab 14 e dom 15 Marzo – Cinetracts: Proiezioni di documentari resistenti
Sab 14 e dom 15 Marzo – Cinetracts: Proiezioni di documentari resistenti terza edizione Ingresso gratuito Programma provvisorio: SABATO 14 h 18.00 Selezione corti >> Imillaskate, A city fight back, The climbing cholitas h 18.30 Rino Della Negra, calciatore partigiano – regia D. Ceccarini, M. Molinari h 19.30 In the belly of AI – regia H. Poulain h 21.00 Cena benefit h 22.00 The encampments – regia M. Pritsker, K. Workman DOMENICA 15 h 18.00 Un pueblo que canta no muere (La marsigliese degli ubriaconi) – regia P. Gil Rituerto h 19.30 43 cassette – regia G. Villa h 21.00 Cena benefit h 22.00 All eyes on the Amazon – regia M. Marinelli h 23.00 Macchina continua – regia R. Gagliardini Cene benefit a sostegno di: Nazra Palestine Short Film Festival info Nazra qui https://nazrafilmfestival.com/ —————————————————————————————————- Perchè Cinetracts Nel maggio 1968 un gruppo di cineasti francesi forma un collettivo per effettuare riprese di iniziative, manifestazioni, assemblee che caratterizzano le lotte che avvengono in Francia. I componenti intendono rimanere rigorosamente anonimi proprio asottolineare l’importanza del collettivo rispetto alle individualità, scendono in strada e cominciano a produrre minimetraggi in bianco e nero di non più di due/tre minuti ma che testimoniano l’effervescenza delle iniziative di operai e studenti. Il collettivo e gli stessi filmati hanno un nome: Cinetracts Girati in 16 mm nel maggio e giugno 1968 a cadenza periodica e negli anni immediatamente successivi in maniera molto irregolare, vengono immediatamente proiettati al di fuori del circuito commerciale in fabbriche e università occupate, nelle piazze e in alcuni edifici utilizzati por l’occasione. Non c’è un catalogo esaustivo ma generalmente si ritiene che il numero totale sia di 41 che successivamente vengono montati insieme per farne un lungometraggio con lo stesso titolo In anni ulteriormente successivi, in seguito ad un’intervista a Jean-Luc Godard si viene a sapere che Cinetracts nacque da una proposta di Chris Marker e che vi hanno partecipato, lo stesso Godard,Jean-Denis Bonan, Gérard Fromanger, Philippe Garrel, Jean-Pierre Gorin, Jacques Loiseleux, Chris Marker, Jackie Raynal e Alain Resnais. Quando abbiamo iniziato a preparare questa rassegna nel 2024 abbiamo trovato notizie e materiali su Cinetracts. A noi questa cosa del collettivo cinematografico e il nome stesso è piaciuta e quando abbiamo pensato di come intitolare la rassegna abbiamo deciso di chiamarla Cinetracts. Questa è la terza edizione e continuiamo a chiamarla Cinetracts
March 3, 2026
NextEmerson
LA FISSA DEL BUCO E IL TEMPO DELLE MELE
Ci chiediamo cosa abbia fatto di male la Val di Susa per meritarsi tutto questo. Deve esserci una tale avversione, un tale odio verso questo territorio che, altrimenti, non si […] The post LA FISSA DEL BUCO E IL TEMPO DELLE MELE first appeared on notav.info.
March 3, 2026
notav.info
Fare comunità in un mondo di merda: conversazione con Dean Spade
Vi proponiamo una lunga e interessante conversazione con Dean Spade, compagno statunitense attivo da 25 anni nei movimenti per la liberazione queer e trans, contro il militarismo e per l’abolizione della polizia e del sistema carcerario. È autore di Normal Life: Administrative Violence, Critical Trans Politics, e di the Limits of Law e di Mutual Aid: Building Solidarity During This Crisis (and the Next), nonché regista del documentario Pinkwashing Exposed: Seattle Fights Back! Il suo nuovo libro è Love in a Fucked Up World: How to Build Relationships, Hook Up and Raise Hell Together. Il suo libro precedente - "Mutuo appoggio. Costruire solidarietà durante questa crisi (e la prossima) - è disponibile in lingua italiana nella traduzione del 2021 di Edizioni Malamente.  Venerdì 20 febbraio 18.30 alla Libreria Antigone Roma ci sarà un dibattito a partire dai libri che ha scritto, con particolare attenzione a Love in a F*cked Up World.
February 19, 2026
Radio Onda Rossa
[2026-02-22] Cuba Resiste y Vencerá! @ Zazie nel metrò
CUBA RESISTE Y VENCERÁ! Zazie nel metrò - Via Ettore Giovenale 16, Roma (domenica, 22 febbraio 16:00) CUBA RESISTE Y VENCERÁ! Rompiamo il blocco mediatico e la guerra cognitiva. Lottiamo contro le minacce di una aggressione militare dell' imperialismo a Cuba. DOMENICA 22 FEBBRAIO ORE 16.00 INIZIATIVE DI CONTROINFORMAZIONE, SIETE TUTTI INVITATI. Si connettono tra loro: CSOA Ipò Via Capo d'Acqua, 2 Marino. Baccelli Net via Orciano pisano 9 Trullo, Roma. Zazie nel metrò via Ettore Giovenale 16 Roma Ex Snia via Prenestina 173-175 Roma. Parteciperanno: un rappresentante dell' Ambascita della Repubblica di Cuba. In colegamento, dal Venezuela Geraldina Colotti, giornalista; da Cuba Michele, internazionalista.
February 18, 2026
Gancio de Roma
Disobbedienza, sabotaggio, resistenza
Torino, Askatasuna, pacchetto sicurezza: non cronaca, ma prova generale. Una riflessione per uscire dalla contabilità morale sugli scontri e guardare la macchina sicuritaria: legge, repressione, nemico interno. Tre parole chiave …
February 9, 2026
Osservatorio Repressione