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Giovanni Mazzetti e il tramonto del lavoro salariato
1. C’è un dato di fatto che si fatica ad accettare nella società dei paesi capitalisticamente più sviluppati e si presenta come «scarsità di lavoro.» Tutti i lavoratori che vivono del loro salario, quando percepiscono che il lavoro concreto che svolgono si sta dileguando e intuiscono che il valore di […] L'articolo Giovanni Mazzetti e il tramonto del lavoro salariato su Contropiano.
Meloni: economia-spot
di Mario Sommella (*) L’economia raccontata come spot: dove la narrazione del governo inciampa sui numeri di Mario Sommella (*) C’è un trucco vecchio come la propaganda: prendere un dato vero, isolarlo dal contesto, gonfiarlo con aggettivi e poi usarlo come prova generale di una “svolta”. Funziona perché parla alla pancia stanca di un Paese che vorrebbe credere a un
VENERDÌ 9 GENNAIO 2026: ANALISI CRITICA DEI FATTI ECONOMICI DELLA SETTIMANA CON ANDREA FUMAGALLI.
Torna anche per il 2026 l’appuntamento del venerdi con il nostro collaboratore, l’economista Andrea Fumagalli e la sua rubrica di analisi critica dei fatti economici della settimana. Abbiamo analizzato, venerdì 9 gennaio, i dati Istat sulla propensione al risparmio degli italiani e l’occupazione; il petrolio venezuelano in mano agli Stati Uniti, e in chiusura, la crescita montre in borsa dei titoli  delle aziende di armi. La propensione al risparmio è stimata all’11,4%, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il potere d’acquisto, nello stesso lasso di tempo, è cresciuto rispetto al trimestre precedente dell’1,8%. È quanto rileva l’Istat nel suo report periodico sottolineando che la spesa per consumi finali rimane però debole. A novembre diminuiti occupati e disoccupati, mentre sono aumentati  gli inattivi. Il tasso di disoccupazione scende, ma l’occupazione rallenta e l’inattività sale al 33,5%. Lo rileva l’Istat, indicando che il tasso di disoccupazione scende al 5,7% toccando il livello più basso dall’avvio delle serie storiche nel 2004. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha detto che il Venezuela inizierà a consegnare dai 30 ai 50 milioni di barili di petrolio agli Stati Uniti. Sul social Truth ha scritto che il petrolio sarà poi venduto al prezzo di mercato, quindi il valore complessivo della vendita potrebbe superare i due miliardi di dollari. Trump ha aggiunto che lui stesso controllerà il ricavato, e che lo userà a beneficio delle popolazioni di Venezuela e Stati Uniti, non è chiaro per ora come. L’intenzione di gestire le enormi riserve petrolifere del Venezuela è una delle poche cose chiare emerse finora dai piani presentati da Trump dopo aver attaccato il Venezuela e catturato il suo presidente, Nicolás Maduro. Il fatto che il 2025 borsistico sia stato l’anno della Difesa è assodato: è stato il riflesso di tensioni geopolitiche leggi: Ucraina e Medio Oriente in primis.  Fincantieri è stato il titolo dell’anno con una crescita monstre del 141%, seguita da quella di Leonardo dell’89,6%. Un trend, quello dei titoli della Difesa, che ha riguardato tutta Europa. Intanto  Trump ha annunciato l’intenzione di aumentare in modo significativo il budget della difesa degli Stati Uniti. Tali dichiarazioni hanno innescato una reazione immediata sui mercati finanziari, spingendo al rialzo le quotazioni del settore della difesa. A sorprendere gli investitori è stata però la geografia dei guadagni: a guidare il movimento non sono state le società americane, bensì diversi gruppi europei Andrea Fumagalli, docente di economia politica all’Università di Pavia. Ascolta o scarica
Germania: 10 mila disoccupati al mese, crollo produzione ma riarmo
Cosa sta succedendo all’economia tedesca? Ad agosto, denuncia il Berliner Zeitung, «la produzione industriale è crollata significativamente». E l’Ufficio federale di statistica, trasforma il titolo in numeri. Industria, edilizia e fornitori di energia hanno prodotto complessivamente il 4,3% in meno rispetto al mese precedente. «Il calo più significativo dall’inizio della […] L'articolo Germania: 10 mila disoccupati al mese, crollo produzione ma riarmo su Contropiano.
Caos Nepal, il neoliberismo gestito “da sinistra”
Negli ultimi giorni il Nepal è stato scosso da una violenta ondata di proteste, che ha causato la morte di ventidue persone e costretto il Primo Ministro K. P. Sharma Oli a dimettersi, provocando ulteriori instabilità e un vuoto di potere che dovrebbe essere colmato a breve da una nuova […] L'articolo Caos Nepal, il neoliberismo gestito “da sinistra” su Contropiano.
Napoli: disoccupati in piazza contro la trappola del click day
Dopo lunghe lotte era previsto per il 10 luglio l’avvio delle procedure – il cosiddetto “click day” – per l’assunzione delle platee di disoccupati e disoccupati storici nell’ambito di lavori di pubblica utilità. Il sistema informatico si è bloccato subito dopo l’avvio della piattaforma, rendendo per ore impossibile l’accesso, e lasciando poi fuori definitivamente una buona parte dei disoccupati e delle disoccupate organizzati, nulla di fatto, insomma, per le centinaia di persone che si erano date appuntamento all’esterno della prefettura per affrontare la procedura. E' esplosa la rabbia in un corteo organizzato durante il quale nuovamente è scesa in campo la repressione poliziesca con cariche e l'arresto di un compagna e un compagno che processati e condannati per direttissima sono stati poi liberati. Ne parliamo con un compagno del Laboratorio Politico Iskra