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Sossai, Le città di pianura #15
IL SENSO DELLA VITA IN UN GELATO SPIACCICATO SULLA STATALE Scoprire il senso della vita e berselo nell’eterno ultimo bicchiere. Epigoni, fieri di esserlo. Il motivo dei tanti premi può essere spiegato per il fatto che è un film scontato, ma non banale. A cominciare dall’impianto: da esattamente 50 anni il road movie è il “territorio” in cui si muove il cinema dove gli spunti narrativi non sono megarecit, che si dà arie da problematico in senso esistenziale e che quindi può permettersi di mettere in scena un percorso privo di trama, andando da una situazione “strana” all’altra, senza che siano particolarmente significative; ma sicuramente suggestive. E borderline. Certo, se l’autore è Wenders – padre nobile, citato nel film stesso forse inconsapevolmente – o Jarmusch, il risultato è poetico; se sono epigoni veneti, il risultato rientra nei canoni della parodia “corretta prugna”, parte integrante per costruire il mito sgangherato di un Veneto distrutto e rovinato nello “spirito”. «Per ottenere un road movie servono alcuni ingredienti», così comincerebbe una ricetta di “Ristoradio”, e qui ci sono tutti: due complici in costante falso movimento da una tappa all’altra, da un incontro all’altro con personaggi dotati di particolarità anomale ad abitare un paesaggio connotato da elementi minimi. In questo caso i protagonisti sono dei Rosencrantz e Guildestern, che trovano legittimazione nella citazione dotta dalla presenza dell’attore shakespeariano Pennacchi nei panni del leggendario Genio, che, rientrando dall’Argentina al momento della prescrizione dal reato compiuto con i due squinternati amici, con il contenuto di una vecchia scatola (che in Il favoloso mondo di Amelie avrebbe custodito bottoni) sancisce come veri i molti racconti epicamente provinciali dai due vagabondi che rievocano attraverso vivide immagini l’epica di un Age d’or perduto che dovrebbe fungere da modello per il giovane secchione da svezzare nella parte Bildungsroman che non può mancare in un road movie in una dimensione cameratesca maschile del patriarcato veneto, dove le donne sono mogli, cuoche o puttane. Gli elementi dunque ci sono tutti, il risultato ottenuto è un po’ scontato l’unico presupposto che spinge a procedere è la tradizionale ricerca del posto dove bersi quello che è sempre il penultimo bicchiere, altrimenti verrebbe meno la spinta ad affrontare le curve alcoliche della strada, vista in carrellata soggettiva del guidatore offuscato, come in Lost Highway. Al di là del gusto cinefilo della situazione, il film è pieno di buone intenzioni e di messaggi anche troppo esplicitati dalla figura del giovane studente di architettura partenopeo Julio, a cui è affidata una parte didascalica che mal s’intona al resto del film: due volte sciorina didatticamente i due temi che stanno a cuore a Francesco Sossai e Adriano Candiago, ovvero una prima volta si blocca di fronte a un affresco di Scuola del Veronese, che illustra l’assunto del film contenuto nel titolo e cioè che quella terra (non territorio) compressa tra monti e laguna si può espungere da qualsiasi narrazione, perché ne è privo; vacua distesa piana senza “rilievi”, né storie, dove non capita nulla nel vuoto pieno di niente e si è in sostanza tutti reduci di un passato scomparso (come altrettanto esplicitamente viene detto dal tedesco venuto in Italia per vederla prima che gli italiani la distruggano, ma lo ha fatto ormai con troppo ritardo). Tutto ciò si era capito dalle sequenze e dai racconti precedenti, dalle schitarrate country strascicate da Krano come estensione delle vocali prolungate dal dialetto, non si sentiva il bisogno dello spiegone. L’altro episodio didascalico è quello attorno alla Tomba dei Brion, dove Carlo Scarpa ha alluso alla pesantezza della morte con i materiali e contemporaneamente alla sua levità con specchi, oblò luminosi, spazi aperti; utili per elaborare il lutto, che nel caso del film è quello di leggende metropolitane che si vanno perdendo anche nella memoria, di chi tornando vede volatilizzarsi il sogno del malloppo spazzato dalle fondamenta di una delle tante anonime villette della zona. Pure questo concetto si era compreso senza bisogno che venisse pontificato nelle battute di Julio.
TRASPORTO PUBBLICO BRESCIANO: RITARDI, CANCELLAZIONI E…INCENDI. 4 INTERROGAZIONI IN PROVINCIA
Trasporto pubblico allo sbaraglio, tra cancellazioni quotidiane, autobus in fiamme e autisti che non si trovano. Denuciata nuovamente la situazione dei trasporti locali con una serie di interrogazioni al consiglio della provincia di Brescia. Mercoledì 10 dicembre presentate 4 interrogazioni a prima firma del consigliere provinciale Andrea Curcio, che saranno discusse al Broletto. Si chiedono risposte all’Amministrazione provinciale in merito: al livello dei servizi dei trasporti in provincia, date le cancellazioni quotidiane del gestore Arriva; allo stato di manutenzione del parco mezzi dei concessionari in seguito all’incendio che ha coinvolto un bus Arriva; alla dismissione della linea produttiva da parte del fornitore Alstom e che riguarda il progetto di linea alimentata ad idrogeno H2iseO. Le ragioni esposte in conferenza stampa con Andrea Curcio, consigliere provinciale del Partito Democratico. Ascolta o scarica Alla conferenza stampa ha partecipato anche Francesco Catalano, consigliere di maggioranza a Brescia con la lista “Al lavoro con Brescia”. Ascolta o scarica
December 11, 2025
Radio Onda d`Urto
ARGENTINA: “PRIMA BATOSTA ELETTORALE PER JAVIER MILEI”, A BUENOS AIRES VINCE IL CANDIDATO PERONISTA
Prima sconfitta di Javier Milei a delle elezioni da quando è diventato presidente dell’Argentina. Si è votato per eleggere il consiglio provinciale di Buenos Aires dove Axel Kicillof, governatore uscente e candidato peronista, ha ottenuto il 46,8% dei voti; La Libertad Avanza, il partito di Milei, si è fermata al 33,8%.  Risultato importante anche perchè ottenuto in una provincia che rappresenta il 40% dell’elettorato nazionale e che elegge 46 deputati e 23 senatori provinciali. Da segnalare però anche un crollo dell’affluenza. La corrispondenza di Federico Larsen, giornalista italo argentino e nostro collaboratore da La Plata. Ascolta o scarica
September 8, 2025
Radio Onda d`Urto
BRESCIA: NESSUN IMMOBILE RICORDERÀ SERGIO RAMELLI, IL CONSIGLIO PROVINCIALE BOCCIA LA PROPOSTA DI FDI
8 consiglieri di maggioranza alla Provincia di Brescia hanno votato a favore della proposta di due consiglieri di Fratelli d’Italia, Daniele Mannatrizio e Tommaso Brognoli, che avevano chiesto di dedicare un immobile a Sergio Ramelli. 9 i voti contrari su 17 presenti. La minoranza è uscita dall’aula, una decisione condivisa dal consigliere leghista Agostino Damiolini e da Laura Treccani di Lombardia Ideale. In questo modo è mancato il numero legale per approvare la mozione. Ramelli, militante del Fronte della Gioventù, era stato ucciso nel 1975 da alcuni militanti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia Operaia. La proposta di dedicare una proprietà della provincia a Ramelli aveva alimentato il dibattito politico e l’iniziativa era stata bollata da partiti, associazioni e sindacati che si riconoscono nella storia democratica e antifascista della Repubblica, come “di chiaro carattere propagandistico e strumentale, già messa in atto in altre realtà territoriali”. Si tratta della “strategia revisionista di un mondo politico che, anziché recidere le proprie connessioni con la forma peggiore assunta dal fascismo storico, quello della Repubblica Sociale Italiana, persegue il mantenimento di atteggiamenti ambigui e revisionisti”. Nel comunicato contrario alla proposta “provocatoria” si erano uniti PD, Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, AVS, Movimento 5 Stelle, Al lavoro per Brescia, Provincia Bene Comune e Brescia Attiva, CGIL, CISL e UIL, ANPI, Fiamme Verdi e ANED. La strategia di FdI per intitolare spazi pubblici a Ramelli prosegue in tutta Italia, ma non sempre attecchisce: nel bresciano lo scorso mese il Consiglio comunale di Mazzano aveva bocciato la proposta. A Lonato invece era passata a fine maggio, tra le proteste della cittadinanza. Il consigliere provinciale proponente e capogruppo di FdI, Daniele Mannatrizio, ha dichiarato che “per garantire comunque l’approvazione della mozione, verrà convocato un Consiglio provinciale straordinario per lunedì prossimo 4 agosto, a dimostrazione della ferma volontà politica di portare a compimento un atto di memoria e di civiltà”. Il commento di Francesco Bertoli, segretario generale della CGIL di Brescia. Ascolta o scarica
July 30, 2025
Radio Onda d`Urto
DESENZANO (BS): BOICOTTA L’ESAME ORALE PERCHÈ CONTRARIO ALLA “CONCEZIONE PUNITIVA E REPRESSIVA” DELLA SCUOLA
Continuano ad emergere su quotidiani e televisioni nazionali nuovi casi di studenti e studentesse delle scuole superiori che si sono rifiutate di sostenere l’esame orale alla maturità. Hanno preferito accontentarsi di un voto appena sufficiente ottenuto con il curriculum scoltastico e le prove scritte. Diserzioni alla maturità anche in provincia di Brescia. Contrario ad una concezione “ottocentesca, punitiva e repressiva” del sistema scolastico Enea, ormai ex studente del liceo di Stato Girolamo Bagatta di Desenzano del Garda, si è rifiutato di sostenere l’esame orale. La decisione è stata presa dopo aver sostenuto gli esami scritti, durante i quali aveva ottenuto un punteggio “inferiore alla media di tutto l’anno precedente”, in particolare durante la prima prova. Dopo aver sostenuto i due esami scritti, Enea aveva già il punteggio necessario per la promozione. Per lui non era quindi fondamentale sostenere l’orale, che avrebbe contribuito unicamente ad alzare il voto finale. Contro le defezioni di studenti e studentesse si era schierato il Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, che ha già minacciato chi rifiuterà l’orale il prossimo anno: saranno bocciati. La testimonianza di Enea, che ha appena terminato gli esami di maturità presso il liceo Bagatta di Desenzano del Garda. È militante nel Collettivo Gardesano Autonomo e nel Fronte della Gioventù Comunista. Ascolta o scarica
July 14, 2025
Radio Onda d`Urto