Tag - scrittura

Il genocidio spiegato a Erri De Luca
Pare assurdo: uno che ha fatto il volontariato nell’ex Jugoslavia, dove è accaduto uno dei genocidi condannati dalla Corte penale internazionale, non sa riconoscere quello di Gaza. E non è un problema soltanto suo. L’intervista rilasciata da Erri De Luca al giornale israeliano Israel Hayom sta suscitando, più che un […] L'articolo Il genocidio spiegato a Erri De Luca su Contropiano.
June 1, 2026
Contropiano
L’uomo che resta. Cospito e i libri – di Luigi Vergallo
In casa mia si raccontava una storia che riguardava il Ticinese, il nostro quartiere, e uno degli uomini che lo abitavano. Quest’uomo era conosciuto da tutti e lo conosceva bene anche la mia famiglia. Non entra in questo mio scritto, dunque, né come un personaggio astratto, né come una funzione narrativa. Era un uomo [...]
May 20, 2026
Effimera
Oltre gli schermi: scrittura, IA e resistenze tecnologiche
Nel digitale tutto è scrittura – i siti web, i social media, le immagini e i video, ogni azione, come mettere un like o comprare qualcosa – tutto è fatto di scrittura, nelle sue fondamenta di codice informatico, ma la maggior parte di questa scrittura rimane nascosta ai nostri occhi, esclusa by design dagli schermi che ci circondano e su cui passa una parte sempre più grande delle nostre vite. L’«imperativo funzionale» di cui parla Marcello Vitali-Rosati in Éloge du bug. Être libre à l’époque du numérique (Zone, 2024) è incorporato nei dispositivi e nei servizi che ci circondano e ci dice, anzi, ci impone di non preoccuparci di come funzionano, di come sono stati costruiti e di quale influenza hanno su di noi e sui nostri comportamenti, anzi: applicazioni, telefoni e piattaforme devono essere il più semplici e intuitivi possibile, funzionare senza intoppi, in modo da renderci produttivi ogni istante che passiamo a usarli e a esserne usati. Ogni volta che agiamo all’interno di un social media commerciale, che facciamo una ricerca su Google, che usiamo un chatbot basato su un modello linguistico noi stiamo di fatto lavorando anche se ci stiamo svagando, siamo produttivi e contribuiamo alla creazione di valore per il pugno di aziende che ha costruito un oligopolio a cui è quasi impossibile sottrarsi. Argomenti dell'articolo 1. Il nodo del linguaggio: IA, scrittura, creatività 2. Travolti dal digitale? 3. IA, agenda neoliberale e speculazione finanziaria 4. Un excursus su IA e guerra 5. Per una critica radicale dell’IA e dei suoi presupposti ideologici 6. Costruiamo un futuro tecnologico diverso Leggi l'articolo di Roberto Laghi
David Grossman a Napoli con Maurizio de Giovanni: dialogo sulla parola
Dialogo al Teatro Sannazaro tra scrittura, realtà e responsabilità delle parole Sono uscita dal Teatro Sannazaro con una sensazione difficile da definire. Più del tono pacato di David Grossman o delle domande dirette di Maurizio de Giovanni, a colpire è stata la semplicità delle parole. Parole chiare, quasi essenziali, che non cancellano la complessità della realtà ma offrono comunque una piccola chiave di lettura diversa, lasciando spazio a una forma di speranza. L’incontro al Teatro Sannazaro non ha avuto i contorni di una presentazione di libro nel senso tradizionale. Pur facendo riferimento all’ultima opera di Grossman, La pace è l’unica strada, è stato soprattutto un confronto sul valore della parola come responsabilità. Maurizio de Giovanni ha aperto citando Carlo Levi e ricordando che le parole sono pietre, capaci di costruire o di ferire, chiedendo se oggi abbiano ancora un peso reale in un mondo dominato da immagini e rumore. La risposta di Grossman è partita dal suo metodo di scrittura. Non trascrivere ciò che già esiste, ma inventare. Non come fuga, bensì come possibilità di trasformazione. Solo creando storie nuove, ha suggerito, si può cambiare la Storia. Ed è qui che il discorso si è legato apertamente alla realtà: secondo Grossman israeliani e palestinesi restano spesso intrappolati nella ripetizione degli stessi gesti e delle stesse parole. Cambiare narrazione non significa dimenticare il passato, ma interrompere un meccanismo che continua a produrre gli stessi esiti. Dalla letteratura, in questo senso, può nascere un diverso modo di guardare e quindi di agire. A un certo punto de Giovanni ha definito Grossman un creatore di compassione, riconoscendo nella sua scrittura la capacità rara di entrare nelle vite dei personaggi senza giudicarli, ma comprendendoli. Alla domanda su quale personaggio o sentimento gli fosse più vicino, Grossman ha risposto che quando scrive davvero bene finisce inevitabilmente per raccontare se stesso, ma non attraverso il ricordo bensì attraverso la creazione. È in quel punto, ha lasciato intendere, che nasce la letteratura: non nella ripetizione di ciò che si conosce, ma nello sforzo di immaginare qualcosa che prima non esisteva. Il dialogo si è chiuso su un terreno ancora più personale. De Giovanni ha parlato della propria città, Napoli, come di un luogo attraversato da molte ombre ma capace di rinascere proprio da quelle contraddizioni. Una città complessa, dolorosa a tratti, ma che vive nella pace e dentro la quale lui si riconosce pienamente. Da qui l’ultima domanda rivolta a Grossman, quasi dichiarata con affetto: come si può essere profondamente legati al proprio Paese e allo stesso tempo dissentire apertamente dalle sue scelte politiche. La risposta dello scrittore è arrivata breve, senza protezioni: sanno che amano i miei libri, ma non la mia politica. Una frase asciutta che ha chiuso l’incontro lasciando in sospeso il peso e il costo della libertà di parola. La sera precedente, nella basilica di San Giovanni Maggiore, il cardinale Mimmo Battaglia gli aveva conferito il premio Pellegrini di Pace. Un momento diverso, più simbolico e spirituale, ma attraversato dallo stesso filo: la richiesta di una pace che non sia tregua ma trasformazione reale. Le parole di Battaglia, una pace che non faccia vergognare di essere umani, hanno fatto da cornice a un evento partecipatissimo, quasi corale. Ed è proprio questa doppia presenza, religiosa e letteraria, istituzionale e dialogica, che ha acceso alcune polemiche. C’è chi ha osservato come, in un momento storico così lacerato, la visibilità concessa a un autore israeliano rischi di oscurare le voci palestinesi. È una riflessione che non può essere liquidata con leggerezza. Ma forse la questione non sta nello scegliere quale voce ascoltare, bensì nel non smettere di ascoltarne altre. La parola, se vuole essere davvero spazio di incontro, non può diventare esclusiva. Napoli, in queste giornate, ha mostrato insieme accoglienza e interrogativi, desiderio di dialogo e bisogno di confronto. Grossman non ha portato soluzioni. Ha portato un’idea semplice e difficile insieme: che la letteratura non serve a fuggire dalla realtà, ma a immaginarne una diversa prima che accada. E forse è questo il punto più politico, nel senso più umano del termine: cambiare la storia comincia dal cambiare il modo in cui la raccontiamo. Foto di Lucia Montanaro Ingresso del Teatro Sannazzaro di Napoli In scena David Grossman e Maurizio de Giovanni Lungo applauso per Grossman dal pubblico in sala. Il pubblico del Teatro Sannazzaro Lucia Montanaro
February 3, 2026
Pressenza
Jack London, i 150 anni di un rivoluzionario
“Vostro per la rivoluzione”: anche in questo modo l’autore, nato a San Francisco il 12 gennaio 1876, amava chiudere le sue lettere. Come lui, molti altri socialisti dell’epoca le concludevano allo stesso modo. La necessità di scoprire e riscoprire Jack London nel 150° anniversario della sua nascita sta proprio nel […] L'articolo Jack London, i 150 anni di un rivoluzionario su Contropiano.
January 13, 2026
Contropiano
Tutto scorre…
C’ho 74 anni. Tra un decennio non ci sarò più. Cosi come non ci saranno più persone in grado di scrivere.  L’IA ha spalancato questo mondo. Non siamo più motivati a scrivere.  L’IA lo fa per noi.  Il risultato sarà un mondo diviso tra chi scrive e chi non scrive.  […] L'articolo Tutto scorre… su Contropiano.
September 3, 2025
Contropiano
Goffredo Fofi, l’ultimo rompicoglioni
Goffredo Fofi ci ha lasciati venerdì. È stata la prima notizia che ho appreso aprendo il cellulare. Intellettuale eclettico e sfaccettatato, radicale e marxista eterodosso, Fofi è stato saggista, attivista, giornalista e critico cinematografico, letterario e teatrale italiano. In tanti lo stanno ricordando in queste ore. Molti utilizzando parole di […] L'articolo Goffredo Fofi, l’ultimo rompicoglioni su Contropiano.
July 13, 2025
Contropiano