Tag - no alla guerra

Il pacifismo italiano in cerca di autore
Il 18 aprile si è tenuto a Roma, al Caffè Letterario nel quartiere Ostiense, un interessante convegno organizzato dal gruppo di pacifisti de Il Coraggio della Pace. Iniziativa sicuramente opportuna in questa fase in cui il mondo sembra sprofondare … Leggi tutto L'articolo Il pacifismo italiano in cerca di autore sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Primavera contro la guerra nelle strade di Varese
Nel pieno della primavera varesina, domenica 19 aprile, un corteo colorato ed entusiasta ha attraversato le strade del centro di Varese, sventolando bandiere arcobaleno, palestinesi e di associazioni locali. Un migliaio di persone, soprattutto giovani, si è mobilitato per la manifestazione organizzata, con il patrocinio del Comune, da diverse associazioni per gridare NO ALLA GUERRA, contro l’economia bellica e la militarizzazione. Il corteo è partito alle 15.40 dall’ingresso dei Giardini Estensi ed è stato aperto dalla voce di Michela e Francesco del Collettivo “Da Varese a Gaza”, che hanno posto l’accento su due dati di fatto: le guerre hanno sempre dei responsabili e, nel caso attuale, vengono individuati nell’imperialismo degli Stati Uniti e nel colonialismo di Israele; inoltre non è necessario essere attivisti per opporsi, perché ognuno può contribuire con piccoli gesti. Prima della partenza è intervenuto Monsignor Franco Gallivanone, vicario episcopale, con un saluto in italiano e in arabo e un invito a essere costruttori di pace. Il corteo è quindi partito, ricco di striscioni, cartelli, slogan, cori e musica italiana e araba, cantata e ballata dai partecipanti. In Piazza della Repubblica sono intervenuti i rappresentanti degli studenti varesini, che hanno ribadito il loro rifiuto della guerra e di un futuro legato a un conflitto. Hanno chiesto più partecipazione nelle decisioni scolastiche e politiche e che le risorse vengano destinate a scuola, sanità e welfare, invece che alle armi. Secondo gli studenti, il sistema può essere cambiato attraverso organizzazioni dal basso e la costruzione di un pensiero critico: per loro la pace è una scelta politica da costruire a partire dalle nuove generazioni. Proseguendo per le vie cittadine, si è arrivati in via Puccini, dove l’artista Andrea Trotti ha voluto esporre al corteo la sua opera “Karamah”, che in arabo significa dignità, onore e resilienza. La grande tela, dedicata alle rovine della guerra, ha attirato l’attenzione di diversi manifestanti, che sono entrati nel suo studio a visionare altre sue opere ispirate alla tragedia di tutte le guerre. Poco più avanti, in Largo della Resistenza, è partito il coro di “Bella Ciao”, che ha coinvolto i partecipanti. A seguire, la testimonianza di Yara, una giovane donna palestinese, che ha offerto un racconto personale e toccante parlando del suo percorso per diventare medico e della difficoltà di crescere senza un’identità, come cittadina di serie B, senza la possibilità di conoscere la propria storia, perché dal 1948 il popolo arabo palestinese è stato vessato da un progetto sionista di colonialismo e di pulizia etnica. Il momento si è concluso con la diffusione della canzone araba “Mawtini” (“La mia patria”), interpretata dalla cantante Elissa, su testo del poeta palestinese Ibrahim Tuqan degli anni ’30. Il corteo è poi proseguito verso Piazza Carducci dove, sulle note di “Rossa Palestina”, brano degli anni ’70, i partecipanti hanno cantato e ballato con entusiasmo. Altri interventi hanno richiamato l’attenzione sul conflitto in Palestina, su quanto accade in Iran e in Medio Oriente e sulle responsabilità politiche internazionali e del governo italiano. È stata inoltre sottolineata la questione della criminalizzazione del dissenso, con riferimento al Ddl contro l’antisemitismo, che è ben diverso dall’antisionismo. Uno degli ultimi interventi si è concentrato sul ruolo del territorio locale nella produzione di materiale bellico, come aerei, munizioni ed elicotteri utilizzati nei conflitti. La manifestazione si è conclusa in Piazza Monte Grappa con un invito al boicottaggio e all’organizzazione collettiva per continuare a resistere e a costruire alternative alla guerra. La società tende a scoraggiare la partecipazione politica, ma per i manifestanti l’unica strada per cambiare le cose resta unirsi, non isolarsi, organizzarsi, facendo rete e trasformare la rabbia in un progetto comune. Foto di Michele Testoni   Monica Perri
April 20, 2026
Pressenza
I portuali si coordinano a livello europeo per non lavorare per la guerra
La due giorni del meeting internazionale del 2&/27 settembre sul tema “I lavoratori portuali non lavorano per la guerra”, alla quale hanno partecipato delegazioni provenienti da Francia, Grecia, Paesi Baschi, Cipro, Slovenia, Amburgo e la presenza di altri osservatori, si e conclusa con il risultato della condivisione di un documento […] L'articolo I portuali si coordinano a livello europeo per non lavorare per la guerra su Contropiano.
September 30, 2025
Contropiano
Il treno della Pace non si ferma
> Comunicato stampa > dell’Associazione Augusto Castrucci > Diffidati da Fondazione FS per aver associato al treno a vapore, durante la > festa nazionale dei macchinisti e dei ferrovieri, i simboli della pace, della > resistenza e per i richiami alla Costituzione. In ferrovia tutti i treni hanno un numero od un nome. Quello fatto venerdì 26 da Firenze a Pistoia organizzato da macchinisti ed ex macchinisti con una vecchia macchina a vapore lo avevano chiamato un “Treno per la Pace e la difesa della Costituzione”. Già questo nome non era piaciuto alle F.S. e più precisamente alla “Fondazione Ferrovie dello Stato” che avevano precisato che “deve essere preventivamente autorizzata, pena la sospensione dell’attività”. Sicuramente la locandina di Ancora In Marcia con i colori della Palestina, con quella denominazione e con l’annuncio del coro “Bella Ciao” non era piaciuta alle F.S. e per questo i macchinisti avevano provveduto a cambiare la locandina con colori ed elementi più neutri (anche se il treno è pagato profumatamente dai macchinisti). Erano seguite altre email della fondazione che prendeva atto della “nuova evoluzione positiva della locandina dalla precedente” e che avrebbero avvisato comunque la security delle F.S.. Abbiamo visto infatti la presenza della security ma, come gli anni precedenti, prima della partenza del treno alcuni partecipanti con il festoso consenso dei presenti (senza che alcuno facesse osservazione) sono state esposte sul frontale della vecchia locomotiva, le bandiere della pace, della Palestina e dell’ANPI, subito rimosse prima della partenza del treno. Il treno con più di 300 partecipanti, venuti da tutta Italia, per Pistoia dove al dopolavoro ferroviario fra suoni e canti e premi si è svolta la festa. La sera però ci è stata subito inviata dalla Fondazione F.S. una mail con una diffida a mandare le foto ai media locali e regionali e “che è definitivamente sospesa ogni forma di collaborazione con la nostra associazione” e che “gli uffici competenti valuteranno eventuali azioni legali a tutela della fondazione F.S.”. Pronta la risposta della presidente dell’associazione Augusto Castrucci, Cristina Cabassi, che, pur assente alla iniziativa per malattia si è dichiarata “orgogliosa che nella sua ferrovia, nella quale ha dedicato 40 anni di lavoro, possano aver ospitato un simbolo della resistenza e della pace”. Potremmo chiudere qui la cronaca del comunicato, ma desideriamo informare i cittadini e ricordare ai dirigenti della fondazione arrivati da poco, che la locomotiva a vapore e i treni storici ci sono perché i macchinisti ne posero l’esigenza individuando una buona locomotiva a vapore (740-425) nel lontano deposito di Modica, richiesta avanzata e sollecitata dal loro rappresentante sindacale Gallori al presidente Necci e al ministro Bernini e trasportata a Firenze con l’autorizzazione del responsabile delle locomotive a vapore Vannucchi Roberto. Per anni i macchinisti volontari hanno accudito gratuitamente la macchina a vapore (con l’aiuto di alcuni amatori come Don Enrico Chiavacci e l’Avo Neri Baldi, figlio del macchinista Berti) per la creazione di una area museale in quella città. Per queste ragioni il treno a vapore veniva dato nei primi 10 anni gratis ai macchinisti. Oggi le cose sono cambiate, è nata l’istituzione della fondazione e sono stati nominati dirigenti e ne prendiamo atto (e paghiamo saporitamente il treno), ma non crediamo che per aver esposto la bandiera della pace, dell’ANPI e della Palestina prima della partenza del treno abbia offeso l’immagine e la reputazione di quella nostra ferrovia a cui gli organizzatori hanno dato lo la vita lavorativa. Per info: Ezio Gallori 338 605 8383 L’associazione dei Macchinisti Augusto Castrucci SCARICA IL COMUNICATO L'articolo Il treno della Pace non si ferma proviene da Ancora in Marcia!.
September 29, 2025
Ancora in Marcia!
Il treno della Pace non si ferma
> Comunicato stampa > dell’Associazione Augusto Castrucci > Diffidati da Fondazione FS per aver associato al treno a vapore, durante la > festa dei macchinisti e dei ferrovieri, i simboli della pace, della resistenza > e per i richiami alla Costituzione. In ferrovia tutti i treni hanno un numero od un nome. Quello fatto venerdì 26 da Firenze a Pistoia organizzato da macchinisti ed ex macchinisti con una vecchia macchina a vapore lo avevano chiamato un “Treno per la Pace e la difesa della Costituzione”. Già questo nome non era piaciuto alle F.S. e più precisamente alla “Fondazione Ferrovie dello Stato” che avevano precisato che “deve essere preventivamente autorizzata, pena la sospensione dell’attività”. Sicuramente la locandina di Ancora In Marcia con i colori della Palestina, con quella denominazione e con l’annuncio del coro “Bella Ciao” non era piaciuta alle F.S. e per questo i macchinisti avevano provveduto a cambiare la locandina con colori ed elementi più neutri (anche se il treno è pagato profumatamente dai macchinisti). Erano seguite altre email della fondazione che prendeva atto della “nuova evoluzione positiva della locandina dalla precedente” e che avrebbero avvisato comunque la security delle F.S.. Abbiamo visto infatti la presenza della security ma, come gli anni precedenti, prima della partenza del treno alcuni partecipanti con il festoso consenso dei presenti (senza che alcuno facesse osservazione) sono state esposte sul frontale della vecchia locomotiva, le bandiere della pace, della Palestina e dell’ANPI, subito rimosse prima della partenza del treno. Il treno con più di 300 partecipanti, venuti da tutta Italia, per Pistoia dove al dopolavoro ferroviario fra suoni e canti e premi si è svolta la festa. La sera però ci è stata subito inviata dalla Fondazione F.S. una mail con una diffida a mandare le foto ai media locali e regionali e “che è definitivamente sospesa ogni forma di collaborazione con la nostra associazione” e che “gli uffici competenti valuteranno eventuali azioni legali a tutela della fondazione F.S.”. Pronta la risposta della presidente dell’associazione Augusto Castrucci, Cristina Cabassi, che, pur assente alla iniziativa per malattia si è dichiarata “orgogliosa che nella sua ferrovia, nella quale ha dedicato 40 anni di lavoro, possano aver ospitato un simbolo della resistenza e della pace”. Potremmo chiudere qui la cronaca del comunicato, ma desideriamo informare i cittadini e ricordare ai dirigenti della fondazione arrivati da poco, che la locomotiva a vapore e i treni storici ci sono perché i macchinisti ne posero l’esigenza individuando una buona locomotiva a vapore (740-425) nel lontano deposito di Modica, richiesta avanzata e sollecitata dal loro rappresentante sindacale Gallori al presidente Necci e al ministro Bernini e trasportata a Firenze con l’autorizzazione del responsabile delle locomotive a vapore Vannucchi Roberto. Per anni i macchinisti volontari hanno accudito gratuitamente la macchina a vapore (con l’aiuto di alcuni amatori come Don Enrico Chiavacci e l’Avo Neri Baldi, figlio del macchinista Berti) per la creazione di una area museale in quella città. Per queste ragioni il treno a vapore veniva dato nei primi 10 anni gratis ai macchinisti. Oggi le cose sono cambiate, è nata l’istituzione della fondazione e sono stati nominati dirigenti e ne prendiamo atto (e paghiamo saporitamente il treno), ma non crediamo che per aver esposto la bandiera della pace, dell’ANPI e della Palestina prima della partenza del treno abbia offeso l’immagine e la reputazione di quella nostra ferrovia a cui gli organizzatori hanno dato lo la vita lavorativa. Per info Ezio Gallori 338 605 8383 L’associazione dei Macchinisti Augusto Castrucci L'articolo Il treno della Pace non si ferma proviene da Ancora in Marcia!.
September 29, 2025
Ancora in Marcia!
22 settembre 2025 per Gaza, una data da ricordare
Il 22 settembre è una giornata importante per l’Italia. Il popolo italiano non è rappresentato dalla classe politica che lo domina; il mondo della scuola e del lavoro che è sceso a chiedere la fine del genocidio, quell’orrore e vergogna … Leggi tutto L'articolo 22 settembre 2025 per Gaza, una data da ricordare sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Domenica manifestazione alla base di Camp Darby, contro le politiche guerrafondaie di Usa e Ue
Domenica 13 luglio anche la Rete dei Comunisti sarà alla manifestazione di fronte alla base USA di Camp Darby Il coordinamento toscano Disarmiamoli, costituitosi in seguito alla riuscita manifestazione dello scorso 21 giugno a Roma, ha indetto un importante presidio di fronte alla più grande base logistica dell’esercito statunitense fuori […] L'articolo Domenica manifestazione alla base di Camp Darby, contro le politiche guerrafondaie di Usa e Ue su Contropiano.
July 11, 2025
Contropiano