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Bari, 6 marzo: Assemblea regionale “Contro il riarmo e la militarizzazione del territorio”
VENERDÌ 6 MARZO 2026 | ORE 18.00 CASA DEI COMBONIANI, VIA GIULIO PETRONI N, 101 – BARI Si svolgerà venerdì 6 marzo 2026, alle ore 18.00, presso la Casa dei Comboniani in Via Giulio Petroni n, 101 a Bari l’Assemblea pubblica per il lancio della petizione al Consiglio regionale della Puglia per una rappresentanza trasparente e partecipata nel Comitato Misto Paritetico Regione–Forze Armate, in materia di regolamentazione delle servitù militari. Interverranno: Antonio Camuso, Nicola Colaianni, Giuseppe La Porta, Michele Lucivero, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Laura Marchetti, Alfio Nicotra, coordinatore della Rete Italiana Pace e Disarmo, Angela Rizzi, Antonio Sanarica, sindacalista USB, Carlo Tombola, presidente di Weapon Watch. Sono inoltre previsti contributi e testimonianze dai territori interessati dalla presenza di infrastrutture militari. Nel corso dell’assemblea sarà presentata ufficialmente la petizione per chiedere alla Regione Puglia maggiore trasparenza e un più incisivo controllo pubblico in materia di servitù militari Link per partecipare online: meet.google.com/qxe-zcyt-uqp ———————– Di seguito il testo integrale della petizione: PETIZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA PER UNA RAPPRESENTANZA TRASPARENTE E PARTECIPATA NEL COMITATO MISTO PARITETICO PER LE SERVITÙ MILITARI AL SIG. PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA I sottoscritti cittadini e cittadine, premesso che – il territorio della Regione Puglia è interessato da una presenza significativa di infrastrutture e attività militari; – in attuazione delle politiche nazionali ed europee in materia di difesa, tale presenza è destinata ad accrescersi nei prossimi anni, con rilevanti ricadute ambientali, sanitarie, sociali ed economiche sui territori coinvolti; – il Comitato misto paritetico per la regolamentazione delle servitù militari, previsto dall’articolo 322, comma 3, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, costituisce l’organismo istituzionale deputato alla consultazione tra lo Stato e le Regioni in materia di armonizzazione tra i piani di assetto territoriale e di sviluppo economico e sociale della regione e delle aree subregionali e i programmi delle installazioni militari e delle conseguenti limitazioni; – la normativa vigente prevede che il Comitato sia composto, tra gli altri, da sette rappresentanti della Regione, nominati dal Presidente della Giunta regionale su designazione, con voto limitato, del Consiglio regionale; considerato che – non esiste alcun obbligo normativo che imponga che tali rappresentanti debbano essere necessariamente consiglieri regionali eletti, rendendo dunque possibile valorizzare competenze esterne all’assemblea consiliare; – alcune Regioni, tra cui il Lazio, hanno già adottato o promosso modalità più aperte e partecipative nella designazione dei componenti regionali del Comitato; – il coinvolgimento di professionalità provenienti dal mondo accademico, scientifico, tecnico e dell’associazionismo può rafforzare il pluralismo, la qualità delle decisioni e la credibilità dell’azione istituzionale; – le comunità locali interessate dalle servitù militari segnalano da tempo una carenza di informazione circa lo svolgimento delle esercitazioni, le tempistiche e le ricadute sui territori, con effetti negativi sulle economie locali, in particolare nei settori agricolo, zootecnico e turistico; – procedure pubbliche e trasparenti di raccolta e valutazione delle candidature favoriscono la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e una più corretta informazione dell’opinione pubblica; chiedono che il Consiglio regionale della Puglia voglia: – prevedere, a partire dal prossimo rinnovo del Comitato misto paritetico per le servitù militari, la possibilità di valutare candidature mediante procedure pubbliche e trasparenti per la designazione dei rappresentanti regionali; – consentire la partecipazione, tramite tali procedure, di professionisti, studiosi ed esponenti qualificati dell’associazionismo e della società civile, con comprovata esperienza nei settori ambientale, giuridico, sanitario, territoriale o nella tutela dei diritti delle comunità locali; – definire criteri chiari e pubblicamente accessibili per la selezione delle candidature, o autocandidature, nel pieno rispetto delle prerogative istituzionali del Consiglio regionale; – promuovere una maggiore trasparenza e accessibilità delle informazioni relative all’attività del Comitato, anche al fine di garantire una tempestiva e adeguata informazione alle comunità locali e agli operatori economici dei territori interessati. I sottoscritti ritengono che tali misure possano contribuire a: – rafforzare il ruolo della Regione Puglia quale garante dell’interesse pubblico, della partecipazione democratica e della corretta rappresentanza istituzionale; – promuovere e tutelare l’autonomia di sviluppo delle comunità locali, contrastando scelte centralistiche e poco trasparenti e garantendo il coinvolgimento informato e partecipato delle popolazioni interessate nelle decisioni riguardanti opere e progetti che incidono sui loro territori. Confidiamo, pertanto, nell’emanazione a tempo debito di avviso pubblico nei termini suindicati. Soggetti promotori: AGESCI Puglia – ANCHENOI – ANPI Puglia – ARCI Puglia – Associazione Chiese Evangeliche Battiste di Puglia e Basilicata – Associazione PERIPLO – AVS Puglia – Centro Interdipartimentale di Ricerche sulla Pace dell’Università di Bari – Centro Studi Torre di Nebbia – COBAS Puglia – Comitato per la Pace di Altamura – Comitato per la Pace di Gioia del Colle – Comitato per la Pace di Manduria – Comitato per la Pace di Putignano – Comitato per la Pace di Ruvo di Puglia – Comitato per la Pace di Terra di Bari – Convochiamoci per Bari – Coordinamento Capitanata per la Pace – Coordinamento Grottaglie per la Palestina – Coordinamento Nord Barese Pace e Disarmo – Donne in Nero Bari – Fondazione don Tonino Bello – Gruppo Educhiamoci alla Pace – La Giusta Causa – Missionari Comboniani  di Bari – Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale di Puglia – Movimento Nonviolento Puglia – Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Puglia – Osservatorio per la Legalità e per la difesa del Bene Comune di Giovinazzo – Peacelink – Provincia delle Puglie dei Frati Minori Cappuccini – Rete dei Punti Pace Pax Christi di Puglia – Rifondazione Comunista Puglia – Risorgimento Socialista Puglia – Weapon Watch -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. 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Trani, 5 marzo: Assemblea Pubblica “Contro i re e le loro guerre” con Osservatorio
Giovedì 5 marzo, assemblea pubblica del Coordinamento Pace e Disarmo Nord Barese alle ore 18.30 presso HUB Porta Nova a Trani. Nel tempo delle nuove monarchie, delle guerre globali che avanzano con l’arroganza del potere, il nostro compito è chiaro: smascherare i meccanismi dell’imperialismo e del colonialismo, opporci all’autoritarismo e alla repressione, rivendicare il diritto dei popoli all’autodeterminazione. Siamo qui per intrecciare le lotte, per riconoscere il filo che lega la militarizzazione delle scuole, l’embargo su Cuba, la negazione dello Stato di Palestina, la guerra globale contro ogni dissenso. Non vogliamo re né padroni. Nessun re, nessun esercito, nessuna guerra può decidere del destino dei popoli. La nostra voce si unisce a quella di chi, a Roma, nel Regno Unito, negli USA, si mobilita contro la violenza istituzionale, contro la logica della forza che trasforma la vita in campo di battaglia. Siamo parte di una comunità che non si piega, che costruisce solidarietà, che si oppone alle narrazioni tossiche del potere. Intervengono: Alfio Nicotra, portavoce nazionale rete pace e disarmo Michele Lucivero, Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’università Amina Tridente, Global Movement to Gaza Puglia Invitiamo tutte e tutti a partecipare: la storia non si scrive da sola, la storia siamo noi, determinati a dire NO ai re, NO alle guerre. Sì alla pace, sì alla giustizia, sì all’autodeterminazione. --------------------------------------------------------------------------------
Assemblea nazionale 4 marzo per il rilancio della campagna “La Conoscenza non marcia”
La campagna “La conoscenza non marcia” è una iniziativa che unisce una rete di realtà organizzate del mondo della scuola e dell’università, che ha l’obiettivo di darsi uno strumento per interrompere i rapporti tra l’istruzione pubblica e il complesso militare-industriale, e dunque con la sua complicità con il genocidio del popolo palestinese. Invertire la tendenza del nostro sistema d’istruzione ad essere uno strumento delle politiche di guerra. In Israele esso è completamente sussunto nel progetto genocida, sia attraverso la collaborazione materiale nell’industria bellica, sia con la produzione di saperi – che Marx chiamava “i mezzi della produzione intellettuale” – che giustificano ideologicamente l’oppressione dei palestinesi. Come abbiamo visto durante la fase più acuta del genocidio israeliano del popolo palestinese, la presenza dell’industria militare, e di varie organizzazione o fondazioni che fungono da tramite, mostrava l’assorbimento dei luoghi dell’istruzione nelle filiere produttive del settore militare: secondo i dati di altreconomia, in Italia, sui 31 atenei esaminati, 23 hanno rapporti con Leonardo S.p.a., 20 con Thales-Alenia, 8 con MBDA Italia, l’ultima azienda meno conosciuta ma che gioca un ruolo importante nella produzione di missili terra-aria. Il giro di denaro inserito in queste collaborazioni è di grande rilevanza. Ma a questo dato di partenza si aggiungono le trasformazioni imposte dal cosiddetto piano di riarmo europeo (o, emblematicamente, Readiness 2030): il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha più volte annunciato la necessità di un rapporto unico ed organico tra ricerca, difesa e industria militare. Il modello è quello della cittadella dell’aerospazio a Torino – nell’ambito del progetto NATO denominato DIANA (Defence Innovation Accelerator North Atlantic) – costruito su una cubatura donata da Leonardo s.p.a. al Politecnico. A questo si aggiungono le necessità, più volte richiamate, di produrre un’abitudine e una preparazione (una readiness, appunto) alla guerra ed alla necessità di sacrificare sé stessi e i propri cari contro un nemico costruito, sempre più concentrato sull’immagine della federazione Russa. In questo contesto vediamo aumentare le iniziative militari nelle scuole: gite in basi militari, reclutamento, PCTO con il settore difesa, tutto a creare uno “stato mentale di guerra”. Come ogni situazione bellica, il contesto si configura con una economia di guerra, in cui siamo abbondantemente scivolati, che si declina sul piano esterno e su quello interno: qualunque dissenso o ragionamento sulla complessità viene assorbito nella logica dell’amico/nemico e dunque da reprimere. Non a caso diversi documenti (tra cui il più inquietante è quello sulla guerra ibrida) e i tentativi legati alle iniziative di legge che equiparano l’antisionismo all’antisemitismo, identificano la produzione culturale come territorio da criminalizzare. In questo contesto pensiamo di doverci dare degli strumenti: abbiamo pensato alla campagna “la conoscenza non marcia”, alla possibilità di elaborare una proposta di legge e di avanzare momenti di dibatitto ed organizzazione per contrastare queste dinamiche, ed è su questo che chiamiamo alla discussione il 4 marzo 2026 – online alle ore 17.30. CLICCA QUI PER COLLEGARTI ALLA RIUNIONE SU ZOOM. Segui la pagina Facebook de La conoscenza non marcia e la pagina dedicata all’interno del sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
Report dell’Assemblea No NATO a Milano: analisi e proposte per il futuro
Delle prime due assemblee nazionali previste dal Coordinamento No NATO per l’anno 2026, sabato 31 gennaio si è tenuta quella di Milano, dedicata alle realtà simpatizzanti e aderenti  del coordinamento nel nord del Paese. Presenti una sessantina di persone rappresentanti perlopiù di comitati, collettivi ed associazioni. Dopo aver all’unanimità approvato il comunicato di solidarietà verso il corteo che in contemporanea si è tenuto a Torino in difesa degli spazi sociali e contro le politiche del governo Meloni, è stato presentato il dossier sulle installazioni delle basi USA-NATO a cura del coordinamento.  L’assemblea ha contato 17 interventi che, susseguendosi, hanno condiviso informazioni circa il loro lavoro sui vari territori e gli obbiettivi del proprio attivismo. Le riflessioni e i punti che sono stati affrontati sono stati molti: dalle analisi sui conflitti internazionali in corso alla repressione del dissenso interno al nostro Paese; dalla analisi e mappatura delle basi USA-NATO in Italia alla conseguenza delle loro installazioni sul territorio e sulle spese dei comuni; dalla pervasività galoppante della militarizzazione in ogni ambito della nostra vita alla diffusione in aumento di realtà antagoniste ad essa. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università è stato presente e ha condiviso tappe, obiettivi e strumenti del suo operato. L’ incontro, partecipato e ricco di spunti, ha tentato, in chiusura, di raccogliere le questioni emerse: il bilancio di un anno di lavoro e il tentativo di rafforzare una struttura organizzativa che riesca a coordinare le tantissime realtà italiane che si oppongono alla guerra e all’occupazione USA-NATO della nostra terra. Prossimamente il Coordinamento Nazionale No NATO diffonderà nuovi aggiornamenti…restiamo dunque in attesa della seconda assemblea. Clicca qui per il link al comunicato del Coordinamento No NATO. Elena Abate, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Calendario impegni 2026 Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Per facilitare l’organizzazione degli impegni e pianificare la partecipazione degli attivisti e delle attiviste alle varie attività dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, abbiamo pensato di mettere a disposizione un calendario con le riunioni del Consiglio di Gestione, le Assemblee degli/delle aderenti e gli incontri di formazione e aggiornamento in cui l’Osservatorio è coinvolto come promotore o collaboratore. Il link del calendario è disponibile anche nella barra laterale del sito nella visualizzazione desktop, nella pagina Adesioni e contatti oppure è possibile cercarlo nella sezione dedicata alla ricerca degli articoli. GENNAIO 2026 LUNMARMERGIOVENSABDOM12345 Consiglio di gestione ore 18:006789101112 Gruppo Convegni ore 17.00131415 Formazione: Palestina, Storia, Diritti161718192021 Formazione: La scuola tra Resistenza e Pace2223242526 Assemblea Aderenti ore 17:002728293031 FEBBRAIO 2026 LUNMARMERGIOVENSABDOM123 Consiglio di gestione ore 19:004567891011121314151617 18 Formazione: La scuola tra Resistenza e Pace19202122232425262728 MARZO 2026 LUNMARMERGIOVENSABDOM123 Consiglio di gestione ore 21:0045678910111213 Formazione: La scuola tra Resistenza e Pace141516171819202122232425262728293031 APRILE 2026 LUNMARMERGIOVENSABDOM1234567 Consiglio di gestione ore 17:008 Formazione: La scuola tra Resistenza e Pace9101112131415161718 Roma Assemblea Aderenti ore 9:001920212223242526272829 Formazione: La scuola tra Resistenza e Pace30 MAGGIO 2026 LUNMARMERGIOVENSABDOM1234 Formazione: La scuola tra Resistenza e Pace56 Consiglio di gestione ore 19:0078910111213141516171819202122232425262728293031 GIUGNO 2026 LUNMARMERGIOVENSABDOM123 Consiglio di gestione ore 21:00456789101112131415161718192021222324252627282930 LUGLIO 2026 LUNMARMERGIOVENSABDOM1 Assemblea Aderenti ore 21:0023456789101112131415161718192021222324252627282930 AGOSTO 2026 LUNMARMERGIOVENSABDOM12345 Consiglio di gestione ore 19:00678910111213141516171819202122232425262728293031 Assemblea Aderenti ore 17:00 SETTEMBRE 2026 LUNMARMERGIOVENSABDOM123 Consiglio di gestione ore 21:00456789101112131415161718192021222324252627282930 OTTOBRE 2026 LUNMARMERGIOVENSABDOM1 Consiglio di gestione ore 17:00234567891011121314151617181920212223 Assemblea Aderenti ore 19:002425262728293031 NOVEMBRE 2026 LUNMARMERGIOVENSABDOM1234 Non è la nostra festa5678910111213141516171819202122232425262728293031 DICEMBRE 2026 LUNMARMERGIOVENSABDOM123 Consiglio di gestione ore 21:004567891011121314151617 Assemblea Aderenti ore 21:0018192021222324252627282930
Assemblea online 29 dicembre: Mobilitazione Osservatorio contro censura nelle scuole
ALLA LUCE DEGLI ATTI REPRESSIVI E DI CENSURA CHE STANNO COLPENDO LE SCUOLE L’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ CONVOCA UN’ASSEMBLEA ONLINE PER IL 29 DICEMBRE ALLE 18:00 PER PREPARARE PER L’INIZIO DEL 2026 UN’ADEGUATA MOBILITAZIONE CON TUTTE LE REALTÀ PRESENTI SUI TERRITORI. ALLEGHIAMO IL VOLANTINO E IL DOCUMENTO PER APRIRE LA DISCUSSIONE.  VI ASPETTIAMO E BUONE FESTE. A seguito di alcuni post sui social e sui giornali di esponenti locali della destra è partita una interpellanza parlamentare e una rapidissima ispezione del Ministero dell’Istruzione e del Merito atta ad accertare gli avvenimenti. Sul banco degli “imputati” Francesca Albanese invitata online da alcuni istituti comprensivi a parlare di Palestina. I fatti riguardano scuole della Toscana, dell’Emilia Romagna e delle Marche; in alcuni casi gli ispettori non sono arrivati a giudicare l’operato di docenti e presidi, perché la presenza di Albanese era legata a una richiesta degli studenti e delle studentesse dentro un’assemblea regolarmente convocata. ALBANESE NELLE SCUOLE SECONDARIE? OGGI A LEI IL DINIEGO, DOMANI A NOI TUTTI L’invito a Francesca Albanese, relatrice speciale per le Nazioni Unite per il territorio palestinese occupato, era finalizzato a presentare il suo ultimo libro: “Quando il mondo dorme. Storie, parole e ferite della Palestina”, un percorso didattico, legato alla tragica attualità, che tuttavia ha provocato una pronta reazione politica di esponenti della destra (articoli sulla stampa locale e gli immancabili post sui social), che hanno chiesto la verifica di eventuali estremi di reato per Albanese; a ciò è seguita l’iniziativa del ministro Giuseppe Valditara con l’invio di ispettori che, a distanza di pochissimi giorni, sono entrati nelle scuole “incriminate” per valutare l’operato dei/delle docenti e verificare se sia stato garantito quel contraddittorio funzionale a scongiurare il rischio di “indottrinamento ideologico“. E proprio in questi ultimi giorni, in un istituto superiore dell’Emilia Romagna, con circolare della dirigenza, è stato annullato l’incontro con due refusenik, ossia obiettori di coscienza israeliani, organizzato da Assopace Palestina. Un’iniziativa di censura o di prudenza vista la nota ministeriale del 7 novembre che invoca il pluralismo e il contraddittorio? A nostro avviso si è voluta impedire la presenza di voci scomode e non allineate con i desiderata governativi. Detto in altri termini, ogni qual volta che parliamo di Palestina, di colonialismo di insediamento e dei civili palestinesi vittime dei bombardamenti israeliani dovremmo chiamare Smotrich oppure Gallant e Netanyahu, sui quali pende un mandato di cattura per crimini contro l’umanità da parte della Corte Penale Internazionale? Se oggi dovessimo invitare in una scuola lo storico israeliano antisionista Ilan Pappé dovremmo forse convocare l’ambasciatore di Israele o uno dei ministri che rivolgendosi agli arabi e ai palestinesi utilizza termini razzisti? O un ufficiale dell’esercito contro cui esistono prove dirette per crimini di guerra? E ogni qual volta si registrano presenze di militari nelle scuole denunciate dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università perché il ministro Valditara non invoca il contraddittorio? NON SI PARLI DI ATTUALITÀ A non essere gradita al ministro Giuseppe Valditara è proprio l’attualità, eppure da quando esistono le assemblee studentesche sono gli argomenti vissuti a provocare indignazione e il bisogno di approfondimenti. Si è parlato anche di estremi di reato perché la relatrice Francesca Albanese avrebbe “accusato l’attuale governo di essere fascista e complice di un genocidio” e sono state promesse azioni giudiziarie nei suoi confronti per tutelare il buon nome della maggioranza. In realtà sono le sue relazioni presentate all’Onu ad essere sul banco degli imputati a totale sprezzo del diritto internazionale. Chiedere la fine di rapporti commerciali con Israele è una richiesta inammissibile? O deve essere bandita ogni domanda relativa alle complicità politiche, finanziarie e industriali dello Stato italiano con Israele? Sono proprio l’accusa di genocidio e il racconto della Nakba che si vogliono bandire dalle scuole. Queste sono peraltro le stesse riflessioni di tanti e tante docenti, genitori, studenti e studentesse che registrano l’instaurarsi di un clima autoritario nelle scuole al fine di impedire l’autonomia e la libertà di insegnamento. Le ispezioni assumono allora una valenza politica perché vengono vissute negli istituti come un atto intimidatorio contro docenti, studenti e studentesse: non sono le sanzioni o i richiami a preoccupare, ma la continua intromissione del Ministero nella vita scolastica con l’utilizzo dei controlli e dei provvedimenti disciplinari per seminare paura, rassegnazione e silenzio. Ci siamo posti in questi giorni ulteriori domande: le scuole italiane sono divenute un covo di settari ed estremisti? E ogni azione della docenza necessita di un controllo da parte del Ministero come si faceva in epoca fascista? Si alimenta il sospetto sui/sulle docenti, sulla loro professionalità, si punta direttamente a condizionare le decisioni degli organi collegiali e, a nostro avviso, è anche l’inizio di una campagna antisindacale. I prossimi mesi diranno se i nostri argomenti sono fondati o meno. Quanto accade nelle scuole è soltanto un tassello di quanto avviene nell’intera società dove censura e repressione colpiscono intellettuali come il prof. Angelo d’Orsi, i centri sociali come Askatasuna, i movimenti studenteschi, gli attivisti per la Palestina, le persone che non rinunciano a esprimere un pensiero critico come l’imam Mohamed Shahin e infine i resistenti palestinesi come Anan Yaeesh e tutte le realtà conflittuali oggetto di repressione per il decreto sicurezza. Alla luce dei fatti appena descritti, L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università convoca un’assemblea online da tenersi il 29 Dicembre alle 18:00. Urge preparare un’adeguata risposta e mobilitazione da condividere con tutte le realtà presenti sui territori per l’inizio 2026. DEMOCRAZIA E AUTONOMIA DIDATTICA NON SI INGABBIANO! Per seguire l’assemblea entra nella riunione in Zoom https://us02web.zoom.us/j/81571709889?pwd=fUhfagxxq781tj9dTOmkdaamWCDDaP.1
Bergamo, 27 novembre, Assemblea pubblica con Osservatorio contro la militarizzazione
GIOVEDÌ, 27 NOVEMBRE 2025, ORE 20.00 BERGAMO, CTE DEL VILLAGGIO DEGLI SPOSI, SALA FRATUS Per la prima volta l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università sarà presente insieme agli studenti e alle studentesse universitari/e, ai collettivi palestinesi e alla cittadinanza a Bergamo all’incontro promosso dai Carc, che si terrà giovedì, 27 novembre 2025 presso il CTE del Villaggio degli Sposi, alla Sala Fratus alle ore 20.00. L’incontro approfondirà la relazione tra il mondo dell’istruzione e la filiera bellica. e alcuni rappresenttanti dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università contribuiranno all’iniziativa relazionando sul proprio lavoro di monitoraggio e denuncia. 10-100-1000 Osservatori contro la militarizzazione delle scuole in ogni città! Qui il link del profilo del collettivo universitario, da cui si può scaricare con Q-code: https://www.instagram.com/p/DDxKUpoMLH1/?igsh=aW95cmRya3dqOXZz   
Militari israeliani nelle scuole italiane: inchiesta di Assemblea Scuola Torino sul progetto Net@
PUBBLICHIAMO UNA INTERESSANTE INCHIESTA DI ASSEMBLEA SCUOLA TORINO SU UNA TERRIBILE PROPAGANDA ISRAELIANA CHE VIENE PRESENTATA NELLA SCUOLE SOTTO FORMA DI PCTO. COME OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ STIGMATIZZIAMO QUESTE INIZIATIVE E RINGRAZIAMO ASSEMBLEA SCUOLA TORINO PER QUESTO PREZIOSO CONTRIBUTO CHE CI HA FATTO PERVENIRE. NET@. DA BE COOL! A PROPAGANDA ISRAELIANA DENTRO LE NOSTRE SCUOLE Dobbiamo puntare molto sulle scuole e abbiamo insegnanti giovani e carismatici che dovranno sfidare un sistema scolastico spesso molto tradizionale portando energia e innovazione. Dafna Gaber Lifshitz, CEO di Appleseeds Net@ a scuola si presenta come un progetto di PCTO (da poco Formazione Scuola-Lavoro) proposto agli studenti: un’opportunità imperdibile per sviluppare digital and social skills utili per la propria crescita umana, professionale e imprenditoriale. L’immagine che vogliono trasmettere è legata a un approccio innovativo, interculturale e utile a colmare diseguaglianze digitali soprattutto nelle zone economicamente e socialmente più svantaggiate. Lo scopo è diffondere competenze digital high-tech, in inglese, per studenti delle scuole superiori. Il progetto di durata pluriennale, spesso si presenta come ‘giovane’ perché, a differenza delle lezioni curricolari standard, è condotto da universitari che capiscono gli studenti e, di conseguenza, sono in grado di proporre un insegnamento molto più efficace rispetto alla scuola tradizionale. All’interno del programma viene insegnato come creare siti web per sponsorizzare prodotti, avviare start up, parlare in pubblico, il time management, ecc. Il programma del terzo e quarto anno in particolare prevede di occuparsi anche di cyber security. Tutto questo è gratuito per le famiglie perché sponsorizzato da istituti, fondazioni, associazioni private e dalle stesse scuole. Quindi un progetto per i giovani, coinvolgente dove la politica non c’entra assolutamente nulla. O quasi. Net@ è un progetto nato in Israele nel 2003. Lì viene pubblicizzato come un merito il fatto che chi esce dopo anni di formazione con Net@ sia in grado di rappresentare una risorsa preziosa per il mercato miliardario delle start up della cybersicurezza e delle tecnologie di guerra, focalizzate sul deep tech, anche per la necessità di dare risposta ai ‘problemi’ di ‘difesa’ e ‘sicurezza’ del paese (che questo settore rappresenti già un rischio per la nostra privacy e le nostre democrazie ce l’hanno rivelato scandali come il software “Pegasus” e lo spyware “Graphite”, spiando decine di migliaia di cittadini tra capi di stato, giornalisti e attivisti in tutto il mondo). Un altro fiore all’occhiello dei promotori di Net@ è che il 56% dei diplomati si arruola nelle unità tecnologiche d’élite dell’IDF. Dal 2018 Net@ si è diffuso per la prima volta all’estero con un progetto pilota a Milano. La volontà espressa dagli organizzatori fin da subito è di portarlo nel resto del territorio italiano e in altri paesi. A offrire i locali e promuovere a Milano il progetto è la Comunità ebraica, la stessa che ha recentemente invitato un militare dell’IDF accusato di probabili crimini di guerra, Adi Karni, a incontrare gli studenti dei licei per racccontare che a Gaza ha visto “solo odio”, che “stiamo facendo il lavoro sporco per voi” e spiegando che “l’Islam avanza in Europa”. Net@ è promosso e sostenuto dall’Agenzia ebraica per Israele (Sochnut), organizzazione sionista israeliana che sostiene l’ebraicità di Israele e dal Keren Hayesod, fondo nazionale di costruzione d’Israele e la centrale finanziaria del movimento sionista mondiale.  Dal 1967 l’Agenzia ebraica si occupa anche delle attività dei coloni israeliani insediatisi in Cisgiordania, nella Striscia di Gaza e nelle alture del Golan. Oltre alla Jewish Agency for Israel e al Keren Hayesod, altri partner sono l’Appleseeds Academy, l’Associazione Educazione Digitale Italia, la Fondazione Camis De Fonseca e Proedi Media. In un video pubblicato in rete la CEO di Appleseeds, Dafna Lifshitz, afferma che i finanziamenti più importanti di Net@ arrivano dalla USAID (Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale). L’USAIDè un’agenzia governativa statunitense creata nel 1961 per contrastare l’influenza dell’Unione Sovietica nel mondo. L’agenzia aveva la funzione di sostenere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America e viene indicata come uno dei suoi strumenti di soft power. Alcuni paesi accusano l’agenzia di essere una copertura della CIA e di essere parte delle politiche di interventismo degli Stati Uniti nel mondo. A partire dal 2019 il progetto è arrivato a Torino all’Istituto Germano Sommeiller e alla scuola ebraica. I docenti inizialmente sono Shinshinim, ovvero giovani israeliani che hanno completato la scuola superiore e rimandano di un anno il servizio militare obbligatorio per prestare servizio nelle comunità ebraiche all’estero. Il loro nome è un acronimo ebraico per “Shnat Sherut” o “anno di servizio”. Agiscono come ambasciatori culturali, portando la cultura e lo stile di vita israeliani, la lingua ebraica e le tradizioni ebraiche alle comunità locali prima di arruolarsi nell’esercito. A maggio 2022 il Keren Hayesod decide di non continuare il programma all’estero per mancanza di risorse. L’organizzazione e la diffusione presso le scuole sono allora affidate alla Fondazione Camis de Fonseca che da quel momento le promuove a Torino. Dall’anno 2023/2024 il progetto parte anche al Liceo Monti di Chieri. La fondazione Camis De Fonseca (ora anche associazione), con lo scopo di trovare partner italiani per poter continuare il progetto, finanzia “Grow in tech” composta generalmente da giovani studenti universitari che, una volta formati in Israele e alla metodologia, possono entrare nelle classi. Recentemente sono stati coinvolti nel progetto anche Merende Digitali e ESSE I Solutions. Lo scopo è quello di creare un ‘nuovo’ progetto Net@ Italia, ‘ripulito’, ma sempre funzionale alle organizzazioni e agli obiettivi strategici originari. Questo è stato detto in modo esplicito e pubblico durante un convegno del 21 maggio 2023 organizzato nella sede della fondazione Camis De Fonseca in cui, tra gli altri passaggi significativi, viene data la parola al rappresentante del Keren Hayesod per l’Italia, Eyal Avneri, il quale dice: “Stiamo lavorando tutti insieme per continuare il progetto Net@ a Torino con formatori italiani e farò il possibile, per la parte mia, per aiutarvi a realizzarlo, mettendo i contatti con Net@ in Israele, almeno a distanza. Sarà, secondo me, una bellissima collaborazione internazionale. […] Vi auguro un in bocca al lupo e spero di vedervi tutti a novembre in Israele”. Durante le attività capita che partecipi la fondatrice della Fondazione De Fonseca, Laura Camis De Fonseca che, sui social, condivide post dove vengono attaccati come antisemiti Papa Bergoglio, la Chiesa Cattolica e agenzie dell’ONU. Si arriva a leggere che “le organizzazioni internazionali sono peggio di una barzelletta, sono diventati organismi criminali che aiutano i jihadisti” e che “gli Stati europei e l’Europa quasi tutta, esattamente come la Chiesa, si riallacciano alle loro vergognose tradizioni antiebraiche”. La fondazione De Fonseca si occupa di geopolitica e ha una posizione politica sul conflitto israelo-palestinese. Basta scorrere velocemente il sito per capire che è una celebrazione del progetto israeliano con una visione piuttosto parziale. Durante l’anno scolastico vengono invitati esperti che propongono un’idea di scuola e di formazione estremamente aziendalistica e imprenditoriale. Altre attività didattiche hanno avuto anche lo scopo di dare una visione estremamente positiva di Israele come “una terra nata da sogni e speranze”, tecnologica, green e inclusiva. Nel 2022 tra gli studenti che partecipano al progetto viene proposto un concorso dal titolo “Israele. Storia, tradizione, sostenibilità e innovazione tecnologica”. I vincitori hanno in premio un viaggio d’istruzione in Israele: visite al museo della diaspora, al Muro del pianto, alla tomba di Ben Gurion. In conclusione, Net@ è un cavallo di Troia che promuove un’idea di scuola aziendale e imprenditoriale al servizio del mercato, valorizza ‘risorse’ per il mondo delle start up e della cybersicurezza, legato mani e piedi al genocidio di Gaza, alla pulizia etnica e alla diaspora palestinese. Forma futuri soldati d’élite nelle unità tecnologiche ed è ideato, organizzato e diffuso da organizzazioni, Istituti e fondazioni sioniste che, non solo negano o non condannano quanto sta avvenendo in Palestina da ottant’anni, ma che ne sono, spesso, direttamente coinvolti. Forse, ancora peggio, Net@ si presenta come un’organizzazione tecnologica giovanile che, proponendo parole d’ordine accattivanti come Be your best self, Be involved, Be open-minded, Be unlimited, Be cool sta consapevolmente formando un movimento giovanile e una parte della futura leadership economica e politica, con lo scopo di renderli funzionali ai suoi obiettivi strategici e organici alla sua ideologia. Assemblea Scuola Torino