Tag - criminalizzazione

K. Stern: “Il ddl antisemitismo alimenterà un nuovo maccartismo”
Kenneth S. Stern, 73 anni, è un giurista statunitense, direttore del Bard Center for the Study of Hate e principale figura del gruppo che, nel 2004, ha redatto la “famigerata” definizione operativa di antisemitismo poi adottata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Già in passato aveva messo in guardia dall’uso lesivo […] L'articolo K. Stern: “Il ddl antisemitismo alimenterà un nuovo maccartismo” su Contropiano.
October 16, 2026
Contropiano
Perù: Comunicatori alternativi: “Siamo tremendamente scomodi per il potere”
Uomini e donne della stampa, provenienti da Lima e dalle province del Perù, hanno denunciato atti di criminalizzazione subiti nell’esercizio del giornalismo. L’incontro si è svolto nell’ambito del Forum “Stampa concentrata e criminalizzazione della stampa alternativa”, tenutosi ieri lunedì 12, nell’ufficio del senatore Humberto Morales, del gruppo parlamentare Juntos por el Perú (JP). L’evento si è svolto nell’ufficio del senatore Humberto Morales, e ha visto la partecipazione delle senatrici Ruth Luque e Iber Maravi, oltre a Tania Pariona, ex parlamentare e segretaria esecutiva del Coordinamento Nazionale per i Diritti Umani (CNDDHH). I comunicatori alternativi erano invece rappresentati da Pavel Yabar (Yachay Wasy), Timoteo Cutipa, José Luis Manrique (Federazione della stampa delle province), Jorge Mendivil (Unancha Tv), Carlos Anaya (Combi Tv), Miguel Angel (Conexión Directa), Jesica Rosario (Cusco en portada.com), tra gli altri. “SIAMO TREMENDAMENTE SCOMODI PER IL POTERE” Jesica Rosario (della testata Cuscoenportada.com) ha dichiarato che “in pratica siamo sotto processo, dobbiamo difenderci assumendo avvocati, utilizzando le nostre risorse economiche, ed è quello che sta succedendo a tutti i media, Hildebrandt en sus trece, Yachay Wasy, e a molti dei presenti. Per questo, le chiedo, signor Senatore, che questo non sia solo un protocollo, ma che ci siano azioni concrete per creare una rete di accompagnamento. Siamo anche bersaglio degli hacker perché siamo tremendamente scomodi per il potere. Abbiamo bisogno anche di questo sostegno tecnologico per proteggerci e proteggere i nostri media indipendenti. Per proteggere questo baluardo del giornalismo”. “C’È UNA MANCANZA DI PROTEZIONE PER LA FUNZIONE DI INFORMARE” Da parte sua, il comunicatore Miguel Angel (di Conexión Directa) ha ringraziato per l’invito e ha sottolineato che “il popolo ha sempre voluto esprimere la propria opinione, ma ora dispone di canali che prima non esistevano. Un’altra cosa è essere consapevoli che viviamo in un’epoca dalle caratteristiche molto particolari. La stampa alternativa si trova in una situazione difficile, perché manca la protezione per la funzione di informare. La comunicazione è importante perché ora non solo si ha l’opportunità di esprimere la propria opinione, ma noi comunicatori alternativi raccogliamo il sentimento popolare. Questo è un patrimonio informativo che non deve essere sprecato”. Al termine dell’evento, il senatore Humberto Morales ha sottolineato la possibilità di un’iniziativa legislativa con la partecipazione dei comunicatori alternativi e ha dichiarato che “il nostro popolo ha bisogno di conoscere la verità, una verità che a volte viene mostrata solo in parte, o che viene costruita attraverso una narrazione che non corrisponde alla realtà, falsificando la verità. Uno degli obiettivi di avere giornalisti come voi è mettere in discussione tutto questo, informare sui fatti che attentano alla democrazia, non solo rivolgendosi a chi crea questa realtà, ma anche a chi ascolta e a chi agisce, perché questo ci conduce alla violenza”. Il Forum “Stampa concentrata e criminalizzazione della stampa alternativa” può essere visualizzato al seguente link: https://www.youtube.com/live/9X4QDpfEiao Redacción Perú
October 13, 2026
Pressenza
L’esperto tedesco di “antisemitismo” per reprimere i “pro-Pal” era una spia israeliana
Dal 7 ottobre 2023, Guy Katz, professore di gestione internazionale presso l’Università di Scienze Applicate di Monaco, è diventato una delle figure di spicco della politica tedesca in materia di Israele e antisemitismo. Katz ha fondato numerose organizzazioni che dichiarano di combattere l’antisemitismo, è intervenuto in Parlamento e ha collaborato […] L'articolo L’esperto tedesco di “antisemitismo” per reprimere i “pro-Pal” era una spia israeliana su Contropiano.
October 5, 2026
Contropiano
Decreto anti-maranza”: un testo culturale “oltre il moderno” – di Pietro Saitta
Probabilmente non vi è alcuna ragione per scrivere l’ennesimo articolo scandalizzato e critico sull’atrocità del decreto “anti-maranza”. Farlo sembrerebbe postulare l’esistenza di interlocutori e di razionalità classiche. Implicherebbe, cioè, l’illusione di muoversi entro spazi sociali in cui a contare sono la capacità di pressione dell’opinione pubblica, l’interesse per le argomentazioni razionali sui temi della [...]
August 1, 2026
Effimera
Dalla Val di Susa al “terrorismo di piazza”: la nuova frontiera della criminalizzazione
Non si è ancora conclusa l’ondata repressiva seguita alla manifestazione No Tav di sabato scorso in Val di Susa. Mentre la Procura di Torino continua a scandagliare migliaia di immagini raccolte da telecamere e droni per individuare altri manifestanti, due giovani cittadini tedeschi di vent’anni restano nel carcere Lorusso e […] L'articolo Dalla Val di Susa al “terrorismo di piazza”: la nuova frontiera della criminalizzazione su Contropiano.
August 1, 2026
Contropiano
Perù: le federazioni studentesche sostengono gli studenti dell’UNU e denunciano l’uso eccessivo della forza
Le federazioni universitarie di Lima e la Federazione degli Studenti del Perù (FEP) hanno espresso un massiccio sostegno agli studenti dell’Università Nazionale di Ucayali (UNU) in seguito all’intervento della Polizia Nazionale del Perù (PNP) nel campus universitario, caratterizzato da un uso smisurato della forza. Diversi studenti hanno riportato lesioni da corpo a corpo mentre protestavano contro una seduta del Consiglio universitario convocata dal rettore Edgardo Braul, figura fortemente contestata dagli studenti. Va sottolineato che gli studenti dell’UNU stanno protestando da maggio di quest’anno per avanzare 20 richieste, tra cui: il rinnovo delle autorità, del Consiglio Universitario, dell’Assemblea Universitaria e dei Consigli di Facoltà; la convocazione immediata delle elezioni dei rappresentanti studenteschi; una maggiore trasparenza sulle risorse e denunce relative a presunti atti di corruzione all’interno dell’università (in materia di logistica, assunzioni e nomina dei docenti); la semplificazione delle procedure per il conseguimento di titoli e lauree, tra le altre cose. La dichiarazione è sostenuta da 27 federazioni di studenti universitari e associazioni studentesche nazionali, che sottolineano che «questa misura non è isolata» e presenta un carattere ricorrente; per questo motivo, esigono «le dimissioni immediate dell’attuale rettore dell’UNU». Quest’ultimo afferma quanto segue: «A nome delle organizzazioni e delle associazioni studentesche firmatarie, esprimiamo il nostro più energico rifiuto dell’intervento della Polizia Nazionale del Perù contro gli studenti e le studentesse dell’Università Nazionale di Ucayali (UNU) che esercitavano il loro legittimo diritto di protesta per esigere le dimissioni dell’attuale rettore, Edgardo Leoncio Braul Gomero, nonché migliori condizioni per lo svolgimento dei propri studi, infrastrutture, trasparenza nella gestione universitaria e una pronta attenzione alle richieste della comunità studentesca. Durante l’intervento, abbiamo segnalato la sproporzionalità della violenza esercitata dalla PNP, che ha causato gravi feriti tra studenti e lavoratori a causa dei pallini e dell’esposizione ai gas lacrimogeni. Di fronte a ciò, riteniamo il rettore responsabile della violazione dei diritti della comunità universitaria e dell’incapacità di rispondere alle giuste richieste degli studenti. Purtroppo, questa misura non è un caso isolato. L’intervento della polizia nelle università e la persecuzione degli studenti organizzati si stanno verificando con sempre maggiore frequenza. A questo proposito, l’antidemocratica Legge Universitaria n. 30220 stabilisce, all’articolo 10, che l’accesso della Polizia Nazionale e del Ministero Pubblico ai campus universitari possa essere consentito o negato solo per mandato giudiziario o su richiesta del Rettore, il quale ha il solo dovere di renderne conto al Consiglio Universitario. Di fronte a ciò, gli altri membri della comunità universitaria rischiano di subire repressioni da parte di autorità chiuse al dialogo, che ricorrono all’intimidazione nei confronti di forme di protesta legittime. Pertanto, in qualità di associazioni studentesche, esigiamo: – Le dimissioni immediate del Rettore Edgardo Leoncio Braul Gomero; esigiamo inoltre che il Congresso della Repubblica, la SUNEDU, l’ANUP e il Ministero dell’Istruzione agiscano in conformità con i propri obblighi legali e politici, rivolgendo la propria attenzione a Ucayali. – Un’indagine obiettiva e indipendente sulle azioni delle forze dell’ordine e sulle decisioni che hanno portato all’intervento all’interno del campus universitario e sulle relative conseguenze, con l’attribuzione delle relative responsabilità. – L’intervento immediato del Ministero Pubblico, attraverso le Procura per la Prevenzione del Reato e le Procura Penali di turno, in collaborazione con il Difensore Civico, per garantire la tutela dell’intera comunità universitaria, la cessazione immediata della criminalizzazione del diritto di protesta e l’archiviazione definitiva di qualsiasi procedimento disciplinare o fascicolo penale istruito contro gli studenti. – La cessazione delle vessazioni e delle ritorsioni nei confronti degli studenti e delle studentesse che hanno partecipato alle proteste e alle azioni di lotta svolte da maggio ad oggi. – L’avvio di un processo di dialogo e di risoluzione delle rivendicazioni della comunità universitaria, alle condizioni concordate dalle parti per contrastare il dispotismo delle autorità universitarie corrotte. Lanciamo un appello all’unità tripartita dell’Università Nazionale di Ucayali e alla resistenza congiunta di tutte le forze democratiche – studenti, lavoratori e docenti – per difendere l’università e sottrarla alle mani di autorità corrotte e nefaste che, purtroppo, in questo momento saccheggiano e profanano il nome di tale istituzione accademica. Oggi, la difesa dell’UNU ha bisogno dell’unità dei suoi difensori. Oggi, più che mai, la forza tripartita di studenti, lavoratori e docenti ha il compito storico di recuperare i valori e i principi che hanno portato alla creazione dell’università. Sta a loro portare a termine questo compito storico, difendere l’università e lottare affinché essa sia, ora e sempre, un’università nazionale, scientifica e democratica, al servizio del popolo. Allo stesso modo, invitiamo le organizzazioni sociali per i diritti umani, popolari, ambientaliste, femministe, locali e della società civile di Ucayali a sostenere la legittima lotta dei nostri compagni dell’UNU e a non lasciarli soli in questa battaglia che stanno intraprendendo. Chiediamo inoltre a tutto il popolo peruviano di denunciare questi atti che criminalizzano il diritto di protesta. Noi studenti non rappresentiamo un pericolo, né tantomeno la forza della mobilitazione può essere paragonata alla forza repressiva e letale dello Stato. Segnaliamo con preoccupazione l’impunità con cui la PNP ricorre a un uso sproporzionato della violenza. Pertanto, riteniamo le autorità competenti responsabili della minaccia imminente al benessere degli studenti rappresentata da questi atti. Redacción Perú
July 9, 2026
Pressenza
Starmer e soci, la peggiore politica possibile
Con le dimissioni di Starmer si certifica lo stato comatoso della “democrazia liberale anglosassone”, che già era uscita massacrata dall’arrivo di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Il sesto premier dimissionario in soli dieci anni sta ad indicare che l’instabilità è il segno distintivo di questa lunga fase storica. […] L'articolo Starmer e soci, la peggiore politica possibile su Contropiano.
June 23, 2026
Contropiano
Perù: la stampa alternativa viene criminalizzata
Nel contesto di polarizzazione che sta vivendo il Paese a causa dello spoglio elettorale, domenica scorsa il programma televisivo “Cuarto Poder” ha mandato in onda un servizio intitolato “I volti che cercano lo scontro nelle strade”, identificando tra i presunti “istigatori” Pável Yábar, giornalista della stampa alternativa e direttore del canale digitale Yachay Wasy. Al di là del tono “conflittuale” del servizio stesso, questo evidenzia un approccio di parte perché, oltre a definirlo “istigatore”, collega Yábar all’“attacco a un mezzo di comunicazione” e lo colloca accanto ad “attivisti e organizzazioni legate a settori radicali come il Movadef” (Movimento per l’Amnistia e i Diritti Fondamentali), braccio politico di Sendero Luminoso. Il giornalista Pável Yábar, una volta venuto a conoscenza del servizio, ha riferito che il 13 giugno è stato aggredito e rapito con presunte finalità di intimidazione politica nel distretto di Los Olivos, nella città di Lima. Gli sono stati sottratti i suoi effetti personali, gli sono stati svuotati i conti bancari e hanno avuto accesso alle informazioni contenute nel suo cellulare. «Mi hanno chiesto per chi avessi votato e mi hanno detto: “Perché non accettate che abbia vinto Keiko?”». Il giornalista ha sporto denuncia presso la stazione di polizia di Sol de Oro. Pável Yábar ha ricevuto oggi numerose manifestazioni di solidarietà e il sostegno dell’Associazione Nazionale dei Giornalisti (ANP), che chiede un’indagine indipendente per fare chiarezza su possibili ritorsioni contro i giornalisti a causa della loro linea editoriale. LA VOCE DI CHI NON HA VOCE La stampa alternativa svolge un ruolo determinante nel processo elettorale e nelle varie manifestazioni che la popolazione organizza spontaneamente. È la voce di chi non ha voce, si mantiene al margine dei grandi gruppi commerciali e documenta i vari fatti di cronaca con uno stile diretto e critico, utilizzando canali digitali che democratizzano l’informazione. In Perù, la stampa alternativa si è espansa a partire dal 2021 (durante il governo di Pedro Castillo), ma affonda le sue radici nei giornali regionali (che davano visibilità alla realtà delle zone emarginate) e si è poi diffusa con il boom dei social network a partire dal 2015. A livello mondiale, affonda le sue radici nelle realtà universitarie, dove vengono promosse unità di ricerca giornalistica di stampo alternativo e critico. Oggi, in un Perù caratterizzato da un’elevata concentrazione dei mass media, la stampa alternativa rappresenta un’importante opzione informativa per la popolazione, che cerca notizie diverse da quelle fornite dai media tradizionali, i quali, in molti casi, riportano in modo omologato lo stesso contenuto informativo. Tuttavia, la stigmatizzazione del lavoro della stampa alternativa è un rischio latente, soprattutto in un paese in cui, dall’inizio dell’anno, si sono registrati 140 attacchi a giornalisti e mezzi di comunicazione. Redacción Perú
June 17, 2026
Pressenza