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Palestina: una terra che vuole vivere
La vita quotidiana della resistenza palestinese attraverso le immagini dalla Palestina e le voci dei e delle palestinesi nel documentario Hearbeat of the land. di Solidaria Bari (*) Foto: unsplash.com Raccontare la vita quotidiana della resistenza palestinese attraverso le immagini dalla Palestina e le voci dei e delle palestinesi. Questo è l’intento di Hearbeat of the land. Il battito della terra –
February 23, 2026
La Bottega del Barbieri
Palestina e memoria: non dimentichiamo, mai!
Oggi per la Palestina: – corrispondenza da Anbamed del 30 e 31 gennaio; – corrispondenza da Radio Onda d’Urto del 30 gennaio; – da Operazione Colomba sulle aggressioni in Cisgiordania; – da Avvenire riproposto da Anbamded sulle colonie in Cisgiordania; – Altreconomia sulla demolizione degli edifici dell’Unrwa; – da Avvenire sul progetto di ricostruzione di Gaza; – Enrico Vigna raccoglie
January 31, 2026
La Bottega del Barbieri
PALESTINA: SI PARLA DI “FASE DUE” MENTRE IL GENOCIDIO CONTINUA TRA BOMBARDAMENTI E CRISI UMANITARIA
Due carabinieri italiani sono stati minacciati, fermati e costretti a inginocchiarsi da un colono israeliano armato mentre svolgevano un sopralluogo in Cisgiordania, nei pressi di Ramallah, in un’area che formalmente rientra sotto l’amministrazione dell’Anp. I militari stavano preparando una missione degli ambasciatori dell’Unione europea in un villaggio della zona e hanno vissuto in prima persona ciò che la popolazione palestinese subisce ogni giorno. Dopo l’aggressione ai carabinieri, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, che ha espresso “rammarico” assicurando l’apertura di un’indagine. L’esercito israeliano ha però fornito una versione opposta dei fatti, sostenendo che a fermare i militari italiani sarebbe stato “un nostro soldato”, poiché si trovavano in una zona militare; una ricostruzione che appare come un tentativo di confondere e insabbiare l’accaduto, secondo una dinamica già vista in passato, come nei ripetuti attacchi contro le basi Unifil in Libano, dove sono presenti anche contingenti italiani. Proprio ieri sera nuovi raid israeliani hanno colpito Nabatieh, nel sud del Libano, causando almeno due vittime civili. Non è la prima volta che l’Italia convoca l’ambasciatore israeliano: era già accaduto nel novembre 2024, quando il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva reagito all’apertura del fuoco da parte delle truppe israeliane contro la missione Onu Unifil. Convocazioni che, finora, non hanno impedito il ripetersi degli attacchi. Nella West Bank proseguono i raid indiscriminati e una nuova ondata di demolizioni arbitrarie, da Nablus al nord di Gerusalemme, da Jenin a Hebron, a questo si aggiungono gli oltre 11mila palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, circa un terzo dei quali in “detenzione amministrativa”, senza accusa né processo. Intanto, nella Striscia di Gaza continua il genocidio, l’occupazione coloniale e la violenza contro il popolo palestinese, lo stesso popolo ancora oggi sotto le tende, con vento, freddo, gelo e le bombe continue di Israele: a Gaza solo stamattina 4 morti e 3 feriti ad Al Tuffah, vicino Gaza City. Dal 7 ottobre 2023 a oggi, secondo i dati disponibili, Israele ha annientato circa 2.700 nuclei familiari nella Striscia, lasciando oltre 6.000 persone come uniche sopravvissute di famiglie che contavano quattro, cinque o più membri. Tutto questo mentre si continua a parlare, a livello politico e diplomatico, della “fase 2” dell’accordo mai rispettato da Israele e di valichi pronti a riaprire. L’annunciata, ma non sicura, riapertura del valico di Rafah dopo quasi due anni rappresenta un fragile spiraglio di speranza per la popolazione di Gaza. Lo sottolinea anche Save the Children in un comunicato, ricordando che il valico, chiuso dal maggio 2024, è cruciale per consentire evacuazioni mediche, il ricongiungimento familiare, l’accesso all’istruzione per studenti e studentesse e l’ingresso di aiuti umanitari urgenti. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Shokri Hroub, compagno dell’UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese. Ascolta o scarica.
January 27, 2026
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: NUOVI CRIMINI DI GUERRA A GAZA E IN CISGIORDANIA. STALLO SUGLI AIUTI
Israele rinvia ancora una volta l’apertura del valico di Rafah. L’agenzia israeliana per le attività nei territori palestinesi ha dichiarato alla Reuters che sono in corso i preparativi con l’Egitto per aprire il valico di Rafah al passaggio delle persone, ma la data dell’apertura sarà annunciata in seguito. L’agenzia umanitaria ha aggiunto che gli aiuti umanitari non passeranno da Rafah, ma continueranno a entrare attraverso Karem Abu Salem (Kerem Shalom) e altri valichi. Parlare di aiuti umanitari non è comunque corretto: ad entrare sono camion commerciali e i beni venduti al mercato, non aiuti umanitari.  Al momento i palestinesi di Gaza non hanno la possibilità di acquistare questi beni: non hanno soldi e le banche non hanno ancora aperto. Inoltre, dei 600 camion  al giorno promessi e annunciati da Israele, al momento ne arrivano meno di 300. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) afferma di avere abbastanza cibo fuori dalla Striscia per rifornire la popolazione per tre mesi e che le squadre sono pronte a consegnarlo. “Ma nonostante il cessate il fuoco, il blocco delle autorità israeliane all’UNRWA che porta rifornimenti a Gaza continua dopo oltre 7 mesi”, ha scritto l’agenzia su X. Intanto a Gaza, nonostante il cessate il fuoco in corso, tre persone sono state uccise in attacchi israeliani contro i palestinesi.  Una persona è stata uccisa dal fuoco dell’esercito israeliano nel campo profughi di Bureij, nella parte orientale della Striscia di Gaza, mentre un’altra è stata ammazzata da un drone che  ha sganciato una bomba nella zona di Khan Younis. Qui ci sono anche due feriti, uno dei quali in gravi condizioni. Un altro palestinese è morto invece a causa delle ferite riportate dopo essere stato colpito due giorni fa nei pressi della Facoltà di Scienze e Tecnologia di Gaza City. Il direttore dell’ospedale al-Shifa di Gaza, Mohammed Abu Salmiya, afferma di non aver assistito a progressi degni di nota in termini di servizi sanitari o di disponibilità di medicinali dall’inizio del cessate il fuoco. Ha sottolineato che i prigionieri rilasciati necessitano di cure mediche speciali a causa delle condizioni di privazione e torture subiti nelle carceri israeliane. I medici dell’ospedale Nasser nella città di Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza, che hanno ricevuto i cadaveri di palestinesi uccisi da Israele e riconsegnati dalla Croce Rossa, hanno dichiarato oggi che c’erano prove sostanziali di percosse ed esecuzioni sommarie e che nessuno dei corpi era identificabile. Israele protagonista di violenze anche nella Cisgiordania occupata: le forze israeliane hanno assediato un paese a nord-est di Ramallah, demolendo una abitazione con il pretesto che sarebbe stata costruita senza permesso. Assedio anche al Al-Tuwani, villaggio palestinese nelle colline a Sud di Hebron, dove è stato bloccato l’ingresso per “operazioni militari” facendo cinque fermi e terrorizzando i residenti. Infine, una persona è rimasta ferita dagli spari israeliani nella città di al-Ram, a nord della Gerusalemme occupata. Negli ultimi mesi, le forze israeliane hanno intensificato gli attacchi contro i civili nei pressi del muro di separazione, provocando feriti e morti. Solo ieri un 57enne era stato ucciso dopo essere stato aggredito dai soldati vicino al muro. Gli aggiornamenti e i commenti di Shukri Hroub dell’UDAP, l’Unione democratica arabo-palestinese. Ascolta o scarica
October 16, 2025
Radio Onda d`Urto
PALESTINA: “NEGLI USA C’È UNA TRATTATIVA AMERICANI-AMERICANI”, MENTRE I BULLDOZER SONO AL LAVORO IN CISGIORDANIA E IL GENOCIDIO PROSEGUE
Genocidio a Gaza: anche stamattina le forze israeliane continuano a colpire Gaza, un campo profughi dopo una giornata di attacchi in cui sono morti almeno 95 palestinesi. 16 le persone uccise a partire dalle prime ore di questa mattina. Tra queste, otto persone sono state uccise in un attacco al campo profughi di Shati, due sono state uccise nel bombardamento di una casa a Deir el-Balah e due sono state uccise in un attacco con drone contro le tende a Khan Younis. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si sono incontrati per la seconda volta ieri per discutere di un cessate il fuoco a Gaza, ma non sembra esserci stata alcuna svolta. Secondo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu  si stanno aprendo opportunità per ampliare gli Accordi di Abramo. Lo riporta Haaretz.  Hamas afferma che “Gaza non si arrenderà” dopo che Netanyahu ha dichiarato che libererà i prigionieri israeliani rimasti nell’enclave devastata dalla guerra e sconfiggerà il gruppo palestinese. L’esercito israeliano ha rivendicato attacchi a diversi veicoli nel nord e nel sud del Libano, affermando che uno di questi attacchi ha ucciso un comandante di Hamas a Tripoli. Abbiamo chiesto a Shoukri Hroub, dell’UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese – un commento sul fronte diplomatico e gli aggiornamenti sull’iniziativa di solidarietà internazionale Freedom Flotilla. Ascolta o scarica
July 9, 2025
Radio Onda d`Urto