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Andrea Tuschka / Un gioco che non è solo un gioco
Discutere non è mai divertente, soprattutto per delle sciocchezze, soprattutto con degli amici ma è quello che succede un mattino tra Orso e Topo, grandi amici da molto tempo. I due amano trascorrere il tempo insieme chiacchierando delle cose del mondo ma quando ci si alza col piede storto purtroppo basta una parola sbagliata a rovinare tutto e infatti Orso, dopo una lite furibonda scoccata per un nonnulla ma in cui entrambi sono convinti di avere ragione, si arrabbia, prende e se ne torna in cima alla montagna nella sua tana, lasciando Topo basito ma furente. Topo per contro sull’onda emotiva del momento, come comprensibile del tutto negativa, si lancia e scrive un messaggio per Orso breve ma terribile. Per onor di cronaca riportiamo testualmente: Orso, non mi piaci proprio più, non farti maiiii rivedere quaggiù! Avevo ragione io nella lite, è evidente, e non mi dispiace proprio per niente! Ora, non è ben chiaro come la missiva sia giunta invece a destinazione in questa versione finale: Orso, mi piaci ancor di più, ti prego, fatti rivedere quaggiù! Avevi ragione nella lite, è evidente, e mi dispiace immensamente! Topo vuole far arrivare a Orso il suo messaggio rabbioso ma non vuole consegnarglielo personalmente, non ci pensa proprio a fare tutta quella strada su per la montagna, quindi opta per una scorciatoia, lasciare in custodia il testo agli animali del bosco che incontra a partire da Castoro. Attraversato il fiume è il turno di Lepre, e poi di Marmotta, di Vongola e poi di Colomba e di Talpa che finalmente giunge da Orso ma ormai la versione originale del messaggio è persa a causa di imprevisti, danni collaterali che tuttavia hanno contribuito a conciliare la pace tra i due litiganti. Questo si chiama telefono senza fili, un gioco divertente che si faceva da bambini e chissà se le nuove generazioni ci giocano ancora, anche se in caso di confronti accesi e discussioni non è (quasi) mai una buona soluzione. In questo caso però funziona alla perfezione e convince entrambi di essersi scusati per primi ridimensionando i toni della lite, di cui peraltro ci si è scordati completamente della scintilla che l’ha scatenata. L’orgoglio è un’arma che molto spesso usiamo per difenderci, per non soffrire quando in realtà siamo noi i primi a soffrire. Raccontata come una favola semplice racchiude in realtà un insegnamento potente, una storia che l’autrice Andrea Tuschka era solita narrare ai figli quando erano più piccoli per poi decidere un giorno di metterla per iscritto. A differenza di altri albi illustrati colpisce subito un dettaglio: le immagini non sono le classiche illustrazioni bensì incantevoli collage, minuscole figure ritagliate con forbici e taglierino che Rebekka Stelbrink ha composto dopo averli colorato il tutto con acquerelli, acrilici e pastelli. Immaginate la pazienza e le energie impiegate ma anche la soddisfazione di un risultato così minuzioso e molto raffinato, speciale. Ancora una volta Nomos si conferma una casa editrice attenta e sensibile a determinate tematiche, e dopo Muri di Frederic Maupomé si torna a parlare di come riuscire a confrontarsi in maniera civile e rispettosa. Fosse sempre così: evviva il telefono senza fili! L'articolo Andrea Tuschka / Un gioco che non è solo un gioco proviene da Pulp Magazine.
July 23, 2026
Pulp Magazine
Sam Smith, Nolan Kate / Parola d’ordine: divertirsi!
La parola d’ordine di quest’estate per Usborne è senz’altro divertirsi, e lo facciamo in compagnia di due pubblicazioni per due fasce d’età differenti. La prima è tutta dedicata agli appassionati di Antico Egitto ed enigmi che hanno intrapreso la scuola primaria. Occorre infatti già saper leggere e avere un acuto spirito d’osservazione per sbrigarsela. Intrappolati all’interno di una piramide Lucy e Tony dovranno tentare la fuga risolvendo svariati piccoli enigmi nascosti all’interno della stanza in cui si trovano, esattamente come in una escape room. Solo ottenendo la soluzione corretta si potrà proseguire di pagina in pagina fino all’agognata uscita. Tra mummie, serpenti e altre creature non propriamente abitate da buone intenzioni, l’avventura si sviluppa come in un film di Indiana Jones. Sempre con ironia e simpatia grazie alle battutine spiritose disseminate nel testo e nei dialoghi tra i due ragazzi, ci si appresta a trascorrere qualche ora in leggerezza e intelligenza. Garantiamo inoltre che le illustrazioni di Becka Moor sono talmente gradevoli da essere digeribili anche ai più suggestionabili. Il livello di difficoltà dei misteri da risolvere invece è abbastanza eterogeneo da essere inclusivo anche per chi vuole provare a sfidarsi ma non ha mai approcciato libri interattivi di questo genere. Il tutto per regalarsi un bel viaggio nell’Antico Egitto in cui i protagonisti siamo noi. Un’esperienza che dato l’avvicinarsi delle vacanze, consigliamo e per evitare ogni stress al termine dell’albo trovate tutte le soluzioni ma non vale barare! Questo secondo libro rappresenta un’attività ideale per intrattenere i bambini più piccoli – da un anno di età o anche prima se già abituati alla manualità di pastelli e pennarelli – soprattutto nel periodo estivo dato l’argomento, il mare, di cui in ogni pagina troviamo un breve paragrafo descrittivo. I delfini, le razze, i canti delle megattere e altre splendide creature marine raffigurate a tutta pagina e dallo stile che ricorda i kawaii (traducibile con carino, adorabile), ossia soggetti giapponesi disegnati con un tratto morbido e tondeggiante, e proporzioni infantili e colori tenui. In questo particolare e delizioso albo le creature marine presentano un contorno colorato mentre al centro gli spazi ad un primo colpo d’occhio sono bianchi ma se li si osserva in controluce si noteranno dei motivi nascosti. L’unico modo per scoprirli è colorarli con pastelli e matite colorate ed ecco svelata la magia. Come il principio della tecnica del ripasso su diverse superfici suggerisce e insegna, anche qui l’effetto colpo di scena è garantito e lascerà senz’altro a bocca aperta i bambini. In pochissime righe di testo questo albo costituisce una prima versione di enciclopedia, che offre interessanti spunti di approfondimento e curiosità sulla fauna marina, alcune anche poco note ai più. I disegni sono grandi per assicurare un’attività rilassante e facile, nonostante nessuno pretenda che si rispettino rigorosamente i bordi. Due ottime attività per intrattenere e divertire con intelligenza, prerogativa questa che è da sempre un principio base per il catalogo Usborne. L'articolo Sam Smith, Nolan Kate / Parola d’ordine: divertirsi! proviene da Pulp Magazine.
July 7, 2026
Pulp Magazine
Andrea Biscaro / Giochiamo con un libro?
Dalla prima pubblicazione della celeberrima serie del Lupo solitario di Joe Dever, nel 1984, sono trascorsi alcuni anni in cui la diffusione nelle librerie e tra i lettori di questa tipologia di narrativa è calata drasticamente. Eppure, a voler ben guardare, è forse una potente chiave di volta per avvicinare i ragazzi alla lettura dimostrando loro che l’oggetto libro non è un nemico bensì un’esperienza positiva da godere. La stessa esperienza totalizzante che un ragazzo vivrebbe giocando a un videogioco la si ottiene infatti leggendo un libro game o a bivi per la sua struttura narrativa peculiare: si parte da un prologo che contestualizza l’ambientazione per poi iniziare l’avventura. Al termine del primo capitolo, di solito breve, ci si ritrova di fronte a un bivio: se il lettore sceglie di compiere una tale azione si proseguirà la lettura a pagina x altrimenti si salterà a pagina y, in un altalenarsi di capitoli dando l’impressione di un ritmo veloce e sostenuto, con grande soddisfazione per chi legge, aspetto questo da non trascurare. La storia può durare pochi minuti o alcune ore a seconda delle scelte compiute creando così ogni volta una lettura nuova. Il game over è solo un’occasione in più per ricominciare daccapo e tornare a divertirsi. Ovviamente troviamo tutti i generi, dal giallo al fantasy, dall’horror all’avventura e persino il tema sportivo. Nel caso specifico Andrea Biscaro ha scelto l’horror – come è facile intuire dal titolo – ambientando la sua storia in un liceo, in cui il protagonista Jacopo accompagnato dal suo migliore amico Massimiliano vuole scoprire se la leggenda del ragazzino morto dentro il vecchio bagno è vera oppure appunto solo una diceria per spaventare gli studenti. La porta è chiusa a chiave e a conservarne l’unica copia è il bizzarro bidello Yuri. Tra presenze e strani rumori, dita scheletriche che escono dal lavandino e sangue, molto sangue, riusciranno i nostri eroi a risolvere il mistero? La tensione e la suspense, altissime, non danno tregua, e in aggiunta a una scrittura perfettamente in sintonia con il target di lettori offrono un’ottima esperienza di gioco. La scelta dell’immagine di copertina è tanto forte quanto azzeccata, da strapparti un piccolo sorriso, sorriso che tuttavia svanisce non appena si volta pagina e ci si addentra nei corridoi del Liceo Ariosto. Edizioni Astragalo è una casa editrice indipendente che da oltre dieci anni ha sempre fatto della narrazione e dell’arte illustrativa il fulcro delle sue scelte editoriali e stilistiche, puntando su narrazione e illustrazione come strumenti potenti per esplorare tematiche complesse e promuovere l’inclusione attraverso un uso attento della “parola” e delle immagini. Andrea Biscaro è un artista poliedrico con all’attivo molte pubblicazioni tra libri per ragazzi, albi, fumetti, thriller, romanzi storici, gialli, canzoni, poesia. Tra le sue ultime uscite ricordiamo il thriller per ragazzi Alex e i Cattivi Pensieri (Giunti 2024, 1° Classificato a Giallo&Nero di Puglia, Premio Speciale Ragazzi al Premio Città di Grosseto, finalista al Premio Internazionale Ceresio in Giallo, 2° Classificato al Premio Ovidio 2025), il romanzo sugli hikikomori Gloria sta in disparte (Raffaello 2025, Finalista Premio Bancarellino 2026), L’antro di Bosconero (Giunti 2025), i libri-game Quasi famosa e Il mistero delle tre porte (Raffaello 2026). È inoltre un ghostwriter tra i più accreditati in Italia: ha all’attivo decine di libri, tra biografie, romanzi, saggi, manuali, tesi, epistolari. L'articolo Andrea Biscaro / Giochiamo con un libro? proviene da Pulp Magazine.
June 22, 2026
Pulp Magazine
Cartwright, Taplin / Un Natale speciale
Ogni anno diventa sempre più complicato trovare il regalo perfetto per i nostri bambini. Fortunatamente Usborne arriva in nostro soccorso per risolvere tutti i nostri problemi con due pubblicazioni davvero speciali. La prima è il Calendario dell’avvento da colorare: scelta abbastanza classica, in apparenza, ma il libro nasconde al suo interno delle piacevoli sorprese. Innanzitutto, partiamo dalle caratteristiche principali che riguardano la robustezza dell’albo, che si apre a doppia pagina con un albero di Natale super addobbato da decorare e una serie di uccellini e ghirlande, in una struttura cartonata e rigida, mentre al suo interno lo scenario si sviluppa con una serie di case rigorosamente in bianco e nero con dettagli minuziosi tutti da colorare. Sparse nel disegno si celano le canoniche ventiquattro caselle, anch’esse da colorare, che una volta aperte – una al giorno fino alla Vigilia di Natale – scoprono un soggetto o una situazione in bianco e nero in tema natalizio che vanno a completare l’intero scenario dell’albo e a comporre così un delizioso villaggio natalizio. Sbizzarritevi nella scelta della tecnica da utilizzare ma soprattutto buona caccia alle caselle e a stupirvi nell’aprirle. Insomma, un’idea incantevole per intrattenere i nostri bambini con un albo creativo che andrà senz’altro a decorare la casa una volta terminato il periodo delle feste e rimarrà un dolce ricordo in futuro. La seconda opzione proposta da Usborne è un albo di medio-piccole dimensioni, dalle pagine cartonate e dai colori brillanti e inserti luccicanti. Si tratta di Con un tocco di magia. Natale, una novità assoluta che la casa editrice sceglie di declinare anche nella versione natalizia. Il 2023 vede infatti l’arrivo in libreria di Con un tocco di magia. Fatine mentre l’anno successivo Usborne amplia il catalogo della collana con Con un tocco di magia. Maghetti e Con un tocco di magia. Unicorni. Questa edizione natalizia è particolarmente ideale per le feste grazie agli effetti sonori prodotti appoggiando la bacchetta – sempre cartonata e inserita nella copertina – sui simboli di riferimento da cercare nelle pagine. Per Babbo Natale è giunto il fatidico momento della consegna dei regali ma trova un sacco di intoppi lungo il suo percorso. Il freddo ha gelato l’acqua per le renne e i giocattoli sono tutti rotti ma solo grazie alla formula magica da pronunciare e all’utilizzo della bacchetta la situazione si aggiusterà permettendo così a Babbo Natale di portare a compimento il suo compito. È l’originalità la caratteristica principale a colpire in questo libro, la semplicità nell’intrattenere dando al piccolo lettore uno strumento rappresentato dalla bacchetta, e il potere di essere parte attiva nella storia che viene raccontata. Due pensieri, due regali per fasce d’età differenti da scartare la mattina del giorno più atteso dell’anno dai bambini – e non solo – ma anche per attendere il 25 dicembre insieme a loro e vivere la magia del Natale attraverso i loro occhi. L'articolo Cartwright, Taplin / Un Natale speciale proviene da Pulp Magazine.
December 23, 2025
Pulp Magazine
Silvia Cocozza / La fantascienza di Verne per bambini
«Nelle belle notti dell’infanzia, sognate. Nei bei giorni della maturità, realizzate i vostri sogni». Si apre così l’ultimo arrivato in casa Prometeica, con una frase pubblicata sul “New York Times” il 20 marzo 1955 in cui lo scrittore di fantascienza Ray Redburn si immagina queste parole pronunciate da Jules Verne. È infatti dedicato a colui che potremmo definire il padre della fantascienza, Jules Verne, il nuovo albo interattivo che fa parte della collana “per bambini e per genitori curiosi”. Stavolta al posto di un’unica guida che ci accompagna durante la lettura ricoprendo il ruolo di bizzarro Cicerone troviamo ben cinque creature o, meglio, i quattro elementi naturali, oltre a un ospite speciale, ciascuno a raccontarci i principali romanzi dello scrittore. Gea, Winda, Ondina, Flammy e Sky in rappresentanza di terra, aria, acqua, fuoco e spazio. L’albo è suddiviso anche visivamente per colori costruendo così un percorso, un viaggio che parte dalla Terra – anzi dal centro della Terra – per arrivare fino sulla Luna. I romanzi scelti li scopriamo già nelle prime pagine e sono Viaggio al centro della Terra, Il giro del mondo in 80 giorni, Ventimila leghe sotto i mari, il meno noto L’arcipelago in fiamme e per terminare, Dalla Terra alla Luna, ciascuno con le proprie attività laboratoriali, sempre incentrate sullo sviluppo di attenzione e manualità dei bambini e le tavole da colorare. Jules Gabriel Verne spesso italianizzato in Giulio Verne nasce a Nantes nel 1828, primo di cinque fratelli, appena undicenne cerca di fuggire per le Indie per regalare alla cugina di cui è innamorato una collana di coralli ma viene subito scoperto dal padre magistrato nei Paesi della Loira e riportato a casa. Assieme ad H. G. Wells è considerato l’iniziatore della fantascienza moderna e con i suoi racconti ambientati nel sottosuolo, nei fondali marini e nello spazio, Verne ha senz’altro ispirato gli scienziati nello sviluppo di applicazioni tecnologiche nelle epoche successive. Altra curiosità legata all’autore francese, è uno degli scrittori più letti in lingua straniera. Alle storie che scoprirete in corso di lettura e al fondamentale glossario, con i termini più complessi che i bambini possono ritrovare all’interno dell’albo, possiamo forse aggiungere qualche retroscena della vita di Verne e delle sue opere. L’arcipelago in fiamme fa parte di Viaggi Straordinari che tuttavia la critica reputa un’opera minore, mentre per scrivere il personaggio di Michel Ardan in Dalla Terra alla Luna (pubblicato nel 1865) Verne si è ispirato all’amico fotografo Nadar che solo due anni prima costruisce un enorme pallone aerostatico, esperimento fallito che lascia nel fotografo la convinzione che il futuro dell’aeronautica sarebbe appartenuto a mezzi più pesanti dell’aria. Anche Parigi nel XX secolo ha una storia bizzarra: rifiutato dall’editore Hetzel nel 1863 il manoscritto rivede la luce solo nel 1989 quando un pronipote apre una vecchia cassaforte e senza molte aspettative viene pubblicato da Hachette nel 1994. In pochi giorni ne vendono 200.000 copie. Recentemente negli archivi della Biblioteca municipale di Nantes è stato poi scoperto un inedito composto da sei fogli autografi e datato 1869, parte di un’introduzione che Verne ha dedicato ai grandi esploratori della terra: se capitate da quelle parti non fatevelo sfuggire. Abbiamo già imparato a conoscere e apprezzare il lavoro di Caterina Petrioli, illustratrice di altri volumi sempre per Prometeica, mentre scopriamo al suo esordio l’autrice Silvia Cocozza con cui abbiamo amabilmente chiacchierato di questo suo lavoro sui nostri canali Youtube e Spotify. Il suo background ci racconta di una laurea in Economia e in Giurisprudenza dopo essersi specializzata nel campo dei Diritti di Proprietà Intellettuale, nello specifico del mercato cinese, e di collaborazioni con Dipartimenti di Diritto d’Autore e della Proprietà Industriale di diversi studi legali internazionali. Ancora una volta Prometeica ci stupisce sottolineando con un albo l’importanza della curiosità, il primo passo nella conoscenza fondamentale nelle mani dei bambini, così come è importante sviluppare il senso dell’avventura. Chiedere, leggere e scoprire ma soprattutto viaggiare, conoscere altre culture per dare vita a un melting pot. Insomma, questo albo celebra una figura importantissima nel panorama della letteratura mondiale: per troppo tempo Verne è stata etichettato come autore “per ragazzi”, ma soprattutto a partire dagli anni Ottanta la critica anglosassone, dopo averlo studiato e ritradotto, lo riconosce come uno dei padri della fantascienza, con opere in cui mescola sapientemente audace senso dell’avventura a tecnologia futuristica. Dice di lui Ray Bradbury: “Senza Verne molto probabilmente non avremmo mai concepito l’idea di andare sulla Luna”. L'articolo Silvia Cocozza / La fantascienza di Verne per bambini proviene da Pulp Magazine.
September 24, 2025
Pulp Magazine
Anna Milbourne / Quanto mangia questo mostro?
Tra le case editrici con un catalogo interamente dedicato a infanzia e preadolescenza in testa per qualità e quantità di pubblicazioni c’è senz’altro Usborne, nota principalmente per i libri in lingua straniera. Per l’estate 2025 propone per la categoria 0-3 anni un titolo molto divertente a tema “mostro”, un albo interattivo e abbastanza robusto perché cartonato, adatto quindi alle manine svelte dei piccoli lettori, con le simpatiche illustrazioni di Anna Süßbauer, già illustratrice di Does this poo belong to you? e altri due volumi della collana “disegno e cancello” di Usborne. Intuiamo già dalla copertina la tipologia di interazione proposta dal libro e comunque per mitigare ogni possibile dubbio anche il titolo Gira la ruota! ci facilita il compito. Un bizzarro mostriciattolo blu ha fame e al bambino il compito di nutrirlo attraverso una ruota da girare sul bordo della pagina. Il testo, poche righe, è in stampato maiuscolo per agevolare l’apprendimento della lettura – e questa è la parte didattica – mentre la parte più ludica e interessante è quella che riguarda l’alimentazione proposta sulla ruota. L’insaziabile mostro in ogni pagina è pronto a sorbirsi peperoncini piccanti, calzini puzzolenti, mutande sporche e intrugli di ogni tipo, il tutto condito – scusate il gioco di parole – da commenti irriverenti e sfrontati atti a far scaturire matte risate durante la lettura. Le illustrazioni sono grandi, stilizzate e molto colorate per facilitare il colpo d’occhio, fondamentale nei primi anni di vita del bambino. Più l’immagine è semplice meglio rimane impressa, e così anche il gioco risulta più divertente. Le poche e spesse pagine lo rendono adatto a bambini dai 15 mesi in poi, ma questo è un libro pensato chiaramente per durare fino ai 3-4 anni, sviluppa la manualità, il nesso logico di azione e reazione e introduce progressivamente l’argomento pappa che per i genitori dal momento dello svezzamento è sempre un passaggio complesso e delicato, spesso traumatico, per cui se la narrativa può essere un mezzo di incontro e confronto oltre che di aiuto ben venga. A una lettura ancora più approfondita sottolineiamo anche l’aspetto del prendersi cura degli altri. È vero, in questo caso il protagonista è un mostriciattolo ma se sostituissimo questa creatura con un animaletto o anche solo con un altro essere umano lasciando il tema cibo e prendendo il tema dell’accudimento? Non dobbiamo scordarci che stiamo crescendo le future generazioni e che non è mai troppo presto per iniziare a inculcare i giusti valori, soprattutto in questo contesto storico, soprattutto vista la capacità mnemonica dei piccoli. Loro fanno quello che vedono fare ai grandi, e questa non è una frase fatta, è davvero così, quindi sensibilizziamo il nostro linguaggio e il nostro comportamento, a partire dai libri. L'articolo Anna Milbourne / Quanto mangia questo mostro? proviene da Pulp Magazine.
August 27, 2025
Pulp Magazine
Frédéric Maupomé / Una linea non è solo una linea
In questo delicato momento storico la casa editrice Nomos arriva in libreria con un albo illustrato tutto da sfogliare per spiegare ai bambini in maniera semplice e chiara come nascono le incomprensioni, che se trascurate possono sfociare in situazioni molto più complesse. Quelli che per comodità chiameremo bambini mentre sulla pagina appaiono simili a cuccioli di uccellini o pulcini, senza ali dalla testa tonda e il becco a punta, sono intenti come loro consuetudine a giocare all’aperto quando all’improvviso una linea compare dal nulla per terra. Quello è il primo segnale che viene inizialmente ignorato, i bambini hanno una mente duttile per cui facilmente anche quando le prime mattonelle si accumulato una sull’altra in altezza, si ingegnano per sfruttarle a loro vantaggio saltellandoci sopra e inventando nuovi giochi da fare insieme. Il muro però diventa troppo alto, perfino per lanciarsi messaggi e il ricordo degli amici dall’altra parte sembra ormai lontano. La sua imponenza li fa sentire ancora più piccoli così che un giorno è apparsa una linea su quel muro. E poi un’altra e un’altra ancora, ad altezza bambino, e poi le linee diventano crepe e le crepe fessure e poi il muro trema e crolla, abbattendo la barriera che si era creata. “In principio era solo una linea” è l’incipit da cui nasce questo commovente albo che racconta di incomprensioni, di divisioni e di guerra seppur in modo elementare. Racconta di un mondo adulto che per una sciocchezza litiga e allontana gli altri, e di come intervenire per tempo all’insorgere dei primi segnali d’allarme. Una sorta di istruzioni d’uso per evitare che i problemi diventino insormontabili, un libro che dovrebbero leggere non solo i bambini ma anche e soprattutto gli adulti, con un preciso focus per raccontarci di questi tempi storici così strani e difficili. Nomos si conferma casa editrice di punta per la qualità delle pubblicazioni per bambini, con un’apertura mentale indiscutibile, molti gli elementi inclusivi che caratterizzano in particolare gli albi illustrati, le tematiche scelte e materie di divulgazione, oltre all’estrema cura dei dettagli e alle bellissime illustrazioni che colpiscono di primo acchito il lettore. Muri non è da meno e le pagine pastellate con colori tenui di Stéphan Sénégas arrivano al cuore e strappano qualche lacrima, in perfetta sintonia con i testi di Frédéric Maupomé. Poche righe ma con un messaggio di fondamentale importanza.   L'articolo Frédéric Maupomé / Una linea non è solo una linea proviene da Pulp Magazine.
August 6, 2025
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Cecilia Davidsson, Alex Haridi / Auguri Mumin!
Nel 2025 compiono 80 anni i Mumin (o Moomin), creature nate dalla fantasia e dall’arte della finlandese Tove Jansson. Questi personaggi, troll speciali simili a buffi e teneri ippopotami bianchi che abitano in una casa a forma di stufa di maiolica – odiano il freddo! – sono i più amati in Finlandia tanto da essere considerati delle icone protagoniste persino di serie tv, spettacoli e cartoni animati. Comparsi in una serie di albi illustrati pubblicati da Schlidts a partire dal 1945 e tradotti in oltre cinquanta lingue, italiano incluso, il primo volume uscito vedeva i nostri troll cercare un posto sicuro per la famiglia trovandolo nella Moominvalley. In occasione dell’anniversario tornano in libreria grazie a Iperborea in una veste riadattata per lettori più piccoli, con i disegni originali, proprio con La valle dei Mumin e una breve prefazione della nipote dell’autrice. Helsinki festeggia questo importante anniversario, essendo luogo di nascita di Tove Jansson, con importanti mostre come la “Tove Jansson: Paradis” all’Ham con l’esposizione di oltre 180 opere compresi per la prima volta i murales dal 1940 al 1950, e una galleria permanente con lavori esposti a rotazione. In autunno è prevista presso l’Architecture e Design Museum un’esposizione volta ad approfondire la visione della Jansson sul design, mentre a Tampere il museo ospita esposizioni che mettono in luce la relazione tra la vita dell’autrice con le storie dei Mumin, oltre a disegni e bozzetti originali. Per chi dovesse approcciarsi a queste simpatiche creature per la prima volta, nessun problema. Grazie a una dettagliata mappa della Valle e alle schede dei personaggi che andremo ad incontrare nella storia sarà facile comprendere meglio le dinamiche. In questo albo Mamma Mumin e Mumin si avventurano nella foresta buia alla ricerca di un posto caldo e soleggiato dove costruire una casa ma lungo il percorso, sotto la pioggia battente che ha spazzato via abitazioni e messo in difficoltà i vari abitanti, incontreranno il Serpente Gigante, Sniff, Tabacco, il Signor Marabù e si imbatteranno in una palude e in un giardino di zucchero, prima di arrivare alla loro Valle e ritrovare Papà Mumin. Pagine con illustrazioni senza tempo, per nulla invecchiate oppure invecchiate benissimo, un testo ricco di messaggi di bontà e buone azioni, condivisione e coraggio, passione per l’avventura e una curiosità smisurata. Insomma, una visione utopica della società in cui tutti cercano di darsi una mano affinché ciascuno sia felice e soddisfatto ma senza la pesantezza di alcune – troppe – storie di oggi. La casa editrice Iperborea, specializzata in narrativa nordeuropea, ha sempre seguito e pubblicato in Italia le avventure dei Mumin, che raccolgono un nutrito seguito intergenerazionale, ma in un’occasione così speciale ha dedicato un pensiero particolare mettendole il vestito da gala e regalando ai fan un’edizione da collezione mantenendo intatta quell’aura magica della versione originale. L'articolo Cecilia Davidsson, Alex Haridi / Auguri Mumin! proviene da Pulp Magazine.
July 9, 2025
Pulp Magazine