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I disertori del MAGA-show per il 250° anniversario degli USA
Hanno defezionato sei su nove star della Great American State Fair in svolgimento Washington dal 25 giugno al 10 luglio prossimi e culminante il 4 luglio, ricorrenza della dichiarazione d’indipendenza delle colonie inglesi dalla madre-patria e della nascita degli USA. Il programma di “intrattenimenti dal vivo, mostre immersive, omaggi patriottici, vetrine dell’innovazione, eventi culturali e attrazioni per famiglie”, inoltre di “spettacoli e dimostrazioni militari” e di iniziative nelle sei giornate a tema, tra cui il Military & Veterans Appreciation Day di domenica 28 giugno, è stato annunciato il 27 maggio scorso sul sito Freedom 250. Con particolare enfasi è stato presentato il cast di “icone della musica” e “artisti leggendari” protagonisti dei concerti a cui il pubblico potrà assistere a ingresso libero: * 25 giugno – Martina McBride, “Quattro volte vincitrice del premio CMA come Miglior Vocalist Femminile e nominata ai Grammy, nota per successi country di grande impatto come Independence Day e A Broken Wing“ * 26 giugno – C+C Music Factory “Gruppo di musica dance vincitore di un Grammy, autore di successi mondiali come Gonna Make You Sweat (Everybody Dance Now)” / Vanilla Ice, “Rapper pluripremiato e icona della cultura pop, noto soprattutto per Ice Ice Baby” / Milli Vanilli, “Duo pop di fama internazionale, noto per successi in vetta alle classifiche, tra cui Girl You Know It’s True” / Young MC, “Rapper vincitore di un Grammy Award, noto soprattutto per l’iconica hit “Bust a Move” e per le sue energiche performance hip-hop degli anni ’90”. * 27 giugno – The Commodores, “La leggendaria band funk e soul autrice di successi intramontabili come Brick House, Easy e Three Times a Lady” / Morris Day and The Time “Gruppo iconico funk e R&B noto per le sue performance elettrizzanti e classici come Jungle Love e The Bird“ * 2 luglio – Flo Rida, “L’artista pluripremiata con successi mondiali come Low, Right Round e Good Feeling“ * 3 luglio – Bret Michaels, “Icona del rock pluripremiata e frontman dei Poison, noto per successi leggendari come Every Rose Has Its Thorn e Nothin’ But a Good Time“ Ma nei giorni seguenti da molte fonti sono cominciate ad arrivare tante clamorose smentite. Il 29 maggio il Time magazine riferiva che a disertare il palcoscenico saranno: Martina McBride, Young MC, The Commodores, Morris Day and The Time, Bret Michaels e Fab Morvan dei Milli Vanilli. Nell’occasione il Time ha ricordato anche che molti cantanti e gruppi musicali americani hanno protestato contro l’uso delle proprie opere come sottofondo di video pubblicati da Trump e i suoi collaboratori, in particolare nei filmati sulle operazioni dell’ICE: – Sabrina Carpenter ha reagito affermando “Questo video è malvagio e disgustoso. Non coinvolgete mai me o la mia musica per i vostri scopi disumani”; – Olivia Rodrigo ha diffidato il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) dichiarando “Non usate mai le mie canzoni per promuovere la vostra propaganda razzista e piena di odio”; – gli MGMT sono riusciti a far rimuovere da alcuni canali social-media un video pubblicato dal DHS che mostrava agenti federali arrestare manifestanti anti-ICE in cui la canzone della band intitolata Little Dark Age era fatta sentire mentre in sovraimpressione alle immagini scorreva il testo “Fine dell’Età Oscura, inizio dell’Età dell’Oro”. Inoltre il Times ha rammentato che alla protesta dell’inglese Jess Glynne, disgustata che la propria canzone Hold My Hand con cui esprime un messaggio “sull’amore, il sostegno e lo stare accanto a qualcuno in ogni situazione” fosse stata impiegata per promuovere “divisione e odio”, si è unita la compagnia aerea britannica Jet2, che aveva avuto la concessione d’uso del brano per uno spot pubblicitario e ha riscontrato lesivo del proprio brand il suo accostamento alle immagini della campagna del governo USA sulla deportazione degli immigrati che mostravano i detenuti incatenati e costretti a salire sui velivoli. Invece sul palcoscenico della Great American State Fair è atteso Freedom Williams dei C+C Music Factory, che aveva rifiutato di esserci e poi ha cambiato idea proprio “per ripicca nei confronti di coloro che lo hanno criticato per la sua partecipazione”, a cui si è rivolto dicendo: «Non potete impormi la vostra merda. Come ho detto fanculo a Trump, dico fanculo anche voi». E ovviamente non mancherà il rapper Vanilla Ice, già guest–star della festa di Capodanno 2026 alla residenza di Trump a Mar a Lago. Il 30 maggio alle diserzioni dei cantanti e musicisti Trump ha replicato con un post in cui definisce se stesso “l’attrazione numero uno al mondo”, “l’uomo che attira un pubblico molto più vasto di Elvis all’apice della sua carriera” e la star che potrebbe “prendere il posto di questi ‘artisti’ di terz’ordine, strapagati”. Nella stessa giornata la portavoce di Freedom 250, Danielle Alvarez, ha confermato: “In qualità di ideatori della Great American State Fair, siamo entusiasti di annunciare che il Presidente Trump darà personalmente il via a questa storica celebrazione mercoledì 24 giugno con una cerimonia di apertura per il 250° compleanno dell’America”. “In virtù dell’autorità conferitami in qualità di Presidente dalla Costituzione e dalle leggi degli Stati Uniti d’America, e in previsione del 250° anniversario dell’Indipendenza americana, che ricorre il 4 luglio 2026, si ordina quanto segue – aveva proclamato Trump nel decreto del 29 gennaio 2025 – È politica degli Stati Uniti, e scopo del presente ordine, fornire una grande celebrazione degna dell’importante occasione del 250° anniversario dell’Indipendenza americana, che ricorre il 4 luglio 2026. È altresì scopo del presente ordine intraprendere altre azioni per onorare la storia della nostra grande Nazione… Viene istituita la Task Force della Casa Bianca per la celebrazione del 250° compleanno dell’America (Task Force 250)” Il decreto inoltre precisa che “Il Presidente [degli USA] sarà il Presidente della Task Force 250 e il Vicepresidente [degli USA] sarà il Vicepresidente [della Task Force 250]. Il Presidente nominerà un Direttore Esecutivo, che amministrerà ed eseguirà le operazioni quotidiane della Task Force 250” e sancisce che la Task Force 250 “avrà sede presso il Dipartimento della Difesa, che fornirà finanziamenti e supporto amministrativo alla Task Force 250, nella misura consentita dalla legge e in base alla disponibilità di stanziamenti” e il suo operato “si concluderà il 31 dicembre 2026, salvo proroga da parte del Presidente”. A capo della struttura che coordina tutti gli eventi svolti nella nazione e nella capitale organizza la Great American State Fair è un imprenditore, Keith Karach, che ha accettato la nomina di CEO di Freedom 250 affermando: > Stiamo entrando in un momento storico che si verifica una volta ogni > generazione.  > > Il presidente Donald J. Trump si è impegnato affinché il 250° anniversario > della nostra nazione fosse celebrato in un modo degno della nostra storia, dei > nostri valori e del nostro futuro. Per contribuire a realizzare questa visione > su scala nazionale, ha lanciato Freedom 250, l’organizzazione apartitica > creata per guidare questo storico sforzo. > > Sono grato al Presidente Trump per l’opportunità di realizzare la sua visione > per Freedom 250. > > Nella sua essenza, Freedom 250 è un movimento nazionale che riunisce stati, > imprese, organizzazioni e cittadini per onorare la nostra storia, custodire le > libertà che Dio ci ha donato e contribuire a costruire un’epoca d’oro di > opportunità per i prossimi 250 anni. E in questa prospettiva Karach e il suo staff  hanno ingaggiato i cantanti e musicisti le cui voci sono espressive del “Triumph of the American Spirit” che connota il programma di Freedom 250. Qualcosa invece non ha funzionato. Il motivo della loro diserzione è stato spiegato da Associated Press: “Michaels e altri hanno affermato di essere stati tratti in inganno riguardo al tema degli spettacoli o di aver comunque temuto di essere coinvolti in una disputa politica”. Particolarmente significativa è la defezione di Martina McBride, nata nel Kansas, detta “la Céline Dion della musica country”: Nella canzone Independence Day, scritta da Gretchen Peters nel 1993, Martina McBride interpreta una ragazza che ricorda la giornata del 4 luglio quando aveva 8 anni. La bimba, che aveva notato sul volto della madre dei lividi, va alla consueta fiera cittadina per la festa nazionale, dove sente i compaesani parlare di suo padre, così scopre che tutti sapevano che l’uomo era violento, anche che nessuno era mai intervenuto in soccorso della donna che in quella stessa giornata mentre la figlia è fuori casa era rimasta sola col marito e, appiccato un fuoco, uccide lui e se stessa. Well, she seemed all right by dawn’s early light Though she looked a little worried and weak She tried to pretend he wasn’t drinkin’ again But daddy left the proof on her cheek And I was only eight years old that summer And I always seemed to be in the way So I took myself down to the fair in town On Independence Day Well, word gets around in a small, small town They said he was a dangerous man But mama was proud and she stood her ground She knew she was on the losin’ end Some folks whispered, some folks talked But everybody looked the other way And when time ran out there was no one about On Independence Day Let freedom ring, let the white dove sing Let the whole world know that today Is a day of reckoning Let the weak be strong, let the right be wrong Roll the stone away, let the guilty pay It’s Independence Day Well, she lit up the sky that fourth of July By the time that the firemen come They just put out the flames And took down some names And send me to the county home Now I ain’t sayin’ it’s right or it’s wrong But maybe it’s the only way Talk about your revolution It’s Independence Day Let freedom ring, let the white dove sing Let the whole world know that today Is a day of reckoning Let the weak be strong, let the right be wrong Roll the stone away, let the guilty pay It’s Independence Day Roll the stone away It’s Independence Day Maddalena Brunasti
June 3, 2026
Pressenza
Un 4 luglio jugoslavo ed europeo
Nel calendario memoriale jugoslavo, ma più in generale nella storia del movimento di liberazione europeo, la data del 4 luglio si colora di una tinta indelebile, peraltro drammaticamente viva più che mai. Si tratta infatti del “Dan Borca”, la Giornata dell’Insurrezione, nota anche come la Giornata della rivolta dei popoli della Jugoslavia, celebrata ininterrottamente tra il 1956 e il 1997, per oltre quarant’anni, per attivare nella memoria pubblica e nella celebrazione collettiva il ricordo della data memoriale che segnò l’inizio vero e proprio, organizzato, della lotta di liberazione antifascista dei popoli jugoslavi. Segnava, per l’esattezza, l’anniversario della sessione del Politburo del Comitato centrale del Partito comunista di Jugoslavia, tenutasi appunto il 4 luglio 1941 a Belgrado, in cui fu presa la decisione di lanciare un’insurrezione generale in tutto il territorio jugoslavo, occupato e smembrato dalle potenze dell’Asse dopo il brutale attacco nazista, inaugurato, con un devastante bombardamento aereo della Luftwaffe su Belgrado, alcune settimane prima, il 6 aprile 1941. Come tutte le ricorrenze della Jugoslavia socialista, anche questa ebbe il carattere di una vera e propria “celebrazione memoriale”: organizzava la cittadinanza in eventi pubblici commemorativi che coinvolgevano, a diversi livelli, le figure pubbliche del Paese; consentiva l’attivazione di una memoria collettiva attraverso la sottolineatura delle grandi pagine dell’epopea della liberazione jugoslava e della costruzione del nuovo stato jugoslavo, all’insegna dei suoi valori fondativi, il socialismo, il pluralismo etnico, religioso e culturale, l’autogestione, il non-allineamento e la cooperazione internazionale, la fratellanza e unità tra i popoli; e definiva perfino lo spazio pubblico attraverso la realizzazione di memoriali e monumenti, spesso nella forma di complessi memoriali o di «sculture monumentali negli spazi aperti», in diversi casi sopravvissuti alla fine dello stato jugoslavo, e ancora oggi sorprendenti e vitali, per le loro forme e le loro caratteristiche.  La data del 4 luglio non poteva – non può – fare eccezione. La celebre sessione del Politburo del 4 luglio 1941 si tenne nella casa di Vladislav Ribnikar, che dopo la guerra fu trasformata nel Museo “4 luglio”, un Museo di Resistenza e di Liberazione, che tuttavia non esiste più. Poco distante dal luogo in cui sorgeva il Museo, si staglia adesso un altro luogo fondamentale, emblematico, della vicenda jugoslava, vale a dire il Museo della Jugoslavia, di cui, peraltro, come le pagine di Pressenza hanno documentato, è ora in svolgimento una mostra, dal titolo “Il Pellegrinaggio dei Pionieri”, che ha come proprio nucleo tematico proprio quello della celebrazione dello straordinario patrimonio culturale e memoriale jugoslavo. Ma cosa si decise in quella riunione del 4 luglio?  In una parola, fu in quella circostanza che si posero le basi di quella lotta di liberazione antifascista che avrebbe alla fine portato alla liberazione del Paese e offerto un contributo decisivo alla stessa liberazione d’Europa. Fu deciso che le iniziative e le azioni di resistenza all’occupante e ai collaborazionisti, che erano già state inaugurate e che già si contavano a decine, iniziate subito dopo l’occupazione sotto forma di sabotaggi, diversivi e azioni armate minori, si sarebbero dovute viceversa organizzare, coordinare e sviluppare in una sollevazione generale, che la lotta partigiana sarebbe diventata la forma fondamentale della lotta, che i gruppi di sciopero che intanto erano venuti formandosi sarebbero stati riorganizzati per costituire il nucleo dei Distaccamenti partigiani di liberazione popolare, si sarebbero dovute quindi impostare azioni organizzate su vasta scala, sarebbero stati nominati dei commissari politici presso i Distaccamenti, sarebbero stati inviati componenti del Comitato centrale nelle diverse regioni del Paese, sarebbe stato formato lo Stato maggiore dei Distaccamenti partigiani e sarebbe stato inviato, infine, a tutti i popoli di Jugoslavia il Proclama della resistenza, rapidamente pubblicato il 12 luglio.  Appunto, il Proclama: «Popoli di Jugoslavia – serbi, croati, sloveni, montenegrini, macedoni e altri! … siete stati sconfitti in battaglia, ma non siete stati sottomessi. Le gloriose tradizioni di giustizia e libertà dei vostri avi non devono essere dimenticate. Ora è il momento di dimostrare di essere degni discendenti dei vostri antenati. Questo è il momento di sollevarci tutti insieme contro gli occupanti e i loro collaborazionisti, carnefici dei nostri popoli». Il 4 luglio è un luogo, dunque, al tempo stesso, della storia, della memoria e della cultura. All’insegna del 4 luglio non solo si sono tenute celebrazioni e commemorazioni a livello istituzionale, ma si sono anche aggiunti al paesaggio jugoslavo straordinari complessi ed emergenze monumentali, che tuttora rappresentano indubitabili capolavori della forma della scultura monumentale negli spazi aperti.  Nel 1960, a Sremska Mitrovica, in occasione della commemorazione del 4 luglio, fu inaugurata la Necropoli monumentale, uno straordinario capolavoro di Bogdan Bogdanović, il cui elemento principale è un’urna in bronzo alta sette metri e divisa al centro. L’anno dopo, in occasione del ventesimo anniversario della sollevazione, nel 1961, la celebrazione principale si tenne a Užice, dove fu inaugurato un monumento a Tito, uno straordinario capolavoro del grande scultore Frano Kršinić, poi spostato e collocato presso il Museo nazionale della città. Peraltro, pochi sanno che uno straordinario complesso monumentale jugoslavo si trova qui in Italia. Nel 1970, proprio in occasione del 4 luglio, fu inaugurato lo straordinario Ossuario memoriale dei partigiani jugoslavi a Barletta, uno straordinario capolavoro di Dušan Džamonja, caratterizzato da alcune strutture verticali di cemento alte undici metri, e contenente una cripta che ospita i resti di 825 di quei combattenti caduti. Come si vede, non è solo un’ulteriore testimonianza del carattere europeo e internazionale della ricorrenza storica del 4 luglio; è soprattutto una celebrazione della solidarietà e della unità nella comune lotta antifascista, per la democrazia, per la pace e per la liberazione dell’Europa.  Nel tempo drammatico del nostro presente, una lezione da non dimenticare.    Riferimenti: Dan borca, 04.07.1941: https://www.antifasisticki-vjesnik.org/hr/kalendar/7/4/61 Il “Pellegrinaggio dei Pionieri” a Belgrado, Pressenza, 26.06.25: https://www.pressenza.com/it/2025/06/il-pellegrinaggio-dei-pionieri-a-belgrado Paesaggi Balcanici: lungo il corso del Danubio. L’immenso patrimonio della Serbia romana, Pressenza, 30.10.19: https://www.pressenza.com/it/2019/10/paesaggi-balcanici-lungo-il-corso-del-danubio-limmenso-patrimonio-della-serbia-romana “Jugoslavia – Il 20° Anniversario della rivoluzione”, La Settimana Incom – 02101, 20.07.1961: https://patrimonio.archivioluce.com/luce-web/detail/IL5000036102/2/jugoslavia-20-anniversario-della-rivoluzione-1.html Lo Spomenik di Barletta, quel sepolcro “alieno” che si erge in ricordo dei partigiani jugoslavi, Barinedita, 22.02.2024: https://www.barinedita.it/reportage/n5082-lo-spomenik-di-barletta–quel-sepolcro-%22alieno%22-che-si-erge-in-ricordo-dei-partigiani-jugoslavi  Gianmarco Pisa
July 4, 2025
Pressenza