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Polistena come Riace si gemella con Gaza City
Il Consiglio Comunale di Polistena (Reggio Calabria) ha approvato l’ordine del giorno che avvia il percorso di gemellaggio tra Polistena e Gaza City, in piena continuità e a sostegno delle iniziative che in questi anni hanno caratterizzato l’impegno politico e civile della nostra comunità. Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale hanno tracciato tale percorso in linea con l’identica proposta in tal senso avanzata nei mesi scorsi dal Comune di Riace e dal Sindaco Mimmo Lucano, poi incredibilmente stoppata da una nota del Ministero degli Affari Regionali. Oggi il Consiglio Comunale di Polistena dà un indirizzo chiaro, che vuole essere una risposta a quanti pensano di poter imbavagliare l’autonomia degli enti locali nei rapporti con altre comunità locali estere con cui si condividono comuni intenti, valori e specifici propositi. Ciò che unisce Polistena e Riace a Gaza City è la solidarietà e il bisogno di pace e fratellanza fra terre difficili caratterizzate da persecuzioni, travagli storici e identitari. Polistena oggi sente, attraverso questa proposta di gemellaggio, di resistere insieme a Riace nel segno della causa palestinese in risposta al genocidio compiuto dal Governo Netanyahu Nel corso del Consiglio Comunale, inoltre, il Sindaco ha inquadrato la scelta nel più ampio contesto internazionale delle proposte per la pace, esprimendo la ferma condanna per l’attacco unilaterale degli Stati Uniti d’America contro il Venezuela e contro il suo Presidente Nicolás Maduro. Un’azione avvenuta lo scorso 3 gennaio che mina gli ideali di democrazia, libertà e pace, in violazione di qualunque norma di “ius cogens” e della Carta delle Nazioni Unite. Mentre tutti stanno zitti, Polistena ancora una volta sceglie di far parlare gli atti e di non volersi voltare dall’altra parte dinanzi a scenari mondiali sempre più segnati dalla prepotenza dei potenti e dalla legge del più forte, tipiche delle società primitive e non delle società fondate sugli ideali civili di pace, Costituzione, democrazia.   Redazione Italia
Riace-Gaza: questo gemellaggio non s’ha da fare, né domani né mai
Quale sia il pericolo che possa derivare dal gemellaggio tra Riace e Gaza non è dato saperlo, forse dovremmo porre la domanda direttamente a esponenti della destra di Governo come il ministro Calderoli. Si parla di “grave pregiudizio alla politica estera italiana” e di un legame esistente tra le istituzioni di Gaza e quella che fine definita a tutti gli effetti organizzazione terroristica ossia Hamas. Nel recente passato tra le organizzazioni terroristiche inserite nelle liste nere abbiamo ritrovato organizzazioni legittimamente votate dal popolo o gruppi politici schierati per la autodeterminazione. Anni or sono anche alcune organizzazione curde che combattevano l’Isis erano considerate alla stregua di gruppi terroristici. La discussione ci porterebbe lontano, dovremo prima o poi affrontare la nozione giuridica e internazionale di terrorismo, se tutte le organizzazioni messe al bando dall’Occidente possano essere ritenute tali o piuttosto espressione di lotte di liberazione. Che piaccia o no, che si condivida oppure no una lotta di liberazione e di autodeterminazione resta il problema di fondo: una organizzazione per essere definita terrorista quali caratteristiche possiede? E se viene sostenuta da centinaia di migliaia di uomini e donne anche i sostenitori sono da considerare, e bandire, come terroristi? Non spetta all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università addentrarsi in questa discussione, assumendo posizioni senza dubbio divisive (ma ormai anche la difesa della democrazia appare un gesto eversivo), è inaccettabile tuttavia che proprio nelle liste nere delle organizzazioni da bandire e perseguire si siano trovate realtà che esprimevano lotte di autodeterminazione, le istanze di libertà dei popoli presto potrebbero essere bollate come terroristiche per delegittimarne sul nascere ogni rivendicazione. Le sanzioni da parte dell’Unione europea andrebbero a loro volta studiate e sviscerate ammettendo il legittimo dubbio che parte delle stesse siano frutto di decisioni politiche legate a doppio filo con la guerra, con il Riarmo europeo, con le pressioni USA e NATO. Il gemellaggio sottoscritto, lo scorso agosto, da Mimmo Lucano in collegamento video con il sindaco di Gaza City Yahya Sarraj era un messaggio di pace, anche se nei mesi successivi è arrivato, a seguito di un atto istruttorio, il parere negativo proprio dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale per il quale «sussistono rilevanti motivi ostativi, connessi al legame esistente tra consigli locali e sindaci di Gaza e l’organizzazione terroristica Hamas. Pertanto, ove effettivamente concluso, il gemellaggio in questione sarebbe suscettibile di arrecare un grave pregiudizio alla politica estera italiana. L’Italia, infatti, sostiene senza ambiguità la necessità di escludere Hamas da qualsivoglia futuro p politico e securitario nella Striscia»: https://www.rainews.it/tgr/calabria/articoli/2025/12/calderoli-no-al-gemellaggio-tra-riace-e-gaza-pericoloso-per-litalia-6527c8e6-435f-42c8-80d2-335835e8e2e3.html A questo punto non rimane che trarre alcune conclusioni, amare a dir poco. Il Governo italiano è sempre più schierato a sostegno di Israele, non nutre alcun dubbio sulla narrazione che vedrebbe una organizzazione terroristica tenere in ostaggio un intero popolo il che avrebbe autorizzato Israele a continui ed efferati bombardamenti che hanno portato alla morte decine e decine di migliaia di civili palestinesi ed arabi, alla totale distruzione di Gaza, alla cacciata di un popolo dalle proprie terre. Un popolo che non ha scuole dove inviare i propri figli od ospedali dove curarsi, privato di ogni fonte di sostentamento economico. Solo nei giorni scorsi giornali occidentali hanno parlato di bande filosioniste finanziate e armate da Israele, le stesse bande che si sono impossessate degli aiuti ONU lucrando sui generi di prima necessità. I membri di queste bande sono considerati nel mondo arabo dei terroristi al soldo di Israele, operano come polizia segreta contro i palestinesi. L’accusa di terrorismo si rivolge contro milizie filoisraeliane il cui agire è considerato, a prescindere, immune da ogni accusa di terrorismo.  Questo solo esempio ci aiuti a non semplificare la realtà accettando assurdi diktat il cui intento è solo quello di escludere le comunità locali da una azione pratica, spontanea e disinteressata a favore della pace, di dialogo tra popoli aiutando chi oggi ha bisogno di tutto: dall’acqua potabile alla energia elettrica. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Il Tribunale di Locri dichiara Mimmo Lucano decaduto dalla carica di sindaco. Annunciato ricorso
In base alla legge Severino, il Tribunale di Locri ha dichiarato oggi Mimmo Lucano decaduto dalla carica di sindaco, accogliendo il ricorso presentato dalla Prefettura di Reggio Calabria che faceva riferimento alla condanna a 18 mesi di reclusione per falso, con pena sospesa e si opponeva alla delibera del Consiglio Comunale di Riace. In aprile infatti questo si era espresso contro la decadenza del sindaco, sostenendo che il reato di falso per cui Mimmo Lucano era stato condannato non faceva parte di quelli commessi “con abuso di potere o in violazione dei doveri” contemplati dalla legge Severino. Nella sua pagina Facebook Mimmo Lucano ha reagito prontamente a questa ennesima ingiustizia: “Ormai sono abituato all’idea che certe battaglie non si finiscono mai di combattere, perché se ti ostini a portare avanti un progetto politico di uguaglianza, libertà, dignità e riscatto degli ultimi, non puoi aspettarti che i Poteri che impongono lo status quo te lo lascino realizzare. Il Tribunale di Locri ha ritenuto che la condanna per un falso in una determina comunale, che non ha provocato nessun danno di nessun tipo, che non è stato perpetrato con abuso di potere, per il quale i giudici avevano escluso l’applicazione della pene accessorie (anche perché fatto in buona fede) sia sufficiente a causare la decadenza dalla mia carica da sindaco. Il mio unico reato è stato quello di proporre un modello umano di accoglienza e crescita sociale, politica, economica e morale, che ribalta completamente la narrazione xenofoba lanciata dalle destre per gonfiare paure e consensi elettorali. La resistenza continua: io non mi fermerò. Con i miei legali farò ricorso contro questa ingiusta sentenza, e resterò sindaco fino alla decisione della Corte di Cassazione, che sono certo legittimerà pienamente gli effetti della volontà popolare. Hasta la Victoria siempre.”   Redazione Italia