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ITALIA IN GUERRA? SUL DRONE PARTITO DA SIGONELLA VERSO L’IRAN
Nonostante il governo italiano continui a dichiarare che l’Italia “non sia in guerra” e che non sia stata concessa alcuna autorizzazione per un uso operativo delle basi statunitensi sul territorio nazionale, le notizie che emergono in questi giorni sollevano più di una domanda. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito pubblicamente che l’Italia non partecipa ad azioni militari contro l’Iran e che ogni utilizzo delle basi USA in Italia avverrebbe nel rispetto degli accordi bilaterali. Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha escluso un coinvolgimento diretto del nostro Paese in operazioni belliche. Eppure, come riporta Africa Express nell’articolo “Anche un drone americano partito da Sigonella all’assalto dell’Iran” dell’attivista no war Antonio Mazzeo un drone statunitense è decollato dalla base di Naval Air Station Sigonella con direzione Iran, inserendosi nel dispositivo militare dell’attacco. Un fatto che  indicherebbe un coinvolgimento logistico e operativo dell’Italia ben oltre la semplice “ospitalità” delle strutture. E non c’è solo il tema delle basi. C’è anche la presenza di personale militare italiano nelle installazioni del Golfo, comprese quelle in Kuwait recentemente finite nel mirino delle tensioni regionali.  Dunque: l’Italia è davvero fuori dalla guerra?  Ne parliamo in questa puntata con Antonio Mazzeo, per capire cosa sta accadendo, quali responsabilità politiche emergono e quale sia il reale margine di controllo del governo italiano sulle basi militari presenti nel Paese:
L'Italia in guerra
In vista delle mobilitazioni contro il riarmo di sabato 21 giugno, in una corrispondenza con Antonio Mazzeo,riflettiamo innanzitutto sulle politiche dissennatamente poste in atto dall'Unione Europea attraverso il piano ReArm Europe. Affrontiamo poi il tema del coinvolgimento diretto dell'Italia nell'escalation del conflitto portato da Israele in Iran, soprattutto perché, a partire dal 13 giugno, si è registrato un intensificarsi dei decolli di grandi aerei spia della US AirForce in direzione dello spazio aereo prossimo a Israele e al Libano; documentato anche il trasferimento di numerosi aerei-cisterna statunitensi in diverse basi aeree europee, tra cui quella di Aviano. Ci concentriamo infine sulla vicenda più emblematica dell'ipocrisia del diritto internazionale, ovvero quella del nucleare israeliano; mai dichiarato, mai soggetto ad ispezioni, perché Israele non ha aderito al Trattato di non proliferazione nucleare, a differenza dello stato iraniano.
June 18, 2025
Radio Onda Rossa