Tag - tajani

Israele continua la sua guerra contro studenti e ricercatori palestinesi
Tra il primo e il due giugno, le forze israeliane hanno lanciato una nuova campagna della loro guerra genocida contro il popolo palestinese. A essere presi di mira sono stati studenti e ricercatori, tanto nella Striscia quando in Cisgiordania. Sono state a decine le persone fermate, e di almeno cinque […] L'articolo Israele continua la sua guerra contro studenti e ricercatori palestinesi su Contropiano.
June 4, 2026
Contropiano
Mentre Tajani sfila con gli studenti palestinesi, il governo lascia i costi all’Unical
In questi mesi abbiamo lavorato sottotraccia, al fianco dell’Università della Calabria e di PASS – Palestine Student Support, per consentire a oltre 165 studenti palestinesi vincitori di borse di studio in Italia (di cui 5 destinati all’Unical) di lasciare Gaza e proseguire i propri studi. Dopo un lungo stallo durato da dicembre a maggio, il Ministero degli Esteri ha finalmente concesso i visti: quattro dei cinque studenti sono già arrivati nella nostra università. Vogliamo ringraziare di cuore chiunque abbia contribuito a questo risultato. Sappiamo che si tratta di una goccia nell’oceano, ma resta un segno di profonda speranza per il popolo palestinese e un atto di necessaria umanità. Mentre celebriamo questo arrivo, il genocidio non si ferma. I palestinesi continuano a vivere e morire in condizioni atroci, tra le tende e le macerie di Gaza. Proprio per questo, oggi più che mai, servono azioni concrete. La denuncia: solidarietà dal basso, speculazione dall’alto Ciò che contrasta violentemente con la grande risposta umanitaria è, ancora una volta, il comportamento del Governo. Denunciamo il fatto che il Ministero degli Esteri e il Ministero dell’Università e della Ricerca non abbiano speso un solo euro per questa evacuazione, scaricando l’intero costo sulle università aderenti al progetto. Questi ragazzi sono stati costretti a lasciare Gaza senza alcun effetto personale, con sé hanno solo i documenti e un telefono. Insieme all’Unical, ai Coordinamenti calabresi per la Palestina e a diverse associazioni, ci stiamo attivando per rimediare all’ennesima mancanza di questo esecutivo. In un momento di forte difficoltà per il Governo Meloni, i ministri Tajani e Bernini hanno pensato bene di strumentalizzare questo arrivo per raccogliere consenso e accreditarsi come vicini al popolo palestinese. Politica spot e complicità strutturale Si tratta di pura politica spot. La prova è che il bando IUPALS, che finanzia le borse di studio per gli studenti palestinesi, l’anno prossimo non verrà rinnovato. Mentre Tajani e Bernini si scattavano selfie con gli studenti, l’Italia continuava a rifornire Israele di armi, carburante e materie prime, mantenendo intatti gli accordi di ricerca tra le nostre università, le aziende belliche e Tel Aviv. I nostri porti sono nodi strategici per il transito di materiale bellico: lo dimostra il caso di Gioia Tauro, dove sono attualmente bloccati 16 container di acciaio speciale diretti in Israele. A livello internazionale, inoltre, l’Italia ha votato contro la sospensione degli accordi di collaborazione tra Unione Europea e Israele. A questo si aggiunge la criminalizzazione del dissenso interno: lo Stato italiano detiene e condanna ingiustamente i palestinesi che scendono in piazza per i propri diritti, come nei casi di Anan Yaeesh, Salem Ahmad e Mohammad Hannoun, senza dimenticare le dure condizioni carcerarie inflitte a Reyad Al-Bustanji. Tutto ciò dimostra che il Governo italiano non è semplicemente complice del genocidio, ma ne è un ingranaggio essenziale. L’ondata di solidarietà di questi giorni – la stessa che ha riempito le piazze lo scorso autunno – dimostra una cosa chiara: mentre Meloni e i suoi ministri si piegano a chi compie un genocidio, il popolo italiano ha già scelto di stare dalla parte giusta della storia. Con il popolo palestinese.   UniCal per la Palestina Redazione Italia
May 15, 2026
Pressenza
Missione in Cina: l’equilibrismo di Tajani tra il Made in Italy e l’ombra di Trump
Tajani allunga la lista di politici europei che, nelle ultime settimane, sono andati in Cina a portare avanti gli interessi di politica estera e commerciale dei propri paesi e, in parte, anche comunitari. Nei fatti, però, sono andati col cerino in mano a chiedere al Dragone di aiutarli a sostenre […] L'articolo Missione in Cina: l’equilibrismo di Tajani tra il Made in Italy e l’ombra di Trump su Contropiano.
April 20, 2026
Contropiano
Italia e Germania, complici del genocidio, convergono nell’attacco a Francesca Albanese
Prima la Francia, poi Germania e Italia ossia i due paesi europei che dopo gli USA sono i maggiori fornitori di armamenti a Israele e i suoi migliori alleati in Europa, si sono coalizzati alla Francia nel chiedere la testa di Francesca Albanese, la relatrice speciale delle Nazioni Unite che […] L'articolo Italia e Germania, complici del genocidio, convergono nell’attacco a Francesca Albanese su Contropiano.
February 13, 2026
Contropiano
“Chi non salta comunista è”?
Pure Carrero Blanco quella volta e proprio in quel momento stava cantando “Chi non salta comunista è”. Ed è stato coerente e di parola, peraltro. * da Facebook L'articolo “Chi non salta comunista è”? su Contropiano.
November 16, 2025
Contropiano
Blocchiamo Tajani! Manifestazione a Torino, Sabato 25 ottobre ore 10
Sabato 25 Ottobre il ministro degli esteri Tajani e altri ministri italiani saranno ospiti a Torino. Una manifestazione è stata indetta per contestare la loro presenza come esponente del Governo Meloni, complice di Israele nel genocidio in Palestina. Dopo la contestazione, ci sarà un momento di festa e socialità in Piazza Castello. Ne abbiamo parlato […]
October 24, 2025
Radio Blackout - Info
Meloni, Tajani, Crosetto e Cingolani denunciati alla Corte Penale Internazionale per complicità in genocidio. Già superate le 41.000 adesioni
I Giuristi e Avvocati per la Palestina (GAP) annunciano che martedì 14 ottobre 2025 è stata inviata al Procuratore della Corte Penale Internazionale la versione inglese della denuncia per complicità in genocidio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto e dell’amministratore delegato di “ Leonardo” SpA, Roberto Cingolani. Il testo della denuncia che è stato inviato al Procuratore a nome dei 51 firmatari insieme a 51 allegati di documentazione probatoria, è stato pubblicato sul nostro sito www.giuristiavvocatiperlapalestina.org, dove chiunque può aderirvi. Le adesioni finora pervenute sono più di 41.000, ma la raccolta proseguirà ad oltranza nei prossimi mesi, almeno fino alla fine dell’anno ed organizzeremo iniziative in merito su tutto il territorio nazionale. Con tale denuncia intendiamo dare espressione alla volontà della stragrande maggioranza del popolo italiano di ripudiare il genocidio del popolo palestinese e tutti coloro che in qualsiasi modo vi concorrano. Come affermato dal Primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez, nessuna pace può fondarsi sull’impunità dei carnefici e dei loro complici. L’Italia interrompa immediatamente ogni fornitura di armi verso Israele e ogni collaborazione militare col regime genocida. Redazione Italia
October 16, 2025
Pressenza
Appello di 32 professori di diritto al Ministro Antonio Tajani
A due giornalisti gazawi il Premio Archivio Disarmo Colombe d’oro per la pace Appello di 32 professori di diritto al Ministro Antonio Tajani per far arrivare a Roma Fatena Mohanna e Alhassan Selmi il 18 ottobre Sabato 18 ottobre, a Roma, verrà consegnato il premio giornalistico Archivio Disarmo Colombe d’oro per la pace a tre giornalisti palestinesi: Alhassan Selmi, Fatena Mohanna e Aya Ashour. Aya è già in Italia, mentre Fatena e Alhassan attendono l’autorizzazione per partire da Gaza. Trentadue professori di diritto, appartenenti a 21 università italiane, rivolgono un appello al Ministro degli Esteri Antonio Tajani affinché consenta l’arrivo a Roma dei due vincitori delle Colombe d’oro, Fatena Mohanna e Alhassan Selmi, che sono ancora bloccati a Gaza. Nell’appello si legge che “i firmatari del presente appello, docenti di materie giuridiche nelle università italiane, rivolgono un appello a Lei, signor Ministro, affinché – alla luce del riconoscimento del diritto alla salute e di quello all’istruzione, meritoriamente perseguiti mediante l’ammissione in Italia di aventi diritto provenienti da Gaza – attui un analogo riconoscimento per il fondamentale diritto all’informazione”. Fabrizio Battistelli presidente di Archivio Disarmo sottolinea: “Partendo dal diritto alla salute minacciato dalla guerra giustamente l’Italia ha ampliato la tutela al diritto allo studio. Bene si inserisce in questo percorso il diritto all’informazione, che nessuno stato di guerra è legittimato a reprimere. Sarebbe un primo risultato, circoscritto ma significativo, del positivo cambiamento in atto in quel drammatico teatro di guerra”. Tra i firmatari dell’appello: Enzo Cannizzaro (Università di Roma la Sapienza), Sergio Marchisio (Università di Roma la Sapienza), Luigi Ferrajoli (Università di Roma Tre), Andrea Giardina (Scuola Normale Superiore di Pisa), Alessandro Torre (Università di Bari), Enzo Cheli (Università di Siena). Ufficio stampa Stefano Testini --------------------------------------------------------------------------------   Al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani   Roma, 10 ottobre 2025   Egregio Signor Ministro, tra le tante e drammatiche emergenze che la guerra di Gaza sta causando da due anni a queste parte vi è, non sempre sufficientemente valutata ma estremamente grave, la violazione del diritto all’informazione. Il sacrificio di giornalisti e altri operatori dell’informazione è testimoniato dal numero delle vittime, secondo le stime più conservative calcolato in 130 morti, un numero abnorme confrontato con quello di qualsiasi altro conflitto, a cominciare dalla Prima guerra mondiale (20 morti) e dalla Seconda (69 morti). Il comportamento delle Forze armate israeliane – che non rispetta l’immunità dei giornalisti e anzi, come mostrano le recenti stragi, sembra farne un bersaglio – pongono con forza la questione del diritto all’informazione di cui i giornalisti sono gli insostituibili interpreti. Da un lato i reporter internazionali devono poter accedere al teatro di guerra, sia pure con le parziali e ragionevoli limitazioni del caso, allo scopo di darne conto alla comunità internazionale. Dall’altro ai giornalisti autoctoni deve essere garantito il diritto di esercitare in sicurezza il proprio lavoro. Il diritto all’informazione è uno dei diritti fondamentali riconosciuti dalla nostra Costituzione, all’art. 21, nonché dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che, all’art. 11 specifica che esso “include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o comunicare informazioni o idee senza che ci possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”. E al comma 2 aggiunge: “La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati”. Nel diritto internazionale di guerra, gli operatori dell’informazione sono considerati persone protette, tutelate specificamente all’art. 79 del Secondo Protocollo addizionale alle quattro convenzioni di Ginevra. A reclamare l’esercizio del diritto fondamentale all’informazione e a riconoscere il valore dei giornalisti palestinesi che oggi a Gaza lo praticano con coraggio e a proprio rischio, è dedicata la 41^ edizione del Premio giornalistico Archivio Disarmo-Colombe d’oro per la pace che si terrà a Roma in Campidoglio il 18 ottobre prossimo. Riceveranno il premio tre giovani reporter gazawi che hanno avuto un ruolo importante nel far conoscere la tragedia della guerra al pubblico italiano: Aya Ashour, Fatena Mohanna, Alhassan Selmi. Mentre Aya Ashour è già in Italia, accolta dall’Università per stranieri di Siena, Fatena Mohanna e Alhassan Selmi attendono l’autorizzazione a lasciare Gaza per venire in Italia. I firmatari del presente appello, docenti di materie giuridiche nelle università italiane, rivolgono un appello a Lei, signor Ministro, affinché – alla luce del riconoscimento del diritto alla salute e a quello dell’istruzione, meritoriamente perseguiti mediante l’ammissione in Italia di aventi diritto provenienti da Gaza – attui un analogo riconoscimento per il fondamentale diritto all’informazione, tutelato dalla nostra Costituzione, dalla Carta europea dei diritti fondamentali e dal diritto internazionale umanitario. RingraziandoLa per l’attenzione, Le inviamo i nostri più cordiali saluti e auguri di buon lavoro.   FIRMATARI Ugo Adamo, Università della Calabria Alessandra Algostino, Università di Torino Maria Romana Allegri, Università di Roma la Sapienza Ernesto Bettinelli, Università di Pavia Giovanni Bianco, Università di Sassari Salvatore Bonfiglio, Università di Roma Tre Enzo Cannizzaro, Università di Roma la Sapienza Antonio Cantaro, Università di Urbino Vincenzo Casamassima, Università degli Studi del Sannio di Benevento Enzo Cheli, Università degli Studi di Siena Lorenzo Chieffi, Università della Campania Luigi Vanvitelli Giovanni Cordini, Università degli Studi di Pavia Luigi Ferrajoli, Università di Roma Tre Andrea Giardina, Scuola Normale Superiore, Pisa Andrea Guazzarotti, Università di Ferrara Giovanni Guiglia, Università degli Studi di Verona Antonio Gusmai, Università di Bari Christopher Hein, Università LUISS Guido Carli Ivan Ingravallo, Università di Bari Sergio Marchisio, Università di Roma la Sapienza Paola Marsocci, Università di Roma la Sapienza Giuditta Matucci, Università di Pavia Laura Montanari, Università degli Studi di Udine Francesco Pallante, Università di Torino Giuseppe Palmisano, Università di Roma Tre Marta Picchi, Università di Firenze Cesare Pinelli, Università di Roma la Sapienza Filippo Pizzolato, Università degli Studi di Padova Gianpaolo Maria Ruotolo, Università di Foggia Emanuele Sommario, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa Roberto Toniatti, Università degli Studi di Trento Alessandro Torre, Università di Bari Redazione Italia
October 10, 2025
Pressenza