Tag - fantascienza

Cento anni di FS per invadere il reale – 6 (e fine)
di Giuliano Spagnul (*). Abbiamo di nuovo rubato immagini al nostro amato Jacek Yerka VI° La fantascienza dopo la morte della fantascienza “Voglio dire che bisogna per forza essere molto giovani per giocare a tutti quei giochi finanziari senza pensare nemmeno per un secondo agli interessi e alle conseguenze. Il capitalismo funziona proprio così – afferrare un’occasione e reagire il
Zoha Kazemi / Fantascienza dall’Iran
Mentre mi accingo a scrivere di questa raccolta di racconti, mi chiedo cosa sta accadendo nello stesso momento alla libreria Rama di Zoha Kazemi, dedicata a libri di fantascienza, fantasy e manga, di cui la scrittrice vive, mentre sono iniziati da poche ore i bombardamenti israeliani e americani su Teheran. Nel definire gli scenari postapocalittici che ricorrono nelle sue narrazioni, Kazemi, classe 1982, una laurea in letteratura e una breve in ingegneria, non manca di sottolineare nelle interviste come le atmosfere della Catastrofe – atomica, climatica… – nascono dall’esperienza stessa di nascere e vivere in Medio Oriente, dove tutto è instabile per definizione e anche la normalità danza da sempre sull’orlo della guerra. Oltre ad Arthur C. Clarke, un autore seminale nella sua iniziazione letteraria, insieme a Isaac Asimov, Zoha Kazemi cita oggi Philippe K. Dick e Jorge Luis Borges come suoi autentici spiriti guida. A oggi, ha già pubblicato in Iran una dozzina di romanzi, metà dei quali di letteratura speculativa, un paio tradotti anche in inglese benché scarsamente pubblicizzati essendo usciti durante il lockdown. Grazie all’editrice romana Future Fiction, specializzata nel presentare autori della letteratura fantastica dal Sud Globale, vede ora la luce questa traduzione italiana (con testo originale in parsi). Superstar, il racconto che dà il titolo alla raccolta, è una riflessione ironica sulle gerarchie che controllano l’industria culturale oggi, del classismo che distingue gli artisti Vip dagli autori condannati all’anonimato come i due protagonisti della storia. L’andamento della fama – da cui dipende anche quello economico delle vendite – è alla base della disuguaglianza sempre più marcata in una società dove si è “famosi per essere famosi”.  Una distopia editoriale che anticipa tra le altre cose anche il disagio di una generazione di artisti che oggi si misura con la cannibalizzazione delle competenze, alle quali aveva creduto, nella nuova realtà dell’intelligenza artificiale. Sempre appartenente al genere distopico alla Black Mirror, anche il noir fantascientifico 0% sensi di colpa, ambientato in un futuro dove il tracciamento biologico e l’elaborazione “scientifica” delle emozioni umane, ora pubblicamente visibili alla stregua dei commenti sui social, sono l’unica procedura investigativa riconosciuta dalla polizia, a prescindere da prove più o meno schiaccianti emerse dalla scena del debito. Qualsiasi killer, in pratica, potrà infatti farla franca a patto di non provare nessun senso di colpa. Intonati a una coloritura sentimentale più drammatica, i restanti tre racconti dell’antologia, sono contestualizzati in altrettanti scenari apocalittici dove anche la morte emerge come ritualizzazione del sociale.  Si può scegliere tra  un futuro ipercapitalista  dove l’aria da respirare va acquistata al pari di qualsiasi altra commodity, obbligando a scegliere tra una nuova bombola o un nuovo paio di scarpe; un futuro post atomico dove, nelle aree ancora abitabili la sovrappopolazione è tornata ad essere un problema, imponendo il sacrificio cerimoniale degli anziani; o, infine, un futuro post pandemico dove tutti i sapiens sono diventati mortalmente allergici al DNA della propria specie, obbligando  gli umani a vivere in celle isolate condividendo tra loro una realtà esclusivamente virtuale. Nel complesso, cinque ottimi racconti di fantascienza, molto lontani da caratterizzazioni cyberpunk più o meno contemporanee, improntati anzi a un certo amore per la classicità che si rivela forse anche nello stile succinto e nello sviluppo conciso e lineare della trama. Un gioco di equilibri il cui bilanciamento nei momenti migliori può ricordare la lucidità geometrica di un Ted Chiang, senza per questo scartare a priori la carta dell’immedesimazione e dell’empatia. Speriamo di poter leggere presto altro di Zoha Kazemi.     L'articolo Zoha Kazemi / Fantascienza dall’Iran proviene da Pulp Magazine.
March 3, 2026
Pulp Magazine
Philip Dick e il gioco del labirinto mortale
Un romanzo mai scritto di Philip Dick che si sarebbe dovuto chiamare: "Il nome del gioco è morte". La sua trama costituisce una metafora del conflitto che a breve potrebbe caratterizzare le nostre società. Il romanzo, avrebbe dovuto narrare la contrapposizione tra due filosofie dell'uomo, della "natura umana". La prima è quella che vede l'uomo come un individuo isolato, proteso in una permanente lotta contro i suoi simili per affermarsi e prevalere, l'altra è quella che vede il genere umano come una sorta di unico organismo "poliencefalico" la cui caratteristica principale consiste nel condividere esperienze e conoscenze. Sembra soltanto una versione aggiornata dell'ormai frusta diatriba tra individualismo e collettivismo. La mia opinione è che la posizione di Dick non dovrebbe essere letta in termini così manichei... Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
II° – Che cos’è la fantascienza?
Il testo analizza la fantascienza come dispositivo culturale nel senso foucaultiano, capace di intrecciare potere, sapere e immaginario collettivo. Riprendendo Caronia, Foucault e Deleuze, la fantascienza viene letta non solo come strumento di consenso o evasione, ma come spazio dialettico in cui il pubblico mantiene una quota di creatività e risposta. Essa incarna la tensione tra scienza e fantasia, producendo novità e trasformazione. Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
Cento anni di FS per invadere il reale – 5
di Giuliano Spagnul (*). Quinta di 6 puntate che riprendiamo da AHIDA (vedi scheda di presentazione in coda all’articolo) dov trovate anche il testo inglese. Abbiamo di nuovo rubato immagini al nostro amato Jacek Yerka. V° Fantascienza e modernità “Tutti quei personaggi fittizi che avete mandato via, richiamateli indietro! Annunciate al capitano kirk che l’astronave Enterprise deve tornare alla base.
February 24, 2026
La Bottega del Barbieri
Fantascienza, surreale e tutto il resto – 9
Una nuova serie di Mauro Antonio Miglieruolo (*). Nona puntata con 15 immagini. Per la nona volta buongiorno – o anche stupendo giorno – oppure buon pomeriggio, buona notte, buona serata (a seconda di dove siete), mentre viaggiamo fra le stelle – così per vedere se c’è un mondo abitabile senza trump-meloni-bezos-ecisiamocapiti – discutiamo ancora della vicinanza tra la fantascienza
February 19, 2026
La Bottega del Barbieri
Cento anni di FS per invadere il reale – 4
di Giuliano Spagnul (*). Quarta di 6 puntate che riprendiamo da AHIDA (vedi scheda di presentazione in coda all’articolo) . Ancora una volta abbiamo rubato immagini al grandissimo Jacek Yerka.   IV° La novità del Novum L’essenza della Ragione, già nelle sue forme meno sviluppate, consiste nella capacità di valutare i lampi di novità; tanto di novità immediatamente realizzabili, quanto
February 17, 2026
La Bottega del Barbieri
Fantascienza, surreale e tutto il resto – 8
Una nuova serie di Mauro Antonio Miglieruolo (*). Ottava puntata con 15 immagini. Stavolta sul “treno” sale anche un certo db.   Per l’ottava volta buongiorno – o anche ottimo giorno – oppure buonpomeriggio, buona notte, buonasera (a seconda di dove siete) Con il supporto del ferroviere dibbì – che oggi mi affianca – associo la parola treno all’idea del
February 13, 2026
La Bottega del Barbieri
Fantascienza, surreale e tutto il resto – 7
Una nuova serie di Mauro Antonio Miglieruolo (*). Settima puntata con 15 immagini. Buongiorno, buonpomeriggio, buonanotte, buonasera (a seconda di dove siete) Cercate casa? Anche io. Ecco qui sotto 15 dimore strane, forse impossibili da abitare, ma tutte belle. Frutto dell’ingegno umano (o alieno?) che è sempre alla ricerca di ciò che oltrepassa i confini del consueto e dell’ovvio. MAM
February 12, 2026
La Bottega del Barbieri
Cento anni di FS per invadere il reale – 3
di Giuliano Spagnul (*). Terza di 6 puntate che riprendiamo da AHIDA (vedi scheda di presentazione in coda all’articolo). Continuiamo a rubare immagini al nostro amato Jacek Yerka.   III° Funzioni del dispositivo fantascientifico Il testo interpreta la fantascienza come un dispositivo nel senso agambeniano, ovvero come una macchina capace di produrre soggettivazioni e, attraverso di esse, forme di governo dell’immaginario
February 10, 2026
La Bottega del Barbieri